Attualità

Riforma spiagge, la Camera vota il ddl del governo

Le commissioni VI e X hanno eletto il provvedimento del ministro Costa come testo base da portare in aula.

Per riformare le concessioni balneari italiane, si procederà con il disegno di legge presentato dal governo. Lo hanno deciso ufficialmente ieri pomeriggio le commissioni VI “Finanze” e X “Attività produttive, turismo e commercio” della Camera dei deputati, che hanno votato il ddl licenziato lo scorso 27 gennaio dal consiglio dei ministri, privilegiandolo rispetto alle altre bozze di legge in esame ed eleggendolo come testo di base per proseguire con la riforma (clicca qui per leggere il resoconto stenografico della seduta).

Si è trattato di un passaggio formale: nelle scorse settimane, le due commissioni hanno vagliato diverse proposte in merito al riordino delle concessioni demaniali marittime, e una volta concluse le varie audizioni, hanno votato il disegno di legge di iniziativa governativa, escludendo gli altri che erano in ballo, e cioè il C. 2142 Pizzolante, il C. 2431 Abrignani, il C. 2388 De Micheli, il C. 3492 Nastri (i link a tutti i disegni di legge in questione si trovano cliccando qui).

Con questa decisione, si conferma così la volontà di procedere con le evidenze pubbliche delle concessioni balneari, dopo un periodo transitorio ancora da definire e istituendo il riconoscimento della professionalità e del valore commerciale: questi i punti salienti del disegno di legge governativo, coordinato dal ministro agli affari regionali Enrico Costa, che intende ridisciplinare la gestione del demanio marittimo dopo anni di caos normativo, tra il recepimento della direttiva europea “Bolkestein” sulla liberalizzazione dei servizi, l’abrogazione del rinnovo automatico e l’istituzione di proroghe la cui legittimità è stata negata da una sentenza della Corte di giustizia europea il 14 luglio 2016. Con l’archiviazione degli altri disegni di legge, le commissioni sembrano volere per ora escludere soluzioni alternative come per esempio la sdemanializzazione delle aree su cui insistono i manufatti degli stabilimenti balneari, che era il cardine della proposta di legge a firma di Ignazio Abrignani.

Nei prossimi giorni le commissioni comunicheranno i termini entro cui presentare gli emendamenti; dopodiché – come ha annunciato due giorni fa il relatore della legge Sergio Pizzolante (Ap-Ncd) – la volontà è di «approvare il provvedimento alla Camera entro luglio e in Senato entro settembre», dando tempo al governo fino a febbraio 2018 (cioè alla scadenza naturale della legislatura) affinché vari i decreti attuativi che renderanno operativa la riforma.

Ma non tutte le associazioni degli imprenditori balneari sono d’accordo con questa scelta. Assobalneari-Confindustria, con il presidente Fabrizio Licordari, accusa il governo di «voler costruire un edificio senza le fondamenta», evidenziando la «mancanza di serietà e di democrazia». Secondo Licordari, «sarebbe stato responsabile e doveroso, prima di approvare qualsiasi testo, chiedere all’Agenzia del demanio di completare il monitoraggio delle coste italiane. Non si può lavorare su una materia di cui non si conoscono i dati fondamentali, come hanno candidamente ammesso gli organismi statali interpellati durante le audizioni». Il presidente di Assobalneari avrebbe voluto «maggiori approfondimenti», riferendosi alle richieste di ulteriori audizioni avanzate dalla deputata Deborah Bergamini, che «erano pertinenti e condivisibili, ma sono state inspiegabilmente respinte». Licordari insiste poi sulla disparità con Spagna e Portogallo: «Questi due paesi hanno istituito proroghe fino a 75 anni per i loro stabilimenti balneari, e nonostante anche l’ufficio studi della Camera abbia appurato questo fatto, i relatori della legge continuano a parlare di “distorsione della realtà”. A mio parere sono i relatori a non voler accettare la realtà, forse perché sono in malafede: come si può affermare di voler aiutare le imprese balneari mandandole alle evidenze pubbliche? Confidiamo che le forze politiche che con buonsenso si stanno opponendo al ddl riescano a bloccare questa sciagurata iniziativa», conclude Licordari.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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