Attualità

Stabilimenti balneari a caccia di personale: “Trovare lavoratori è difficile”

Lavoro e gestione dei servizi estivi

La difficoltà nel reperire personale stagionale continua a rappresentare una delle principali criticità per il settore balneare italiano. Nonostante retribuzioni che possono arrivare fino a 2mila euro al mese, molti gestori segnalano una crescente complessità nel trovare collaboratori disponibili a coprire i ruoli necessari per garantire il corretto funzionamento delle strutture durante la stagione estiva.

A raccontare questa complessa realtà è Andrea Tritarelli, amministratore dello stabilimento La Capannina di Maccarese (sul litorale laziale), un’attività gestita dalla sua famiglia dal 1975 e da lui direttamente dai primi anni Novanta: “La mia famiglia gestisce la struttura fin dal 1975. Nei primi anni ’90, con la perdita di mio padre, ho deciso di prendere in mano l’attività, che si compone di spiaggia con lettini e ombrelloni, bar-tavola calda, un ristorante e un chiosco. Ma in questi anni le cose sono profondamente cambiate, specie dopo il Covid”.

Come è cambiato il mercato del lavoro stagionale

Secondo Tritarelli, il mercato del lavoro estivo è mutato profondamente rispetto al passato. Per molti giovani delle località costiere e dei territori limitrofi, l’impiego negli stabilimenti rappresentava un’opportunità classica per guadagnare durante la stagione turistica e finanziare spese personali, dagli studi universitari alle vacanze. Camerieri, baristi, bagnini e assistenti di salvataggio erano spesso presenze stabili, al punto da diventare volti familiari per la clientela abituale. Oggi, invece, il ricambio è continuo e trovare personale per l’intera stagione è diventato un’impresa.

“Tanti ragazzi non vogliono più fare questo lavoro perché si parla di giornate dure, considerando che il servizio inizia alle 9 della mattina e finisce alle 19”, prosegue il balneare. “Prima lavorare nove-dieci ore al giorno non era considerato un problema perché faceva parte del ‘pacchetto’, nel senso che il lavoro stagionale permetteva di monetizzare quanto più possibile in un tempo concentrato. Ricordo che molti non volevano neanche il giorno di riposo per portare a casa più soldi”.

La gestione dei fine settimana e le nuove priorità dei giovani

La disponibilità a lavorare durante i fine settimana, tradizionalmente i giorni di massima affluenza per gli stabilimenti balneari, rappresenta oggi uno dei punti di frizione più critici. Le richieste dei candidati si sono evolute e comprendono sempre più spesso esigenze legate al tempo libero e all’equilibrio tra vita privata e lavoro.

“Oggi il quadro è diverso: tra chi si presenta per chiedere di lavorare qui, molti chiedono i weekend liberi e un periodo di ferie, magari proprio in pieno agosto. Si viene a lavorare, ma senza avere più particolare motivazione”, chiosa Tritarelli.

Una situazione che, secondo molti operatori del settore, obbliga sempre più frequentemente i titolari delle strutture a svolgere direttamente le mansioni operative e a intervenire in prima persona per far fronte alle carenze di organico, alle emergenze e alle necessità quotidiane, pur di garantire l’apertura delle attività e la qualità dei servizi offerti ai bagnanti.

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