Ci sono città che si visitano e città che si ascoltano. Gallipoli appartiene alla seconda categoria: bisogna seguirne i vicoli, fermarsi davanti a un portale, scendere sotto il livello della strada, aspettare che il sole cambi colore alla pietra. Ma soprattutto bisogna guardarla dal mare.
È allora che la Città Bella rivela la sua forma più compiuta: un’isola fortificata, stretta fra mura e acqua, collegata alla terraferma da un ponte. Il centro storico conserva la struttura compatta del borgo antico, con chiese, palazzi, botteghe e strade che sembrano convergere naturalmente verso lo Ionio. Gallipoli non si offre tutta insieme: si lascia scoprire per frammenti.
Dentro l’isola
Il primo frammento è la pietra. Il carparo delle facciate, la pietra locale dei palazzi, i basoli consumati dei vicoli cambiano aspetto secondo la luce. Al mattino hanno tonalità più fredde; nel pomeriggio acquistano quella sfumatura dorata che sembra appartenere da sempre al paesaggio salentino.
Al centro dell’isola, la Cattedrale di Sant’Agata concentra una parte essenziale della storia artistica della città. La facciata in carparo introduce a un interno ricco di tele, decorazioni e opere legate alla tradizione religiosa locale.

Poi basta imboccare una strada laterale perché il monumento lasci spazio alla vita quotidiana: balconi, cortili, panni stesi, piccole piazze e archi che improvvisamente aprono una finestra sul blu. È qui che Gallipoli smette di essere solo una destinazione e torna a essere una città viva.
Il mare dietro le mura
Il Castello, all’ingresso del centro storico, racconta la vocazione militare di Gallipoli. La fortezza, nata in epoca medievale e trasformata nel corso dei secoli, appartiene al sistema difensivo che per lungo tempo ha protetto la città dal mare. Dai suoi camminamenti lo sguardo incontra il porto, le mura, il profilo della città e l’orizzonte dello Ionio.
La stessa sensazione di continuità con l’acqua ritorna sulla Riviera della Purità, dove la città sembra terminare bruscamente sulla spiaggia. La Spiaggia della Purità è piccola e raccolta, stretta fra le case e le fortificazioni. Nei mesi caldi continua a essere uno dei luoghi in cui il rapporto fra Gallipoli e il mare appare più naturale: un bagno, un asciugamano steso sulla sabbia e qualche ora trascorsa senza programmi. Quando la luce si abbassa, le mura cambiano colore e l’arenile diventa un vero e proprio salotto all’aperto.
Una città sotto la città
Per capire quanto il mare abbia contribuito alla ricchezza di Gallipoli bisogna però scendere in profondità. Sotto le strade del centro storico si conservano diversi frantoi ipogei, scavati nella roccia e legati alla produzione dell’olio lampante. Per secoli Gallipoli fu uno dei principali centri commerciali di questo prodotto, destinato anche ai mercati del Nord Europa.
Nei sotterranei rimangono macine, vasche, cisterne e ambienti di lavoro che raccontano una città industriale d’altri tempi: sopra ci sono il barocco, i palazzi e le chiese; sotto, il lavoro e il commercio che contribuirono a costruire quella ricchezza.

La soglia della città
All’ingresso del borgo, la Fontana Greca introduce un altro capitolo della storia gallipolina. Le sue decorazioni legate alla mitologia classica accompagnano la transizione tra la città contemporanea e l’inizio dell’isola antica.
Il centro storico funziona meglio quando non lo si affronta come una lista di monumenti: la cosa migliore è perdersi tra le vie, cercare un affaccio sul mare, osservare il porto che si anima al mattino con il mercato del pesce e godersi il ritmo più lento della giornata.

Dal mare, un’altra prospettiva
C’è un livello di lettura che completa la visita: quello che si ha allontanandosi dalla riva. Vista dal mare, Gallipoli rivela la sua natura di fortezza sospesa, con i bastioni che sembrano galleggiare sull’acqua e le cupole che emergono dal profilo urbano.
Le escursioni in barca che partono dal porto antico permettono di navigare lungo le mura, doppiare la vicina Isola di Sant’Andrea e spingersi verso Baia Verde e Punta della Suina o Punta Pizzo, scoprendo calette e anfratti suggestivi lungo la costa. Con itinerari di navigazione più estesi verso nord, le imbarcazioni raggiungono anche la costa del parco naturale di Porto Selvaggio, situato nel vicino territorio di Nardò.

Il gusto del territorio e l’artigianato
La cucina gallipolina completa il ritratto della città. Piatti tradizionali come il purpu alla pignata, la scapece (pesce fritto marinato con mollica di pane e zafferano) o gli mboti raccontano una cultura culinaria legata al mare e ai prodotti della terra. Nel centro storico, le tipiche trattorie e i ristoranti locali interpretano questa tradizione valorizzando il pescato del giorno e l’olio extravergine del Salento.
Nei vicoli si incontrano inoltre le botteghe artigiane dove resistono lavorazioni storiche legate alla terracotta, al ferro battuto, ai ricami e alla realizzazione di fischietti e tamburelli.

Gallipoli non chiede di essere consumata in fretta: richiede tempo, attenzione e la disponibilità a vivere il mare sia dalla costa che dall’acqua. Se stai valutando di trascorrerci le tue prossime vacanze, visita la sezione dedicata agli stabilimenti balneari di Gallipoli
© Riproduzione Riservata

















