In Abruzzo è in corso l’esame di un nuovo progetto di legge regionale destinato a incidere direttamente sul futuro delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico‑ricreative. Il tema viene considerato strategico soprattutto lungo la fascia adriatica, dove gli stabilimenti balneari costituiscono una parte strutturale dell’economia turistica e dell’offerta di servizi estivi.
La proposta normativa è stata illustrata nel corso di una riunione della Commissione Cultura, Turismo e Attività Produttive del Comune di Pescara, convocata per approfondire gli effetti attesi sul comparto balneare locale e regionale. In quella sede il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, ha riferito alla commissione presieduta da Simone D’Angelo sui contenuti del progetto, evidenziando l’obiettivo di dare maggiore stabilità amministrativa alle spiagge destinate alle attività turistico‑ricreative.
L’ipotesi sulla disponibilità della risorsa spiaggia
Il provvedimento ruota attorno alla necessità di verificare la reale disponibilità della risorsa spiaggia, con l’ipotesi di fondare i prossimi passaggi politici e amministrativi su uno studio sistematico delle aree libere e delle porzioni già assentite in concessione. L’intenzione dichiarata è valutare se il litorale destinabile a concessione possa essere definito effettivamente scarso, dato che tale classificazione inciderebbe sulle future procedure e sul margine di manovra degli enti locali rispetto alla normativa nazionale ed europea.
Nel confronto è stato posto più volte l’accento sulle ricadute per i Comuni della costa teramana, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, passando per Tortoreto, Alba Adriatica, Pineto e Silvi, dove il demanio marittimo rappresenta un nodo centrale per la programmazione economica e occupazionale della stagione balneare. Per queste realtà, che concentrano una quota rilevante di attività e lavoro sul mare e sui servizi connessi, la definizione di regole più chiare sulle concessioni viene indicata come un passaggio delicato per la continuità delle imprese e per la tenuta dell’offerta turistica.
Le necessità dei Comuni e l’iter in corso
Nel dibattito è emerso che i municipi hanno bisogno di riferimenti certi per predisporre i bandi e gestire in modo ordinato il rinnovo o l’assegnazione delle concessioni, in un quadro ancora segnato da interpretazioni controverse della disciplina e dal confronto aperto con le regole europee. Gli operatori balneari guardano alla legge regionale come a uno strumento potenzialmente utile per ridurre l’incertezza, garantire continuità alle attività esistenti e favorire una programmazione più lineare delle stagioni, sul piano sia degli investimenti sia dell’occupazione.
Il percorso della proposta proseguirà nei prossimi mesi in Consiglio regionale, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a un testo capace di accompagnare i Comuni nella gestione delle concessioni demaniali marittime turistico‑ricreative. La commissione pescarese ha fatto sapere di voler seguire da vicino l’iter, mantenendo il confronto con la Regione e con i rappresentanti del comparto, mentre sul litorale teramano amministrazioni e imprese balneari attendono sviluppi concreti, in vista delle ricadute che le nuove regole potranno avere sull’organizzazione delle prossime stagioni.
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