Liguria

22 stabilimenti balneari di Andora ottengono estensione fino al 2033

L'amministrazione del Comune ligure ha rilasciato i documenti necessari per il prolungamento

Il Comune di Andora (Savona) ha consegnato a 22 stabilimenti balneari i documenti necessari per estendere i titoli concessori fino al 31 dicembre 2033, ai sensi di quanto disposto dalla legge 145/2018 che ha prolungato di 15 anni la validità delle concessioni demaniali marittime. In una cerimonia pubblica tenutasi lunedì scorso al palazzo comunale, il sindaco Mauro Demichelis e l’assessore al demanio Marco Giordano hanno consegnato ufficialmente i documenti ai rispettivi titolari, che ora hanno venti giorni di tempo per realizzare le procedure dettagliate in una lettera redatta dagli uffici tecnici e procedere al pagamento degli oneri concessori.

A beneficiare dell’estensione sono stati quasi tutti gli stabilimenti balneari del litorale di Andora. L’unica eccezione riguarda due concessionari, che devono ancora completare gli adempimenti burocratici necessari per il rilascio, nonché i gestori delle spiagge libere attrezzate che sono esclusi dal prolungamento.

Come ha spiegato l’assessore Giordano durante la conferenza, «gli uffici hanno predisposto le pratiche e redatto le estensioni seguendo anche le indicazioni della Regione Liguria. Un atto dovuto fino a quando non si farà piena chiarezza, perché le attività balneari sono una realtà importante per l’economia del nostro comune e della Liguria in generale. C’è chi ha fatto investimenti importanti in questi anni e costruito una cultura dell’accoglienza che va salvaguardata. Ad Andora gli stabilimenti balneari e l’associazione Bagni Marini brillano per lo spirito di collaborazione e per la volontà di migliorare l’offerta di servizi ai turisti. Auspichiamo che lo Stato metta al più presto una parola definitiva e positiva alla questione».

Ha aggiunto il sindaco Demichelis: «Tutelare gli stabilimenti balneari vuol dire anche salvaguardare posti di lavoro a una delle categorie che sostiene l’economia di Andora. Siamo al fianco di queste imprese e seguiremo tutti i risvolti futuri. I bagni marini meriterebbero maggiori certezze, soprattutto in questo periodo di crisi economica prolungata che ha già mutato fortemente le abitudini di soggiorno dei turisti».

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