Federbalneari

Posidonia spiaggiata verso riconoscimento come materiale naturale

Approvato l'emendamento che la esclude dal conferimento in discarica come rifiuto speciale. Soddisfazione di Federbalneari.

Il Senato ha approvato un emendamento per includere la posidonia spiaggiata tra il materiale naturale, rendendola dunque non più conferibile in discarica come rifiuto speciale.

«L’emendamento approvato in Senato che disciplina la gestione della posidonia spiaggiata, sostenuto dal sottosegretario alla transizione ecologica Vannia Gava, è un ottimo risultato per il comparto del turismo costiero», commenta Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia. «Grazie a questo emendamento, infatti, la posidonia spiaggiata viene inclusa tra il materiale naturale non più conferibile in discarica come rifiuto speciale».

Gli accumuli di posidonia spiaggiata, seppur vissuti spesso come un disagio dai fruitori delle spiagge, hanno infatti una funzione indispensabile nell’ecologia dell’ambiente litorale: contrastando l’erosione e preservando l’equilibrio dell’ecosistema delle coste, la posidonia è un elemento importantissimo del ciclo di vita delle spiagge.

Conclude Maurelli: «Contiamo che l’emendamento venga ratificato anche alla Camera in modo che questo fondamentale vegetale marino sia valorizzato come risorsa sia per l’ecosistema del nostro litorale che per molti altri scopi, come per esempio l’agricoltura e l’economia circolare. Ora occorre guardare alla rivisitazione e alla semplificazione della norma quadro del 2006 e del DM 173/2016 in chiave di transizione ecologica, sui quali non faremo mancare il nostro sostegno».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Federbalneari Italia

Federbalneari Italia è un'associazione di categoria che riunisce le imprese del turismo balneare italiano.
Seguilo sui social:
  1. gent.mi

    “il troppo storpia”, sempre.
    la norma citata è stata approvata, ora gradirei ricevere da voi suggerimenti sul come gestire questa “risorsa” posidonia.
    Nella nostra concessione ,nel 2019 su 1400 mq di arenile vi erano depositati 1650 mcubi ( milleseicentocinquantametricubi) di foglie di posidonia, banchi alti sino a 2m ( duemetri) che si estendevano anche in mare per 25m(venticinquemetri).
    sino ad oggi, per rendere fruibile la spiaggia, la norma consentiva di movimentare la posidonia spiaggiata, asportandola per depositarla in area di stoccaggio temporanea, per poi : 1) ridepositarla in spiaggia a novembre 2) lavarla per separarne e recuperare la sabbia .
    oggi con la nuova norma della quale si esulta, non la si può spostare dalla spiaggia di appartenenza e questo comporta notevoli problemi evidentissimi, fra questi : dove la metto?
    per capirci, in città su 4km di spiaggia sono stati indicati solo due punti per lo stoccaggio temporaneo e quello che interessa l’area più vasta è in pieno centro città, nella passeggiata fronte porto, fronte mare, tra le più belle della sardegna, ed in questa area, a 10 metri dalla pista ciclabile e dalle bancarelle e dalle mamme con passeggini e dai turisti che passeggiano, dovranno essere depositati “temporaneamente” per la stagione estiva , non meno di 30.000 metri cubi di posidonia( trentamilametricubi) creando montagne che tolgono la visuale sul mare e che con il caldo producono odori e insetti infestanti tutta la zona.
    a novembre, quando arriverà il momento di riposizionarla in spiaggia, le mareggiate avranno già provveduto a depositare nuove foglie sulle rive, quindi cosa si dovrà fare secondo i legislatori???? depositare le vecchie foglie sopra le nuove???? per far si che da 30.000 diventino 60.000 metri cubi e poi 90.000 ???? ma perchè prima di fare cose che possono creare danno ad una intera città non si informano sulle conseguenze delle cose che approvano?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *