A oltre un mese dalla sentenza della Corte d’Appello di Genova, i soci della Società Nazionale di Salvamento attendono ancora una comunicazione ufficiale e completa sulle conseguenze della decisione e sulle iniziative che si intendono assumere. La Corte ha rigettato l’appello presentato dalla SNS e annullato la delibera del 6 luglio 2023 relativa al regolamento elettorale, nonché la successiva assemblea del 29 settembre 2023 e l’elezione del Consiglio Direttivo. Una decisione di questa portata avrebbe richiesto un’immediata informazione ai soci, alle sezioni e agli istruttori. Sarebbe stato necessario spiegare con chiarezza quale sia oggi la situazione dell’associazione, chi stia assumendo le decisioni, con quali poteri e attraverso quale percorso si intenda restituire alla SNS una governance pienamente legittimata. Questo confronto, per quanto risulta, non è ancora avvenuto.
Un Consiglio Direttivo che non si riunisce
A rendere ancora più grave la situazione vi è un altro elemento: il Consiglio Direttivo non risulta convocato da oltre un anno. Un organo collegiale che non viene riunito non può esercitare pienamente le proprie funzioni di indirizzo, controllo e programmazione. Le decisioni fondamentali per il futuro della SNS non possono essere affidate a iniziative individuali o a una gestione priva di un confronto formalizzato.
La continuità amministrativa può essere necessaria per evitare la paralisi dell’associazione, ma non può trasformarsi in una legittimazione politica senza limiti. La prorogatio, ammesso che possa trovare applicazione in questa situazione, deve servire esclusivamente a garantire la continuità dell’ente e a condurlo verso la ricostituzione dei propri organi. Dopo l’annullamento delle elezioni non è più possibile rappresentare come pienamente legittimato un assetto che la decisione giudiziaria ha espressamente travolto. La legittimazione non può essere proclamata o rivendicata: deve provenire dai soci attraverso un voto regolare.
La continuità della formazione deve essere tutelata
La crisi di governance non riguarda soltanto gli equilibri interni della SNS. Può produrre conseguenze sull’intero sistema della formazione degli assistenti bagnanti. Occorre evitare allarmismi, ma anche sottovalutazioni. L’annullamento delle elezioni non comporta automaticamente la perdita della personalità giuridica. Tuttavia, il protrarsi di una situazione di incertezza istituzionale e l’assenza di organi pienamente legittimati possono esporre l’associazione a verifiche e interventi da parte delle Autorità competenti.
Il D.M. 29 maggio 2024, n. 85 stabilisce che la personalità giuridica è uno dei requisiti necessari per ottenere e mantenere l’autorizzazione come ente formatore. I requisiti devono essere posseduti per tutta la durata dell’autorizzazione. La normativa prevede inoltre che, in presenza di una carenza o irregolarità relativa a uno di questi requisiti, il Comando generale della Guardia Costiera possa, previa diffida, sospendere l’autorizzazione per un periodo da uno a tre mesi. La sospensione dell’ente determina l’interruzione delle attività formative di tutte le sue articolazioni locali. Se la carenza non viene eliminata, può seguire la decadenza dell’autorizzazione. Non si afferma che questo sia già accaduto. Si richiama però un rischio che una dirigenza responsabile ha il dovere di prevenire, tutelando i corsi, gli istruttori, le sezioni e soprattutto gli allievi.
Senza programmazione non può esserci rilancio
Da tempo manca anche una programmazione condivisa. Le sezioni hanno bisogno di conoscere gli indirizzi organizzativi, i programmi formativi, gli investimenti previsti, gli strumenti di supporto e le modalità con cui la SNS intende affrontare le nuove regole del settore.
Servono aggiornamento didattico, formazione continua degli istruttori, assistenza amministrativa, legale e fiscale alle sezioni, strumenti digitali adeguati e un dialogo stabile con le istituzioni. Tutto questo richiede decisioni collegiali, responsabilità definite e un programma verificabile. Limitarsi alla gestione quotidiana significa rinunciare a governare il futuro. E oggi, mentre gli stabilimenti balneari continuano a segnalare la difficoltà nel reperire personale qualificato, il sistema non può permettersi l’indebolimento di uno dei suoi enti formatori storici.
Chiediamo l’intervento delle Autorità competenti
Di fronte al protrarsi di questa situazione, sollecitiamo l’intervento delle Autorità competenti affinché, ciascuna nell’ambito delle proprie funzioni, verifichino le condizioni di regolarità e operatività dell’associazione e favoriscano il rapido ripristino di una governance pienamente legittimata.
Non si chiede alle istituzioni di sostituirsi ai soci o di scegliere la futura guida della SNS. Si chiede che siano salvaguardate le finalità di pubblica incolumità e di soccorso marittimo, garantendo la legalità associativa, la continuità della formazione, l’autorizzazione dell’ente e il patrimonio professionale costruito in oltre un secolo e mezzo di attività.
Il silenzio delle Autorità di vigilanza, in particolare della Prefettura e dell’Autorità portuale, nonostante le molteplici segnalazioni e richieste di intervento effettuate dagli associati, è assordante. La vigilanza istituzionale, in un momento così delicato, non rappresenterebbe un’ingerenza, ma una garanzia per tutti: soci, sezioni, istruttori, allievi, operatori balneari e, soprattutto, per l’utenza balneare.
Una squadra competente per una vera discontinuità
Non ci siamo limitati a denunciare i problemi. Abbiamo già riunito una squadra di persone competenti, provenienti dal mondo del salvamento, della formazione, della medicina, dell’amministrazione e delle professioni. La squadra comprende persone che non hanno mai ricoperto ruoli politici o di governo all’interno della SNS, affiancate da esperienze tecniche e professionali maturate nel salvamento. Ci unisce l’impegno a mettere le competenze al servizio dell’associazione e del suo rilancio. È una proposta che vuole segnare, nel solco di oltre 150 anni di storia, una netta discontinuità rispetto alle tradizionali logiche interne: affidare il rilancio della SNS a competenze riconosciute, responsabilità trasparenti e obiettivi verificabili.
Questa squadra non pretende di autoproclamarsi e non intende sostituirsi alla volontà dei soci. È pronta a presentare un programma, ad assumersi responsabilità precise e a sottoporsi democraticamente al voto dell’Assemblea. Perché nessun gruppo può attribuirsi da solo una legittimazione che appartiene esclusivamente ai soci.
Non resta che convocare l’assemblea
La soluzione non può essere rinviata ulteriormente. Occorre convocare l’assemblea, informare i soci sulla reale situazione dell’associazione e consentire loro di scegliere democraticamente il percorso da intraprendere. L’assemblea dovrà restituire alla SNS una guida riconosciuta, capace di assumere decisioni, proteggere la continuità della formazione e programmare il rilancio.
Non si tratta di alimentare uno scontro personale né di stabilire chi abbia vinto una battaglia giudiziaria. Si tratta di mettere in sicurezza una storia lunga oltre 150 anni e di tutelare tutte le persone che continuano a credere nella missione della Società Nazionale di Salvamento. Il tempo delle dichiarazioni è terminato. Il silenzio non può sostituire la trasparenza, la gestione provvisoria non può sostituire la democrazia associativa e nessuno può rivendicare una legittimazione che soltanto il voto dei soci può conferire.
Le Autorità facciano la propria parte. La SNS restituisca la parola ai soci. Non resta che convocare l’assemblea.
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