In spiaggia gli occhi sono esposti contemporaneamente a raggi UV, acqua, sabbia, vento e salsedine, una combinazione che agisce su un organo particolarmente delicato. I danni possono manifestarsi in forma acuta, con irritazione, congiuntivite o infiammazione della cornea, oppure accumularsi nel tempo senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali. Per chi frequenta il mare e per chi lavora in ambito balneare, qualche accortezza mirata permette di ridurre in modo significativo questi rischi.
L’importanza degli occhiali da sole certificati
Il primo presidio di protezione è rappresentato dagli occhiali da sole. Per essere efficaci devono riportare il marchio CE e la dicitura UV 400 (o “100% UV protection”), che indica la capacità di bloccare completamente i raggi UVA e UVB. Le lenti semplicemente scure, senza certificazione, possono risultare controproducenti: la riduzione della luminosità induce una maggiore dilatazione della pupilla, con l’effetto di aumentare la quota di radiazione che raggiunge il cristallino. Per l’uso in spiaggia è considerata indicata una categoria 3, mentre montature con lenti ampie o con protezioni laterali contribuiscono a limitare l’esposizione dovuta al riverbero laterale. I bambini hanno bisogno di protezione almeno quanto gli adulti: pupille più grandi e cristallino più trasparente li rendono ancora più esposti ai danni da UV.
Buone abitudini e protezione quotidiana
Accanto agli occhiali, alcune abitudini aiutano a proteggere la vista. Un cappello a tesa larga riduce la quota di raggi che arrivano dall’alto e dalle angolazioni più critiche nelle ore centrali della giornata. Chi soffre di occhi secchi può trarre beneficio da un collirio lubrificante da utilizzare durante la permanenza in spiaggia, per mantenere stabile il film lacrimale. Le creme solari non andrebbero applicate troppo vicino all’occhio, per evitare il rischio di irritazioni; per la zona perioculare esistono prodotti specifici in stick, formulati per ridurre al minimo il contatto diretto con la superficie oculare.
Lenti a contatto e gestione delle emergenze in spiaggia
Per chi porta lenti a contatto, la regola di base è chiara: è opportuno rimuoverle prima di entrare in acqua, tanto al mare quanto in piscina. L’acqua favorisce la contaminazione e aumenta il rischio di infezioni e infiammazioni della cornea. Una soluzione pratica, soprattutto per chi ama nuotare, è rappresentata dagli occhialini o dagli occhiali da nuoto con lenti graduate, che consentono di vedere bene proteggendo allo stesso tempo l’occhio.
Se della sabbia entra nell’occhio, il gesto istintivo di strofinare va evitato. La modalità corretta è sciacquare abbondantemente con acqua pulita o con soluzione fisiologica, in modo da favorire l’eliminazione delle particelle senza traumatizzare la superficie corneale. Se il fastidio persiste o rimane la sensazione di un corpo estraneo, è opportuno non aspettare troppo prima di rivolgersi a uno specialista.
Segnali da non sottovalutare e prevenzione
Dopo una giornata in spiaggia alcuni segnali non andrebbero liquidati come semplice stanchezza. Arrossamento che non migliora dopo alcune ore di riposo al buio, bruciore intenso o fotofobia marcata (fastidio alla luce), sensazione di corpo estraneo che non si risolve con il risciacquo, secrezione purulenta o visione offuscata che non torna rapidamente alla normalità sono tutti motivi per richiedere una valutazione oculistica. Una particolare attenzione merita la cheratite attinica: se, dopo una lunga esposizione al sole, in serata compaiono dolore al bulbo oculare, lacrimazione intensa e forte sensibilità alla luce, è consigliato rivolgersi all’oculista nella stessa giornata.
Al di là dei disturbi acuti legati alla singola giornata al mare, chi non effettua una visita oculistica da più di due anni può valutare di programmare un controllo. La valutazione specialistica, con gli esami necessari, permette di monitorare nel tempo la salute della retina e del nervo ottico, individuando precocemente condizioni come glaucoma o degenerazione maculare, che nelle fasi iniziali non danno sintomi evidenti. Ricordare che la protezione visiva in spiaggia è parte integrante della sicurezza significa parlare sia ai frequentatori sia agli operatori balneari, che possono diffondere corretti comportamenti tra clienti e famiglie.
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