Accessibilità

Spiagge accessibili, Cervia conferma “Un bagnino per amico”

Il servizio gratuito, ideato e finanziato dalla Cooperativa bagnini di Cervia con un investimento di 500.000 euro, mette a disposizione strumenti e fisioterapisti per i turisti disabili

16 anni fa la Cooperativa bagnini di Cervia ha sentito fortemente l’esigenza di attrezzare le spiagge per la vacanza a Cervia, Milano Marittima, Pinarella e Tagliata dei turisti con delle disabilità. Da lì è nato un servizio all’avanguardia: il progetto “Un bagnino per amico” con il quale sono stati attrezzati 9 km di costa con tutti i dispositivi indispensabili per far godere appieno la vacanza alle persone disabili e con uno staff di fisioterapisti del Centro della riabilitazione Fisioequipe di Cervia guidato da Maurizio Merloni. La richiesta del servizio, particolarmente apprezzato dai turisti, è triplicato nel tempo, arrivando nel 2019 a curare 210 persone a fronte delle 60 dei primi anni. Tantissimi sono i messaggi spontanei di ringraziamento di chi ne ha usufruito sono arrivati agli uffici della cooperativa.

Nonostante le difficoltà dovute all’emergenza sanitaria in corso, la Cooperativa bagnini di Cervia conferma anche per l’estate 2020 il servizio gratuito “Un bagnino per amico” con un investimento di 30.000 euro. Il servizio prevede, oltre alla sedia “job” che consente l’acceso alla battigia, l’assistenza di un fisioterapista professionale e si può prenotare nello stabilimento balneare scelto per le vacanze (tutte le informazioni sono sul sito spiaggecervia.it).

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Commenta il presidente della Cooperativa bagnini di Cervia Fabio Ceccaroni: «La Cooperativa è particolarmente fiera di questo progetto che ogni anno registra plausi da parte di chi ne usufruisce. È un impegno economico e organizzativo rilevante, gestiamo quotidianamente 30 seggette speciali e il costo è completamente a carico della cooperativa perché sia gratuito per tutte le imprese associate e naturalmente anche per tutte le famiglie che usufruiscono del servizio. Tuttavia, proprio perché siamo dentro la crisi più profonda dal dopoguerra, riteniamo un impegno etico continuare ad assistere le persone più in difficoltà. Inoltre non potremmo mai interrompere un servizio di questo livello. Abbiamo visto turisti che da una sedia a rotelle andavano a fare un tuffo e poi venivano a ringraziarci con le lacrime agli occhi».

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