Attualità

Zanetti: ”Imprese balneari a gara, un’occasione da cogliere”

Il viceministro all'economia oggi è intervenuto a Radio24 sull'imminente riforma delle concessioni di spiaggia.

di Alex Giuzio

«È giusto che le imprese balneari vadano a gara: la concorrenza è un’occasione di sviluppo che va colta. Per questo, stiamo aspettando la sentenza della Corte di giustizia europea sulla proroga al 2020 per varare la necessaria riforma del settore balneare nel rispetto del diritto comunitario. Ovviamente garantiremo un adeguato periodo transitorio, sia per darci il tempo di impostare le gare, sia per riconoscere agli attuali imprenditori l’avviamento che hanno generato». Sono queste, in sintesi, le parole del viceministro all’economia Enrico Zanetti (nella foto), che oggi è intervenuto sulla delicata vicenda degli stabilimenti balneari italiani in un contesto difficile e già noto alla categoria: la trasmissione Mix24 di Radio24, che due mesi fa aveva dedicato allo stesso tema un’intervista al sottosegretario Pier Paolo Baretta, scatenando la dura reazione del settore a causa della superficialita con cui l’argomento era stato trattato (vedi notizia).

Il colpevole è sempre lo stesso: Giovanni Minoli, giornalista e conduttore di Mix24, che a nostro parere ha nuovamente affrontato questo complesso tema snocciolando disinformazione e mostrando accanimento contro la categoria balneare. Minoli continua a citare i canoni come unica spesa dei concessionari, rapportandoli a presunti incassi milionari e senza prendere in considerazione le altre ingenti spese (Imu, tasse sui rifiuti, servizio di salvataggio, pulizia del litorale, eccetera). E così, i titolari degli stabilimenti sono ancora una volta passati per una categoria di privilegiati anziché di vittime di un sistema normativo che ha bloccato gli investimenti.

Addirittura, durante la puntata è stata trasmessa la stessa intervista che Minoli aveva fatto lo scorso 16 aprile a un concessionario balneare ligure, senza avvisare che si trattava di una replica ma soprattutto senza che questo rappresentasse un contraddittorio rispetto alle false accuse di Minoli, trattandosi – con tutto il rispetto – di un qualsiasi imprenditore e non di un più preparato rappresentante delle varie associazioni nazionali di categoria esistenti.

Dopo questa triste sfilata, è arrivata l’intervista a Enrico Zanetti, viceministro all’economia nonché segretario di Scelta civica (il partito di Mario Monti), che invece ha detto parole importanti sulla riforma a cui sta lavorando il governo – pur non ribattendo alle insinuazioni del conduttore e alle domande spesso poste in evidente malafede.

Chi vuole ascoltare la puntata può recuperare il podcast a questo link (di riforma delle concessioni si comincia a parlare dal minuto 9, dopo un’intervista al presidente di Legambiente Rossella Muroni sulle spiagge più belle d’Italia). Noi abbiamo anche trascritto fedelmente qui di seguito l’intervista al viceministro Zanetti, per chi preferisse leggerla.

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MINOLI: On. Zanetti, perché svendiamo il litorale?

ZANETTI: Non credo che si possa parlare di svendita del litorale; è vero però che abbiamo bisogno di un riordino radicale di una materia che si è stratificata negli anni, nelle norme che si sono susseguite e che in alcuni casi determinano forti incoerenze tra chi paga troppo e chi paga troppo poco.

M: Però la normativa attuale estende le licenze fino al 2020 e secondo l’UE ciò è contrario al diritto europeo. Abbiamo una procedura di infrazione in arrivo?

Z: La procedura di infrazione non ci sarà, proprio perché c’è l’intenzione di adeguarsi ai canoni della sentenza (quella della Corte di giustizia europea sulla proroga al 2020, NdR). Anzi, si sta attendendo di leggere la sentenza proprio per fare una normativa che sia rispondente ai criteri di trasparenza e concorrenza che purtroppo per molto tempo nel nostro paese sono stati disattesi.

M: Nell’ultima finanziaria avete scritto che questa legge sarebbe arrivata e invece ancora non c’è. Perché?

Z: Proprio perché è questione di settimane, è opportuno aspettare la sentenza e fare qualcosa che sia al meglio coerente con quanto è richiesto a livello comunitario.

M: In Italia contiamo 30 mila imprese concessionarie che si dividono i 4000 km di costa balneabili: si tratta di uno stabilimento ogni 350 metri, per un business da decine di milioni di euro. Perché lo Stato e i Comuni incassano pochissimo?

Z: Per Stato e Comuni non è questione di incassare poco o tanto. Sicuramente incassano male, sia per quanto riguarda le procedure – che vedono in questo momento dei disallineamenti tra gli enti interessati, l’ideale per generare elusioni e quindi far sfuggire al pagamento – sia perché ci sono metodi di calcolo dei canoni non comprensibili, e su questo fronte bisogna fare un riordino significativo.

M: La Corte di giustizia UE dice “nessun rinnovo automatico” e invece i rinnovi sono quasi tutti automatici, dice “nessuna proroga ulteriore a favore dei privati” e invece le gare non ci sono. Quando ci saranno queste gare?

Z: Con la nuova normativa le gare ci saranno, ma è chiaro che sarà previsto anche un adeguato periodo transitorio, che non è una proroga, ma un tempo necessario sia per impostare le gare, sia per dare modo di organizzarsi in un contesto in cui il mondo cambia ed è giusto che cambi.

M: La data di scadenza delle concessioni è il 2020. Le gare arriveranno prima o no?

Z: Prima del 2020 ci sarà la normativa, che prevederà un periodo transitorio necessario anche per impostare delle gare che non sono banali, poiché riguardano oltre trentamila imprese.

M: Quindi prima del 2020, se ben capisco, non si interverrà?

Z: Dobbiamo valutare il migliore modo di procedere. Non c’è nessuna volontà di perseguire ancora logiche di semplice proroga o logiche che non consentano di introdurre criteri di trasparenza e di concorrenza; però dobbiamo farlo senza avere come obiettivo quello di dare un segnale che poi concretamente non funziona: 30 mila gare per 30 mila concessioni devono essere gestite

M: L’impressione è che il governo stia cercando di prendere tempo con l’Europa per evitare questa procedura di infrazione, più che voler risolvere il problema.

Z: Ci sono sicuramente visioni molteplici: c’è chi è meno incline a considerare la concorrenza come occasione di sviluppo; ma per quanto riguarda il sottoscritto, e non solo, c’è invece la profonda convinzione che questa sia un’occasione da cogliere – ovviamente senza penalizzare chi ha investito e chi giustamente, quando esce da una concessione, deve vedersi riconosciuto l’avviamento che ha generato.

M: Ma chi ha investito è più o meno in una situazione di questo genere: paga 15-20 mila euro all’anno e ne incassa quasi dieci volte tanto, senza avere la concessione a gara. Avrà fatto investimenti, ma questi investimenti hanno reso molto nel tempo…

Z: Questo è un dato che risponde a logiche di media; in realtà essere in zone come Viareggio piuttosto che alcune zone sperdute della Calabria significa avere dei rendimenti molto diversi. Serve di certo un sistema di canoni più coerente.

M: Insomma, aspetteremo il 2020 prima di avere una regolamentazione vera?
No, la regolamentazione la avremo in tempi brevissimi; servirà poi un adeguato periodo transitorio che consenta man mano di attuarla.

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