Confimprese demaniali Norme e sentenze Puglia

Tar Lecce boccia Piano coste Ugento, soddisfazione dei balneari

Della Valle: "La sentenza salva la professionalità ed i sacrifici delle famiglie balneari ugentine"

Con sentenze nn. 1270-1277/2026, il Tar Lecce, I Sez (presidente Antonio Pasca, relatori Silvio Giancaspro ed Elio Cucchiara) ha chiarito che il Piano Comunale delle Coste del Comune di Ugento non esiste. In particolare, a seguito dei ricorsi proposti da numerose imprese del settore e dall’Associazione Federazione Imprese Demaniali, difese dagli avvocati Leonardo Maruotti e Francesco G. Romano, è emerso che il Comune di Ugento non si è mai adeguato alla delibera di Giunta Regionale n. 106 del 19 febbraio 2024, con la quale si approvava il Piano “a condizione di adeguarne i contenuti alle prescrizioni indicate nel verbale sottoscritto in seguito alla riunione avvenuta in data 31/01/2024”.

Nello specifico, ciò che veniva contestato con il ricorso coincideva con le criticità rilevate dalla Regione, ossia che il Comune non aveva individuato con certezza la spiaggia libera e i lotti da assegnare in concessione, non ha verificato l’attuale utilizzo dell’arenile e che il Piano è stato predisposto nonostante l’assenza di studi necessari.

Esprime grande soddisfazione Mauro Della Valle, presidente di Federazione Imprese Demaniali aderente a Confimprese Demaniali Italia: “Il nostro obbiettivo è sempre stato quello di far applicare la legge, non certo quello di scontrarsi con le amministrazioni. Abbiamo sempre sostenuto che il Piano così come predisposto era palesemente errato e avrebbe causato enormi problemi ai concessionari demaniali. Il piano costa così come approvato con delibera di Consiglio comunale del 31 luglio 2024 azzerava tutte le concessioni in essere, cioè i sacrifici di una vita di tante famiglie, con il rischio di demolire l’eccellenza del turismo balneare ugentino e salentino. Mi auguro che, a seguito della sentenza, l’Amministrazione coinvolga le imprese e le associazioni per evitare altre possibili incongruenze. Grazie a queste pronunce, inoltre, il Comune non potrà predisporre i possibili bandi delle concessioni utilizzando quello che in precedenza era stato ritenuto dall’Amministrazione un Piano già pronto”.

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