Attualità

DDL Concorrenza, tutti gli emendamenti sui balneari

Le 262 proposte presentate in Senato per migliorare la riforma delle concessioni

Completare la mappatura delle concessioni demaniali marittime prima di riassegnarle tramite gare pubbliche, garantire il riconoscimento economico del valore aziendale calcolato su tutti i beni materiali e immateriali per i gestori uscenti a carico dei subentranti in caso di passaggio di mano del titolo, destinare parte degli introiti derivanti dai canoni alle opere di difesa della costa. Sono le principali proposte presentate da quasi tutte le forze politiche nei 262 emendamenti presentati al disegno di legge sulla concorrenza (su un totale di 1110) relativi alla riforma delle concessioni balneari in fase di esame al Senato.

Tra gli emendamenti più particolari, il Movimento 5 Stelle propone che «entro il 31 dicembre di ogni anno l’Agenzia del demanio, in collaborazione con le amministrazioni pubbliche locali, effettui attività di telerilevamento al fine di riscontrare l’eventuale esistenza di opere abusive, manufatti difformi e/o non autorizzati di inadempimenti contrattuali», mentre Forza Italia chiede di prolungare la durata delle concessioni fino al 31 dicembre 2025 e il Gruppo Misto vorrebbe favorire i concessionari in possesso di certificazione Iso 13009.

Il disegno di legge sulla concorrenza intende disciplinare, tra le varie altre materie, anche la riassegnazione delle concessioni su cui insistono gli stabilimenti balneari e i porticcioli turistici. In seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga delle concessioni al 2033 e imposto le gare pubbliche entro il 2023, il governo Draghi ha deciso di intervenire su una materia che attende una riforma dal 2010, anno in cui è stata recepita la direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione delle concessioni abrogando il regime di rinnovo automatico. Da allora i vari esecutivi hanno approvato solo delle proroghe (prima al 2015, poi al 2020 e infine al 2033) senza dare un nuovo assetto normativo al settore; ma ora che anche le proroghe automatiche sono state dichiarate in contrasto col diritto europeo, il governo italiano è obbligato a intervenire con una riforma organica: il rischio, altrimenti, è che le attuali concessioni scadano senza una nuova legge che determini almeno delle forme di tutela per gli imprenditori che finora vi hanno investito. Che significa che perderebbero le loro aziende senza nemmeno un indennizzo economico.

Lo scorso febbraio il consiglio dei ministri ha trasmesso al Senato una proposta di riforma che però non soddisfa appieno le forze politiche di maggioranza, in quanto gli indennizzi previsti per gli attuali concessionari riguarderebbero solo gli investimenti non ancora ammortizzati. In questo senso vanno le proposte dei vari partiti, che stanno mantenendo un atteggiamento propositivo e non ostruzionistico. Dall’opposizione, invece, Fratelli d’Italia si dice del tutto contraria alle gare e chiede di cestinare il testo.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e "Turismo insostenibile" (Altreconomia 2024).
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