La stagione balneare in Sicilia partirà solo dal 1° maggio, un mese dopo rispetto al 2013, e senza sfruttare il calendario delle feste che quest’anno segna la settimana di Pasqua a fine aprile, fra il 15 e il 21.
Lo ha deciso l’assessore regionale alla salute, Lucia Borsellino, che ha appena pubblicato il decreto che riduce di fatto di due mesi la stagione balneare nell’isola, impedendo ai gestori di attrezzare i lidi balneari con sdraio e ombrelloni e captare sulle spiagge il flusso di turisti che arriverà in Sicilia.
Il motivo? L’assessorato ha bisogno di tempo per campionare le acque e verificare l’inquinamento delle coste. La Borsellino ha stilato una lista con 1.028 punti da analizzare in tutta la Sicilia. Meno comprensibile è la scelta di chiudere la stagione balneare al 30 settembre, quando il clima consentirebbe di mantenere aperti gli stabilimenti almeno per un altro mese.
Intanto qualche dato sull’inquinamento delle coste c’è già, come riporta oggi Repubblica Palermo: i tratti di costa non balneabili aumentano, soprattutto in provincia di Agrigento.
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