Con le alte temperature estive aumenta la voglia di trovare refrigerio in mare, al lago o nelle altre acque di balneazione. Ma proprio nei periodi di caldo intenso è necessario prestare particolare attenzione allo sbalzo termico, che può provocare conseguenze anche gravi quando si entra in acqua troppo rapidamente. A lanciare l’allarme è la Società italiana di Medicina Ambientale (Sima), che ricorda come il problema non riguardi esclusivamente l’acqua particolarmente fredda. Anche con temperature più miti, infatti, l’ingresso improvviso in acqua dopo una prolungata esposizione al sole o un’intensa attività fisica può mettere sotto stress l’organismo.
“Quando si arriva accaldati, sudati, disidratati o affaticati, l’impatto improvviso con l’acqua può provocare respiro incontrollato, tachicardia, vasocostrizione, panico, crampi, perdita di lucidità e, nei soggetti fragili, anche malori cardiovascolari. La cronaca, anche recente, ricorda che molti incidenti avvengono proprio nei periodi di caldo intenso, quando si cerca refrigerio in acque libere”, sottolinea il presidente della Sima, Alessandro Miani.
Per ridurre i rischi, la Società italiana di Medicina Ambientale ha diffuso cinque semplici regole di comportamento. La prima è evitare di tuffarsi quando il corpo è ancora surriscaldato: dopo aver preso il sole, praticato attività fisica o camminato a lungo sulla spiaggia è consigliabile entrare in acqua gradualmente, bagnando prima piedi, gambe, braccia, nuca, torace e viso, così da favorire un progressivo raffreddamento del corpo.
La Sima raccomanda inoltre di non consumare alcolici, evitare pasti abbondanti e non affrontare sforzi fisici intensi immediatamente prima del bagno, poiché un organismo già sottoposto a stress è più esposto ai rischi dello sbalzo termico. Particolare attenzione deve essere riservata ai soggetti più vulnerabili, come bambini, anziani, persone affette da patologie cardiovascolari, respiratorie o neurologiche e a chi assume farmaci. In questi casi è preferibile scegliere spiagge sorvegliate e aree di balneazione autorizzate. Infine, l’associazione invita a evitare bagni in fiumi, canali, laghi isolati o tratti di mare caratterizzati da correnti, fondali irregolari o scarsa visibilità, privilegiando sempre luoghi conosciuti e dotati di servizi di assistenza alla balneazione.
© Riproduzione Riservata

















