Attualità Norme e sentenze

Concessioni balneari, l’incertezza normativa pesa sul futuro dell’intera filiera.

L'effetto Bolkestein penalizza da anni le aziende dei fornitori, ma nessuno ne parla.

Un aspetto che è sempre rimasto a margine del dibattito sulla direttiva Bolkestein è l’effetto che questo fenomeno ha prodotto negli anni sulla categoria dei fornitori di attrezzature balneari.

L’incertezza normativa e il prolungato stallo, infatti, in questi anni non hanno riguardato soltanto i titolari degli stabilimenti marittimi, ma hanno colpito prima di tutti le aziende produttrici di arredi, impianti, attrezzature, tecnologie, fino ad arrivare alle fiere di settore.

L’impatto sui fornitori e il calo degli investimenti

Quello che il governo sta trascurando è che quando un’impresa non ha certezze sulla durata del proprio titolo o sulle modalità di assegnazione futura, tende inevitabilmente a rinviare gli interventi di ammodernamento, la sostituzione delle dotazioni da spiaggia e le spese non strettamente indispensabili. Questa contrazione degli acquisti si scarica immediatamente sull’economia delle imprese fornitrici — produttori di ombrelloni, lettini, giochi per bambini, impianti di salvataggio e strutture amovibili — che da anni cercano di sopravvivere in un mercato condizionato dall’incertezza sul futuro degli operatori.

La riduzione del fatturato delle aziende fornitrici comporta una diminuzione del gettito nelle casse dello Stato, oltre a un indebolimento dell’intero comparto. In questi anni le aziende più fragili hanno dovuto chiudere i battenti, mentre quelle più solide hanno combattuto a denti stretti e andrebbero oggi premiate per essere ancora sul mercato in mezzo a mille difficoltà, continuando a garantire il servizio e il posto di lavoro a centinaia di dipendenti. Per questo motivo, la discussione sulle regole delle future gare e sui criteri dei bandi-tipo non può prescindere da una valutazione complessiva dell’impatto economico sull’intero indotto.

Le fiere di settore e la tenuta del comparto

Operatori balneari, produttori di attrezzature ed enti fieristici sono gli attori di un’unica filiera e per questo motivo devono continuare a rimanere uniti. Partecipare alle manifestazioni di settore e mantenere costante l’aggiornamento è indispensabile, specialmente in questa fase, senza mai dimenticare che insieme condividono da anni le medesime difficoltà.

La frustrazione, il timore per il futuro e le incertezze possono talvolta portare a compiere degli errori, come l’iniziativa promossa qualche anno fa di boicottare una fiera in segno di protesta. Le manifestazioni del settore e le aziende che le organizzano non hanno alcuna responsabilità sulla situazione attuale e tantomeno alcun potere decisionale sul quadro normativo.

Anche le strutture fieristiche, così come le aziende fornitrici e gli stabilimenti balneari, sono realtà fatte di persone che fanno investimenti e che devono garantire posti di lavoro. In questo momento storico in cui si sta decidendo il futuro delle concessioni balneari, la priorità deve rimanere la ricerca di un’interlocuzione efficace con le istituzioni, per ottenere regole chiare, stabilità e garanzie per imprese e lavoratori.

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