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Riforma spiagge, periodo transitorio sarà legato a legittimo affidamento

Lo stabilisce un nuovo emendamento depositato nelle commissioni VI e X

Per stabilire il periodo transitorio prima delle evidenze pubbliche delle concessioni balneari, si dovrà tenere conto del legittimo affidamento e delle questioni di interesse nazionale. Lo stabilisce un emendamento alla riforma delle concessioni demaniali marittime, depositato due giorni fa nelle commissioni VI Finanze e X Attività produttive che stanno vagliando il disegno di legge.

Prende così sempre più forma, anche se non ancora in numeri precisi, l’aspetto del ddl oggetto di maggiore dibattito: e cioè per quanti anni gli attuali concessionari potranno gestire le loro spiagge, prima di affrontare le gare che il governo intende istituire per adeguarsi alla direttiva europea Bolkestein (prevedendo comunque una premialità per i precedenti concessionari e il riconoscimento del valore commerciale in caso di perdita dell’azienda, almeno secondo quanto propone il ddl firmato dall’ex ministro Enrico Costa).

L’emendamento, redatto dal deputato Raffaello Vignali (Ap-Ncd), fissa un primo paletto sui criteri per definire la transizione e perciò rappresenta «l’aspetto più importante della riforma», dice il relatore Sergio Pizzolante a Mondo Balneare. «In questo modo il concetto di “transizione” non è più una mera questione tecnica, cioè un periodo per l’attuazione delle evidenze pubbliche dando solo il tempo a Regioni e Comuni di istituire i necessari meccanismi amministrativi e burocratici come i piani regolatori. Nemmeno in precedenza voleva essere questo – chiarisce Pizzolante – ma la vecchia stesura poteva dare adito a interpretazioni errate. Grazie a questa riformulazione, invece, il periodo transitorio diventa un concetto robusto e adeguato, proprio come ci è stato chiesto dalle principali associazioni di categoria per tutelare i diritti degli attuali titolari. Noi abbiamo fissato questo importante principio, poi toccherà al governo scrivere i contenuti». La legge-delega, infatti, è per sua natura una serie di principi che dovranno poi essere concretizzati con un successivo decreto attuativo.

Questo il testo dell’emendamento in questione:

Al comma 1, lettera d), dopo le parole: disciplina di riordino aggiungere le seguenti: alle concessioni di nuovo rilascio, ove necessario in relazione agli strumenti di pianificazione comunale per l’uso e la valorizzazione dei beni demaniali, nonché in ogni caso per l’applicazione delle nuove regole di assegnazione delle concessioni ai rapporti in essere al 31 dicembre 2009, tenendo conto delle previsioni dell’art. 12, comma 3 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, e del principio del legittimo affidamento;

Oltre al legittimo affidamento, l’emendamento cita l’articolo 12 comma 3 della Bolkestein (“gli Stati membri possono tener conto, nello stabilire le regole della procedura di selezione, di considerazioni di salute pubblica, di obiettivi di politica sociale, della salute e della sicurezza dei lavoratori dipendenti e autonomi, della protezione dell’ambiente, della salvaguardia del patrimonio culturale e di altri motivi imperativi d’interesse generale conformi al diritto comunitario”).

Sempre secondo quanto riferito da Pizzolante a Mondo Balneare, sono altri due gli emendamenti «fondamentali» depositati martedì scorso: «Uno riguarda la possibile rimodulazione del concetto di transizione – spiega il deputato – mentre l’altro va a tutelare i gestori delle concessioni balneari, e non solo i titolari».

Per quanto riguarda la rimodulazione del periodo transitorio, l’emendamento è firmato dagli stessi relatori Sergio Pizzolante e Tiziano Arlotti, e recita così:

Al comma 1, dopo la lettera d), inserire la seguente: d-bis) prevedere la possibile rimodulazione del periodo transitorio di cui alla lettera d) in presenza di atti di pianificazione territoriale e dei relativi strumenti di programmazione negoziata con le amministrazioni competenti e con le associazioni maggiormente rappresentative su base territoriale delle imprese del settore, riconoscendo misure aggiuntive di premialità in favore dei concessionari esistenti;

«Secondo questo emendamento – spiega Pizzolante – il periodo transitorio sarà un sistema flessibile e non imposto dall’alto in maniera rigida, bensì rimodulabile dalle singole amministrazioni comunali a seconda delle loro esigenze territoriali. Questo anche per rispettare la sentenza della Corte di giustizia europea del 14 luglio 2016, che impone di stabilire il legittimo affidamento caso per caso: dato che stiamo parlando di trentamila concessioni, per cui sarebbe complicato agire singolarmente, stabiliremo quantomeno delle griglie per rispettare la volontà della sentenza».

Infine, c’è un terzo emendamento che «va ad applicare il periodo transitorio ai gestori degli stabilimenti balneari, e non solo ai titolari delle concessioni», conclude Pizzolante. «Questo per tutelare chi gestisce una spiaggia da trent’anni, pur non essendo intestatario del titolo».

  • Il dossier completo sugli emendamenti depositati in commissione è scaricabile cliccando qui.
  • Il testo completo del disegno di legge, per avere sotto mano i riferimenti, è scaricabile cliccando qui.

Tuttavia, il disegno di legge continua a incontrare l’opposizione di Forza Italia, che a seguito dei lavori di commissione torna a scagliarsi contro l’intento di istituire le evidenze pubbliche delle imprese balneari. Così tuona la deputata Deborah Bergamini in una nota divulgata martedì scorso: «Il governo continua a non ascoltarci e a portare avanti il provvedimento di legge delega per il riordino delle concessioni demaniali marittime. Anche gli emendamenti che hanno presentato i relatori continuano a sottendere il principio delle aste, a cui noi ci opponiamo e a cui altri paesi europei, come Spagna e Portogallo, si sono sottratti. Certo, la materia ha bisogno di un riordino, ma non a colpi di decreto. Davvero non riusciamo a capire perché si voglia mettere in ginocchio un comparto di eccellenza, che conta 30mila aziende per lo più a conduzione familiare, ma di una cosa siamo certi: che noi continueremo a difendere i nostri imprenditori balneari dalle aste che favorirebbero solo i grandi interessi».

Alla Bergamini fa eco il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri: «In materia di concessioni balneari, non vogliamo limare le unghie a un governo che continua a graffiare gli operatori del settore. Le vogliamo tagliare una volta per tutte. Per questo abbiamo presentato pochi emendamenti ma chiari al provvedimento di legge delega. Chiediamo subito proroghe delle licenze per permettere a tutti di lavorare serenamente e vedere garantiti i propri investimenti. Stop poi alle gare e fuori il settore dalla direttiva Bolkestein, che non tiene contro della specificità delle coste italiane, che non possono in alcun modo essere equiparate a quelle dei mari del Nord Europa. Tutte ragioni, queste, di cui il governo sembra continuare a non tener conto, cercando, con l’arroganza con cui ha operato in materia negli anni, di andare avanti a colpi di decreto. Noi continueremo la nostra battaglia dalla parte delle aziende italiane».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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