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’30 anni di concessione subito’: domani l’odg-balneari in Liguria

Si vota alle ore 10 il testo proposto da Vaccarezza che impegna la giunta regionale ad attivarsi col governo per ottenere subito la riforma delle concessioni demaniali.

di Alex Giuzio

Si voterà domani mattina in Regione Liguria l’ordine del giorno che impegna la giunta «ad attivarsi nei confronti del governo per ottenere un’urgente soluzione normativa di riordino del comparto balneare» che includa «un periodo transitorio di durata non inferiore a 30 anni».

Il testo dell’ordine del giorno, presentato dai consiglieri Angelo Vaccarezza (Forza Italia, presidente Commissione demanio) e Claudio Muzio (Forza Italia), sarà votato alle ore 10. Come in tutte le sedute di consiglio regionale, per chiunque sarà possibile assistere alla votazione pubblica: molti balneari liguri hanno già pianificato la partenza per Genova per osservare in prima persona la votazione e vedere così quali parti politiche sosterranno l’ordine del giorno.

Dopo un esauriente riepilogo della situazione critica in cui versano le imprese balneari, che ricalca quanto affermano da anni le associazioni di categoria, la proposta di ordine del giorno (il cui testo integrale è disponibile cliccando qui) si conclude così:

si impegna il Presidente e la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti del governo:

– per ottenere una urgente soluzione normativa di riordino del comparto balneare attraverso la quale – anticipando la prossima sentenza della Corte di giustizia europea nei giudizi promossi dal Tar Lombardia e dal Tar Sardegna – si superi l’attuale situazione di incertezza e sia possibile garantire alle imprese balneari familiari in attività un periodo transitorio di durata non inferiore a 30 anni. Tale periodo, che consentirà alle imprese turistico ricreative, la ripresa pro-tempore di una normale attività lavorativa, dovrà prevedere il totale impegno della Pubblica Amministrazione nell’esplorare ogni possibile soluzione giuridica in grado di assicurare al comparto balneare la stabilità che gli occorre, garantendo le funzioni di propulsione e garanzia svolte finora nei confronti dell’ambiente, dell’economia e dell’occupazione, per giungere ad una definizione della questione balneare italiana favorevole alle imprese in attività;

– per avviare immediatamente la consultazione tra le categorie al fine di dare il via ad un tavolo tecnico tra governo e associazioni.

L’approvazione dell’ordine del giorno sarebbe un altro importante passo in avanti dell’alleanza tra Regioni e imprenditori balneari, che insieme si stanno schierando contro il governo per sollecitare un’immediata riforma delle concessioni demaniali marittime. Il governo, da parte sua, continua invece a voler attendere la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea che solo a primavera 2016 si pronuncerà sulla legittimità della proroga al 2020.

Queste le dichiarazioni di Vaccarezza e Muzio prima del voto: «Con 30 anni di periodo transitorio sarebbe possibile esplorare ogni soluzione giuridica in grado di assicurare alle imprese balneari la stabilità necessaria per sviluppare la loro attività, salvaguardando le funzioni di propulsione e garanzia da loro svolte finora nei confronti dell’ambiente, dell’economia e dell’occupazione, evitando ogni sorta di asta o di evidenza pubblica. Se l’assegnazione delle concessioni attualmente in attività dovesse essere effettuata mediante gara, le conseguenze patrimoniali, economiche, sociali, occupazionali, ambientali, dirette e indirette, all’interno del comparto regionale e nazionale e nel loro indotto sarebbero devastanti. Questo il governo sembra non averlo ancora capito, perché continua a temporeggiare nonostante lo scorso anno (riconoscendo la necessità di una riforma efficace del demanio marittimo, più volte sollecitata e attesa dall’Europa) si fosse impegnato a definire un nuovo quadro normativo a livello nazionale che assicurasse certezze al comparto balneare. Il percorso, come dimostravano le varie bozze di volta in volta redatte e in possesso dei sindacati di categoria, individuava dei punti fondamentali quali per esempio la determinazione di un “congruo” periodo transitorio sulla cui durata il governo non si è mai espresso».

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