Una pianta marina fondamentale per la salute del Mediterraneo e per la difesa naturale delle coste, ma spesso percepita dai frequentatori delle spiagge come un elemento di disturbo. È la Posidonia oceanica, una delle specie più antiche di piante marine, al centro delle ricerche condotte nell’ambito del progetto europeo “AMMIRARE – Azioni e Metodologie per il Miglioramento della Resilienza degli Arenili”, finanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Marittimo Italia-Francia. Tra queste, uno studio sulla percezione proprio dei frequentatori delle spiagge italiane e francesi rispetto alla presenza di Posidonia lungo la costa, condotto dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa con Sara Tessitore, Natalia Gusmerotti, Francesco Testa e Marco Frey, i cui risultati sono stati presentati e discussi durante “Custodi della spiaggia: ecosistema da conoscere, condividere e difendere”, l’evento di medio termine del progetto tenutosi dal 25 al 27 marzo a Cecina (Livorno).
Il progetto AMMIRARE coinvolge 15 partner italiani e francesi tra cui Regione Toscana, Liguria, Sardegna, Corsica e PACA, due parchi, il Parco nazionale di Port-Cros e il Parco nazionale di Capicorsu e di l’Agriate e numerose Università e Centri di ricerca come Università di Firenze, Università di Pisa, ISPRA, CNR, LAMMA e SZN e GIS Posidonie. Lo studio ha coinvolto cittadini e turisti fruitori delle spiagge di Toscana, Liguria, Corsica e Provenza-Alpi-Costa Azzurra, con l’obiettivo di comprendere la loro percezione della presenza di Posidonia sugli arenili e la loro disponibilità ad adattare il proprio comportamento alla sua presenza ed accettare soluzioni che consentano la tutela delle spiagge.
Uno degli aspetti più interessanti emersi sulla percezione della Posidonia riguarda il contesto ambientale in cui è presente. Acque cristalline e spiagge pulite rendono la presenza di posidonia più tollerabile da parte di gran parte dei 1100 intervistati sulle spiagge italiane e francesi. L’esperimento, infatti, è stato condotto mostrando immagini della posidonia in sei diversi scenari con spiagge differenti in termini di naturalità, urbanizzazione e presenza di servizi a cui associare diversi livelli di reazione scegliendo tra emozioni positive e negative. Quando l’immagine propone una spiaggia naturale e pulita e con servizi ben integrati nello scenario naturale, la reazione è quasi unanimemente positiva, seppur con qualche differenza tra le regioni francesi e quelle italiane. Al contrario, quando la Posidonia è associata ad elementi di degrado come rifiuti oppure eccessiva urbanizzazione, la percezione cambia radicalmente e prevalgono emozioni di rifiuto o disgusto.
Interessante è la relazione tra percezione positiva e caratteristiche socio-demografiche: le fasce di età tra i 18-34 sono quelle più tolleranti rispetto alla presenza di accumuli di Posidonia mentre nelle fasce più mature cresce la quota di risposte neutrali e qualche valutazione più critica. La ricerca ha indagato anche la disponibilità concreta ad adattare i comportamenti adatti alla presenza della Posidonia. In questo caso emerge una maggiore accettazione della sua presenza sulla spiaggia rispetto al contatto diretto. In particolare, la presenza in mare viene spesso interpretata come un ostacolo, mentre la semplice permanenza sulla spiaggia appare più tollerata. Interessante anche il livello generale di conoscenza sulla Posidonia: solo il 75% è consapevole della sua funzione protettiva della costa.
Comprendere queste dinamiche è particolarmente importante perché la Posidonia svolge un ruolo fondamentale nella protezione degli ecosistemi costieri: la praterie di Posidonia forniscono infatti rifugio e nutrimento per le numerose specie marine e contribuiscono a stabilizzare i fondali, attenuare l’energia delle onde e ridurre l’erosione costiera, mentre gli accumuli lungo la spiaggia – spesso percepiti come un limite alla fruizione– rappresentano una barriera naturale che protegge gli arenili dai diversi impatti ambientali e climatici. La ricerca, così come quella promossa dalla Regione Liguria, i cui risultati saranno mostrati durante l’evento a Marina di Cecina, mirano a far riflettere sulla percezione della naturalità delle spiagge per promuovere una nuova visione della spiaggia non solo come spazio ricreativo, ma anche come ecosistema vivo, ricco di valore ambientale, culturale ed economico. E, partendo da queste evidenze, puntano a sviluppare strategie di comunicazione e sensibilizzazione, sia per valorizzare la Posidonia come possibile asset di marketing territoriale, sia per ripensare la biodiversità costiera come risorsa da tutelare e valorizzare nell’ambito di una gestione sostenibile delle spiagge.
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