Storia della pubblicità televisiva: origini e diffusione

La pubblicità televisiva apparsa a partire dal 1953 negli Stati Uniti d’America, ha rappresentato il fenomeno più rilevante e paradigmatico dell’intero settore audiovisivo. Bisogna fare però qualche passo indietro per capire come si sviluppa il concetto di comunicazione pubblicitario per come lo intendiamo ancora oggi, nonostante i mezzi siano notevolmente cambiati e spesso sostituiti da nuovi media come quelli presenti sul web.

Un passo indietro al 1836 e al fondatore di “La Presse”, Emile De Girardin che viene considerato uno degli innovatori per il suo ruolo all’interno della pubblicità nella carta stampata, dato che fu uno dei primi sfruttare gli introiti derivanti dalle inserzioni pubblicitarie per sostenere l’abbassamento del costo del proprio giornale, consentendo un notevole aumento in termini di tiratura e quindi di vendite effettive.

Per quanto riguarda il discorso pubblicitario legato al medium della televisione un case study efficace è proprio quello italiano, dato che proprio nel nostro Paese si sviluppa un percorso e un modus operandi piuttosto originale e differente, come quello del noto Carosello. Arriva nel nostro Paese durante l’inverno del 1957: era il 3 febbraio quando il contenitore di spot chiamato appunto Carosello faceva la sua comparsa tra le case degli italiani sintonizzati attraverso l’apparecchio televisivo. Si tratta di una data che cambiò le regole della comunicazione, sotto molti punti di vista.

Per chi non c’era o conserva un ricordo parziale, bisogna sapere che questi spot che erano cinque di numero, erano studiati come delle micro storie con trame e narrazione che oggi chiameremo per convenzione storytelling. Carosello durò ben 20 anni prima di essere sostituito con i normali spot, che avevano una lunghezza standard tra i 7 e i 60 secondi e venivano trasmessi e diffusi nell’arco della giornata. Da notare come con il passare del tempo la pubblicità si è orientata verso una forma più accattivante, puntando quindi sulla capacità di eccitare l’emotività del potenziale acquirente.

Come funzionava il format di Carosello nello specifico

Carosello imponeva una particolare formula in termini di format televisivo, per i suoi messaggi pubblicitari. Il suo contenuto pubblicitario vero e proprio poteva durare al massimo 35 secondi, da visionare dopo un filmato di 100 secondi nei quali il nome del prodotto o della marca non potevano essere menzionati. Parliamo di un format che venne trasmesso per oltre 20 anni, sebbene con diversi aggiustamenti, visto che la durata venne prima ridotta e solo successivamente privata dell’introduzione non commerciale.

Questo fu importante perché diede di fatto il via alla nascita dei canali commerciali, i quali sfruttarono le leggi di liberalizzazione dei canali e delle trasmissioni radiofoniche, che coincide con la tendenza delle radio libere in FM di metà anni settanta del secolo scorso. Gli anni ottanta con le tv commerciali furono importanti in quanto rappresentarono un vero volano per il mercato pubblicitario televisivo, ulteriore dimostrazione della penetrazione che la televisione aveva avuto nella società italiana.

Molti forse non erano nati, ma in Italia il dibattito sulla televisione tenne banco anche in sede politico-parlamentare dove il PCI tenne una ferma resistenza e opposizione, non solo a favore delle trasmissioni in bianco e nero, ma anche sul sistema da utilizzare, Pal e Secam. Venne poi adottato il sistema Pal che si rivelò quello più duttile ed efficace, specialmente per quanto riguarda le trasmissioni a colori, che arrivarono solo nel febbraio 1977, ventiquattro anni dopo rispetto agli Stati Uniti d’America.

Il 1977 fu un anno importante non solo per l’Italia, ma anche per altri Paesi dato che la tecnologia digitale stava iniziando a muovere i primi timidi passi. Cinque anni prima infatti il giornalista Don C. Hoefler, coniava il termine di Silicon Valley per descrivere la parte meridionale della Baia di San Francisco. La città simbolo della Beat Generation durante gli anni cinquanta e sessanta, sarà uno dei poli più importanti per il crescente settore dei computer e della tecnologia dell’informazione. Oggi il mercato tecnologico, quello della videoludica e del gambling come NetBet roulette rappresenta una realtà e un fatturato importante per il terziario avanzato e per l’industria tecnologica odierna.

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