Gazebo e tende sulla spiaggia, meglio il legno o l’alluminio?

Lo scorso agosto in alcune importanti aree costiere italiane sono avvenute delle mareggiate con trombe d’aria che hanno colpito molti stabilimenti balneari, devastando soprattutto cabine, pergolati, gazebo e cabane a uso ombreggio, comunemente definite in alcune località “tende”. Da questi eventi, sempre più frequenti, nasce una riflessione: visto anche il cambio di passo imposto dalle prossime gare per l’assegnazione delle concessioni demaniali, previste dalla direttiva Bolkestein e dalla legge di riforma approvata lo scorso novembre dal governo italiano, che cosa si prevederà in termini di materiali da usare sulle spiagge per le strutture ombreggianti? E quali normative di sicurezza dovranno possedere?

Il fai da te o la produzione molto artigianale di questa tipologia di prodotti, prevalentemente in legno, continuerà a rappresentare il vecchio modello a cui continuare a riferirsi per arredare le spiagge? Si continuerà a ignorare la sicurezza a favore di un basso costo iniziale, qualora tali strutture non vengano assoggettate ad alcuna norma obbligatoria? Il fruitore della spiaggia, molto più informato rispetto al passato, accetterà ancora, ad occhi chiusi, di acquistare il servizio di ombreggio senza che lo stabilimento balneare sia in grado di garantire una certificazione di sicurezza relativa alla solidità delle strutture ombreggianti sotto le quali dovrebbe passare il proprio tempo in relax?

Secondo Archibeach, la risposta è NO. Questa nostra opinione non è di parte, bensì è frutto di una convinzione che deriva da una conoscenza tecnico-ingegneristica di ecosostenibilità dei materiali, nonché di cultura della sicurezza per le persone e le cose. Accorgimenti che non sempre hanno bisogno di una norma specifica, ma che possono essere adottati dal produttore come regola di sicurezza tecnica auto-imposta.

Gli svantaggi del legno nelle strutture per la spiaggia

L’uso della carpenteria di legno per costruire strutture ombreggianti è una pratica atavica e semplice, che richiede strumenti e conoscenze di lavorazione molto elementari, a cui va aggiunto un costo molto contenuto del legno e delle carpenterie di ferro necessarie. Questi fattori hanno spinto i gestori di stabilimenti a continuare ad acquistare questa tipologia di prodotto senza considerare le normative di sicurezza come la certificazione UNI EN 13561, nonché senza alcuna attenzione reale ai concetti di ecosostenibilità del materiale, che spesso è privo di marchiatura di origine FSC, e senza comparare il suo reale “ciclo di vita” che, paragonato per esempio all’alluminio, è molto meno sostenibile.

Un primo apparente risparmio sul costo del manufatto si annulla poi di fatto nella manutenzione costante che il legno necessita, nella sostituzione obbligata di alcune travature e colonne che tendono a torcere e a curvare per loro natura, rendendo difficile il ripristino dei montaggi primaverili e della funzionalità, oltre a peggiorarne l’estetica. Il peso specifico del legno è un altro fattore critico che impatta sulla movimentazione, sul montaggio e soprattutto sul pericolo dei danni per collisione con i bagnanti, nel caso dei grandi fortunali che si stanno verificando puntualmente tutte le estati a macchia di leopardo sulle spiagge italiane. Nei manufatti semplici ed elementari il legno non è in grado di garantire la strutturalità del metallo e le tecniche di costruzione meccanica sono molto meno sicure.

I vantaggi dell’alluminio

Le strutture ombreggianti in alluminio per la spiaggia, che Archibeach definisce con il termine “cabana”, superano di gran lunga le criticità di quelle in legno, per molti motivi. Questo perché le strutture in alluminio sono:

  1. Pensate e progettate con i criteri ingegneristici appartenenti alla scienza della meccanica, dove nulla viene trascurato, sapendo che nulla può essere risolto a posteriori con soluzioni improvvisate esterne a uno specifico protocollo.
  2. Progettate con criteri di sicurezza rispondenti a precise normative per garantire sia gli addetti ai lavori che i fruitori, ma anche le parti terze, qualora fossero coinvolte in un sinistro da evento atmosferico.
  3. Costruite con un processo di industrializzazione che prevede e previene tutte le fasi critiche a cui dovranno essere sottoposte per molti cicli di montaggio-smontaggio e alle sollecitazioni nell’uso quotidiano.
  4. Resistenti alla forza del vento che si manifesta in occasione dei fortunali estivi e delle trombe d’aria, con devastazioni a “fascia”. La strutturalità meccanica certificata sul prodotto e i sistemi di ancoraggio amovibili sulla sabbia garantiscono un’alta resistenza al vento, per la tranquillità dei gestori delle spiagge, e prevengono azioni di responsabilità civile che i loro clienti potrebbero attivare in caso di sinistro.
  5. Ecosostenibili, perché l’alluminio con cui sono costruite, se pur nella criticità della prima fase della produzione  della lega, diventa inseguito eterno per la sua riciclabilità infinita e l’esenzione da ogni manutenzione.
  6. Caratterizzate da un impatto architettonico ed estetico molto forte, che influenza il cliente a scegliere lo stabilimento balneare che si è dotato di questo tipo di strutture. C’è inoltre la possibilità per il gestore, in fase di progettazione dei nuovi layout dello stabilimento balneare, di scegliere con i propri architetti delle personalizzazioni accessorie che queste strutture in alluminio già prevedono. Infatti si può scegliere tra una palette di colori la finitura dell’alluminio, compresa una versione “legno”; nonché gli accessori aggiuntivi come pareti frangisole, tetti apribili o fissi e tende laterali con meccanismi appositi per il loro scorrimento. Tutti elementi che il legno difficilmente prevede, ma che aiutano i professionisti incaricati a sviluppare progetti unici.

In conclusione, anche se il legno è un materiale con una grande memoria storica, non riesce più a competere con un materiale come l’alluminio nei manufatti creati per l’uso in esterno e in particolare negli ambienti marini, se non per qualche componente con sola funzione estetica.

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