Norme e sentenze

Stabilimento balneare condannato per “vacanza rovinata”: dovrà risarcire 3mila euro

La Corte d’Appello di Firenze ha riconosciuto il danno subito da una famiglia che nel 2018 aveva prenotato una tenda per trascorrere agosto a Tonfano, ma aveva interrotto anticipatamente il soggiorno dopo una controversia sulla sistemazione concordata.

Una vacanza al mare organizzata con mesi di anticipo e terminata anzitempo per una controversia sulla tenda prenotata in spiaggia. A distanza di otto anni dalla vicenda, la Corte d’Appello di Firenze ha riconosciuto il danno da “vacanza rovinata” e condannato il gestore di uno stabilimento balneare di Tonfano, a Marina di Pietrasanta (Lucca), al pagamento di 3mila euro. A riportare la sentenza è il quotidiano “Il Tirreno”.

Il caso risale all’agosto 2018 e riguarda una famiglia residente a Porcari, che aveva programmato di trascorrere le ferie insieme a un cugino e ai rispettivi familiari. L’organizzazione del soggiorno era stata definita nei dettagli: oltre a prendere in affitto per tutto agosto un’abitazione nelle vicinanze dello stabilimento, i clienti avevano concordato con il gestore diverse sistemazioni sulla spiaggia. La prenotazione prevedeva una tenda dall’1 al 3 agosto, un ombrellone dal 4 al 12 e nuovamente una tenda dal 13 fino al 31 agosto. Erano compresi anche i servizi balneari e sei accessi giornalieri alla piscina.

La scelta della struttura e della sistemazione in spiaggia aveva un’importanza particolare per la famiglia. La vicinanza delle postazioni doveva infatti facilitare la permanenza del figlio minore e di alcuni parenti con difficoltà di deambulazione, oltre a permettere di trascorrere le giornate insieme agli altri familiari e amici.

Il problema emerse alla vigilia della seconda parte del soggiorno. Secondo la ricostruzione dei clienti, la tenda che avrebbe dovuto essere disponibile dal 13 agosto non si trovava nella posizione precedentemente concordata. La famiglia cercò quindi una sistemazione alternativa presso altri stabilimenti della zona, senza però riuscire a trovarla nel pieno dell’alta stagione. A quel punto decise di interrompere le ferie e rientrare a casa.

Diversa la versione sostenuta dal gestore dello stabilimento durante il contenzioso. Secondo il titolare, la tenda prevista dalla prenotazione era stata effettivamente messa a disposizione della famiglia, seppure sul lato Viareggio della struttura. Sarebbe stato invece il cliente a non accettare la postazione perché distante da quella occupata dal cugino.

La controversia giudiziaria si è quindi concentrata non sull’esistenza della prenotazione, che non era in discussione, bensì sulle modalità con cui lo stabilimento aveva adempiuto all’accordo. Da una parte la famiglia sosteneva che la sistemazione non fosse stata garantita nella posizione concordata; dall’altra il gestore riteneva di avere rispettato l’impegno offrendo comunque una tenda.

La Corte d’Appello di Firenze ha infine riconosciuto le ragioni della famiglia sotto il profilo del danno subito, disponendo un risarcimento di 3mila euro per la “vacanza rovinata” conseguente all’interruzione anticipata del soggiorno.

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