Accessibilità

“Terrazza io posso”, in Salento la terza spiaggia attrezzata per malati di SLA

Situata a Porto Cesareo, la struttura permette di fare il bagno anche a persone con gravi disabilità motorie, proprio come le sue attività gemelle a San Foca e Gallipoli

Si trova in Salento il primo accesso attrezzato al mare per persone affette da SLA, patologie neuromotorie e altre disabilità motorie. Chiamato “Terrazza io posso“, si tratta di un virtuoso progetto di spiaggia inclusiva che permette a persone affette da gravi disabilità psichiche o motorie, dunque anche tracheotomizzate o dipendenti da macchinari elettrici, di vivere il mare come chiunque altro.

Situata a San Foca, la “Terrazza io posso” è stata un’idea del salentino Gaetano Fuso (1976-2020), che con il supporto della moglie Giorgia Rollo e di un gruppo di amici e sostenitori, ha dato vita al primo accesso attrezzato al mare sorto in Italia, con i servizi completamente gratuiti. Fuso, assistente capo della Polizia di Stato, è stato nominato cavaliere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella nel 2018, proprio per avere realizzato questa spiaggia che finora ha consentito di fare il bagno in mare a oltre un migliaio di ospiti con disabilità di vario tipo. L’uomo è scomparso a soli 44 anni nel 2020, dopo avere combattuto per sei anni contro la SLA.

Oggi la “Terrazza io posso” è gestita dall’associazione 2HE, che ha dato il via lo scorso 15 giugno alla nona stagione dell’attività. Con lo stesso nome, inoltre, l’associazione ha aperto due anni fa un’analoga struttura a Gallipoli e quest’anno ha inaugurato la terza spiaggia accessibile nel pieno centro di Porto Cesareo, di fianco alla spiaggia libera. «Ognuna delle Terrazze – spiega Giorgia Rollo, presidente dell’associazione 2HE – garantisce la presenza di differenti ausili per il bagno in mare, apparecchi elettromedicali di riserva come ventilatore e aspiratore, personale di supporto per l’accoglienza e la balneazione e soprattutto assoluta gratuità per tutti gli ospiti e i loro accompagnatori».

«Dallo scorso anno registriamo un numero di richieste decisamente maggiore e dunque giornate sempre più spesso sold out», prosegue Rollo. «Ma la nuova struttura di Porto Cesareo ci permette di accogliere ancora più persone, visto che aumentiamo il numero di postazioni complessivamente disponibili. Inoltre, essere presenti in maniera capillare sul territorio ci consente di avere nuovi ospiti non solo da fuori regione, ma anche dalla Puglia. La nuova apertura risponde infatti anche alla necessità di far crescere le giornate di mare degli ospiti locali, di chi, cioè, davanti a una disabilità grave, riusciva a venirci a trovare solo per due o tre giornate a stagione, data la difficoltà anche solo di organizzare un’uscita e per di più con decine di chilometri da percorrere. Con le tre Terrazze offriamo adesso una presenza sempre più diffusa e di prossimità».

Alla “Terrazza io posso” gli ospiti vengono accolti insieme alle loro famiglie presso le postazioni dotate di sedia e lettino, mentre le persone con tetraplegie, tracheostomia o impianti PEG trovano sistemazione in delle postazioni speciali, dove hanno un maggiore spazio di manovra nonché acqua ed energia elettrica per alimentare i loro macchinari. Gli ospiti trovano inoltre sul posto ausili dedicati per la balneazione, sollevatore, macchinari di backup come aspiratori e ventilatori, ma soprattutto personale dedicato che li supporta.

Dato il numero contenuto di postazioni rispetto alle richieste, per usufruire della “Terrazza io posso” è necessario prenotare telefonicamente, verificando la disponibilità di una postazione prima di recarsi in spiaggia. I recapiti di ogni struttura si trovano su www.ioposso.eu.

La “Terrazza io posso” è un format già preso come riferimento e replicato in altre parti d’Italia, grazie a una serie di parametri ormai codificati. Seguendo il know how dell’associazione salentina, due strutture gemelle sono nate nel 2018 in Sardegna, a Maladroxia nel Comune di Sant’Antìoco, e in Emilia-Romagna, a Punta Marina nel Comune di Ravenna, entrambe gestite da associazioni locali. La prossima inaugurerà in Basilicata, a Metaponto nel Comune di Bernalda (Matera), e si chiamerà “Il Sogno del Capitano”, con esplicito riferimento a Gaetano Fuso.

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