Sulla costa lucana torna centrale il tema della fragilità dei litorali sabbiosi, con un quadro descritto come altamente critico alla vigilia delle prossime stagioni turistiche. L’ultimo report dedicato alle spiagge italiane indica come l’erosione e gli eventi meteo estremi stiano mettendo alla prova la tenuta del sistema balneare regionale, con implicazioni dirette per gli stabilimenti, le infrastrutture e la fruizione degli arenili.
Un arretramento che colpisce oltre la metà della costa bassa
Per il periodo compreso tra il 2006 e il 2019 viene stimata una perdita complessiva di circa 41 chilometri di spiagge in Basilicata. Il dato si traduce in un arretramento pari al 51,6% del litorale basso lucano, una percentuale che colloca la regione tra le più vulnerabili del Paese rispetto alla combinazione tra pressione antropica e dinamiche naturali della costa, con effetti tangibili su tratti a forte vocazione turistica.
Nel quadro tracciato, la crisi climatica e lo sviluppo urbanistico non pianificato rappresentano fattori concomitanti. Da un lato si registra un aumento di mareggiate e fenomeni estremi che agiscono sulle spiagge con maggiore frequenza; dall’altro vengono richiamati infrastrutture, opere rigide e consumo di suolo che hanno alterato gli equilibri di trasporto e sedimentazione dei materiali lungo la costa.
Eventi estremi in aumento e il rischio inondazione per Metaponto
Fra il 2010 e il 2026 il monitoraggio degli eventi meteo sulla costa lucana ha censito 11 episodi estremi: un numero contenuto in termini assoluti, ma significativo se rapportato alla limitata estensione del fronte a mare regionale. Nello stesso arco temporale, a livello nazionale, le coste italiane hanno registrato 1.073 eventi estremi concentrati in 308 comuni costieri (pari a circa il 48% del totale).
In questo contesto, la piana di Metaponto rientra tra le zone più esposte d’Italia. Negli scenari al 2100 privi di interventi di mitigazione, decine di chilometri quadrati potrebbero risultare interessati da ingressioni marine e sommersioni temporanee o permanenti, con potenziali conseguenze per strutture balneari, viabilità costiera e insediamenti turistici.
La situazione nel Metapontino: da Scanzano a Nova Siri
Il Metapontino rappresenta un caso emblematico di arretramento progressivo della linea di riva. La fascia compresa tra Scanzano Ionico, Lido di Metaponto, Policoro e Nova Siri viene segnalata tra quelle in cui negli ultimi anni si è registrato un arretramento dell’arenile fino ad alcuni metri all’anno.
Per questo tratto l’esistenza di sistemi di difesa fondati prevalentemente su barriere e opere rigide ha risposto solo parzialmente alle emergenze locali. Tali soluzioni hanno spesso spostato nel tempo il problema dell’erosione su altre porzioni di costa, irrigidendo tratti litoranei che necessiterebbero invece di una gestione più dinamica e integrata.
Governance e strategie di adattamento per i litorali
Le valutazioni più recenti indicano come prioritaria l’approvazione e l’attuazione di strumenti di governance per ridurre il rischio sugli insediamenti turistico-balneari. Viene sollecitato un aggiornamento del Piano delle spiagge con interventi che tengano conto del ciclo completo della sabbia, dal reticolo fluviale alla battigia.
Tra le misure considerate centrali rientrano il contenimento dei prelievi di materiale litoide a monte, la ricostituzione delle fasce dunali e la rinaturalizzazione delle aste fluviali. L’obiettivo è riportare il sistema costiero a un equilibrio naturale attraverso soluzioni di adattamento climatico, riducendo la dipendenza da opere rigide e ripascimenti emergenziali.
A livello nazionale, si stima che tra il 2006 e il 2020 l’erosione costiera abbia comportato la perdita di circa 40 milioni di metri quadrati di litorale in Italia. Alla luce di questi numeri, appare urgente la definizione di una strategia nazionale e il reperimento di risorse per rendere operativo il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici sui litorali sabbiosi.
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