Calabria Norme e sentenze

Sequestri stabilimenti balneari in Calabria, la Cassazione respinge i ricorsi della Procura

A Santa Maria del Cedro restano valide le ordinanze di dissequestro emesse dal tribunale del Riesame. I giudici della Suprema Corte hanno dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dall'accusa. Si attendono le motivazioni.

Inammissibili i ricorsi della Procura

Si chiude con una decisione favorevole agli operatori balneari un nuovo passaggio giudiziario della vicenda che ha coinvolto alcuni stabilimenti di Santa Maria del Cedro, sulla costa tirrenica della provincia di Cosenza. La terza sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla Procura della Repubblica di Cosenza contro i provvedimenti con cui il tribunale del Riesame aveva disposto l’annullamento dei sequestri preventivi delle strutture.

L’origine della controversia a Santa Maria del Cedro

La controversia era iniziata nella primavera scorsa, quando alcuni stabilimenti balneari della località calabrese erano stati sottoposti a sequestro nell’ambito di un procedimento per presunta occupazione abusiva del demanio marittimo. I provvedimenti erano stati richiesti dalla Procura di Paola e convalidati dal giudice per le indagini preliminari, portando all’apposizione dei sigilli alle attività interessate. Successivamente gli imprenditori coinvolti avevano impugnato le misure cautelari davanti al tribunale del Riesame, ottenendo l’annullamento dei sequestri. Contro queste decisioni era intervenuta la Procura di Cosenza, che aveva presentato ricorso alla Suprema Corte nel tentativo di ottenere una revisione dei provvedimenti.

In attesa delle motivazioni della Suprema Corte

La Cassazione ha ora dichiarato inammissibili le impugnazioni, lasciando quindi ferme le ordinanze del Riesame. Per conoscere nel dettaglio le valutazioni giuridiche alla base della decisione sarà tuttavia necessario attendere la pubblicazione delle motivazioni. A sottolinearlo è l’avvocato Italo Guagliano, uno dei difensori degli imprenditori balneari coinvolti nel procedimento: “Per conoscere le ragioni specifiche delle decisioni sarà necessario attendere il deposito delle motivazioni”, ha dichiarato il legale. “Il dato oggi certo è quello risultante dai dispositivi: i ricorsi della Procura sono stati dichiarati inammissibili e le ordinanze del tribunale del Riesame restano ferme”.

Confermati i dissequestri degli stabilimenti

La pronuncia della Cassazione conferma dunque gli effetti dei dissequestri già disposti dal tribunale del Riesame, senza che sia possibile, allo stato attuale, ricostruire le ragioni specifiche dell’inammissibilità. La decisione riguarda le misure cautelari adopted nei confronti degli stabilimenti e non equivale, di per sé, a una pronuncia definitiva sulla sussistenza dei reati contestati.

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