A Rimini si guarda con attenzione ai prossimi bandi per le concessioni balneari, e tra gli operatori prende corpo anche l’ipotesi di possibili collaborazioni con fondi di investimento o con realtà alberghiere. A chiarirlo è Mauro Vanni, presidente della Cooperativa di Rimini sud, che non esclude aperture a partner finanziari in vista dei futuri progetti di riqualificazione della spiaggia.
«Da parte nostra non c’è una chiusura verso i fondi di investimento e anche verso gli hotel che guardano a possibili collaborazioni con i bagnini», spiega Vanni. Per il presidente, il tema centrale sarà però la capacità di sostenere investimenti molto consistenti: «Serviranno investimenti enormi per i nuovi bandi».
Necessari enormi capitali per la riqualificazione
Il punto, secondo Vanni, è che i prossimi rinnovi potrebbero richiedere progetti di riqualificazione complessiva degli stabilimenti e delle aree di spiaggia. «Credo che i movimenti veri li vedremo tra poco, non appena la situazione sarà più chiara e si cominceranno a vedere i bandi», osserva. Al momento, precisa, non risulterebbero contatti già formalizzati con fondi nella realtà riminese.
La prospettiva, però, non viene esclusa. I fondi potrebbero rappresentare un partner finanziario utile per gruppi di concessionari, più che per singoli operatori. «Dobbiamo pensare che a Rimini per i rinnovi andranno presentati progetti di riqualificazione complessiva», sottolinea Vanni. «Questo comporta investimenti molto onerosi».
Secondo il presidente della Cooperativa di Rimini sud, la disponibilità di capitali potrebbe diventare un elemento decisivo, purché l’eventuale accordo non snaturi il modello locale della spiaggia. «Da parte dei bagnini non c’è preclusione a chi si voglia avvicinare per fare investimenti, purché sia chiaro che il modello della nostra spiaggia non va stravolto», afferma.
I timori delle piccole imprese balneari
Sulla stessa linea, anche in Oasi Balneare si osserva con attenzione l’evoluzione del quadro. Il presidente Diego Casadei parla di una dinamica che era nell’aria, pur non nascondendo i timori per le realtà più piccole. «I nostri consulenti ci dicono che si stanno muovendo», spiega. «È accaduto in altre parti d’Italia, c’era da aspettarselo. Certamente i timori ci sono: quando si muovono i grandi gruppi, per le piccole aziende la competizione si complica».
Il tema si inserisce nel quadro più ampio dei bandi e delle future gare per le concessioni balneari, che a Rimini stanno entrando in una fase di maggiore concretezza. Nei prossimi mesi, con l’arrivo dei primi atti ufficiali, si capirà se l’interesse dei capitali privati resterà un’ipotesi o diventerà una presenza reale nel mercato della spiaggia riminese.
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