Vacanze al mare

I primi stabilimenti balneari d’Italia: storia e curiosità

Dai bagni terapeutici al turismo di massa, ecco quali sono i lidi più antichi della penisola

Oggi sono oltre 7mila gli stabilimenti balneari disseminati lungo le coste italiane, ma la loro storia affonda le radici tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, quando il mare era considerato soprattutto un luogo di cura. Nati come evoluzione degli stabilimenti termali, i primi lidi erano infatti dedicati alla talassoterapia: bagni d’acqua marina e trattamenti per disturbi respiratori, reumatici e nervosi, frequentati inizialmente da aristocratici e alta borghesia.

Tra i primi esempi documentati ci sono i Bagni Baretti di Livorno, inaugurati nel 1781. Ma è Viareggio a segnare l’inizio della vera cultura balneare italiana. Qui, nel 1823, apre il Bagno Dori, ancora oggi attivo, seguito pochi anni dopo da altre strutture costruite direttamente sulla spiaggia o su palafitte sul mare, come i Bagni Nereo. Erano stabilimenti con cabine, passerelle e spazi separati tra uomini e donne, pensati per un’élite internazionale.

Negli stessi anni anche Livorno consolida la propria vocazione balneare con l’apertura, nel 1840, dei Bagni Pejani, oggi conosciuti come Onde del Tirreno. Sempre nel 1840, nella zona di Posillipo, nasce a Napoli il Bagno Donn’Anna, tra i primi esempi di stabilimento marittimo del Sud Italia.

L’Adriatico entra nella storia della balneazione moderna il 30 luglio 1843, quando viene inaugurato a Rimini lo Stabilimento Privilegiato dei Bagni Marittimi, grande struttura dedicata inizialmente alle cure marine. Solo qualche decennio dopo la città romagnola inizierà la trasformazione verso il turismo di svago che la renderà una delle capitali italiane delle vacanze.

Anche Venezia sviluppa progressivamente la propria identità balneare. Nel 1857 nasce lo Stabilimento Bagni del Lido, costruito sull’area della “Fisola”. Da lì prende forma il mito del Lido veneziano, destinato a esplodere durante la Belle Époque con l’apertura dell’Hotel Excelsior Venice Lido Resort e del Grand Hotel des Bains.

Proprio tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento cambia il ruolo dello stabilimento balneare: non più solo luogo di cura, ma spazio dedicato al tempo libero, alla mondanità e agli eventi. A Rimini il simbolo di questa trasformazione è il Kursaal, inaugurato nel 1870: sale da tè, balli, terrazze panoramiche e spettacoli sul mare ne fanno uno dei centri mondani più celebri dell’epoca.

Foto d’epoca del Kursaal di Rimini

Anche Genova interpreta questa nuova tendenza. Nei primi del Novecento nasce il Lido tra la Foce e Boccadasse, ideato da Giuseppe Garibaldi Coltelletti, figlioccio di Giuseppe Garibaldi. Il complesso comprendeva terrazze sul mare, rotonde nell’acqua, una grotta e persino un teatro. Nel corso dei decenni sarebbe diventato un simbolo della vita mondana ligure, frequentato da personaggi come Gabriele D’Annunzio, Mike Bongiorno e Sophia Loren.

Nel frattempo anche la Sicilia sviluppa il proprio turismo balneare. A Mondello, area bonificata dalla malaria alla fine dell’Ottocento, viene costruito intorno al 1911 l’Antico Stabilimento Balneare di Mondello, uno dei più importanti esempi di Liberty sul mare in Italia, con eleganti strutture su palafitte, decorazioni floreali e grandi saloni affacciati sull’acqua.

primi stabilimenti balneari
Antico Stabilimento Balneare di Mondello

Tra le architetture simbolo della balneazione italiana c’è poi la Rotonda a Mare, inaugurata nel 1933 a Senigallia e progettata da Enrico Cardelli: una piattaforma circolare sospesa sul mare che unisce funzioni balneari e spazi per eventi e spettacoli.

Anche la Sardegna entra in questa evoluzione con il Lido di Alghero, inaugurato nel 1934 su un territorio un tempo paludoso e malarico. Fu una delle prime strutture dell’isola pensate non solo per la balneazione ma anche per il soggiorno e lo svago, con cabine, alloggi, negozi, bar e ristorante.

Dalla talassoterapia aristocratica agli stabilimenti contemporanei, il lido italiano ha così attraversato oltre due secoli di trasformazioni sociali, architettoniche e culturali, diventando uno dei simboli più riconoscibili del turismo nazionale.

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