Sicurezza

Piscine d’estate, i controlli da fare per mantenerle sane

Tutte le regole per la corretta manutenzione e il costante monitoraggio delle piscine nelle strutture turistico-ricettive

Durante la stagione estiva le piscine rappresentano, per ogni struttura turistica, un punto di riferimento importante per gli ospiti. Eventuali problemi all’acqua, che comportino la chiusura temporanea dell’impianto, rischiano di trasformarsi in recensioni negative che possono seriamente danneggiare la reputazione della struttura. È quindi di fondamentale importanza prevenire i possibili inconvenienti, in modo da assicurare continuità nella gestione.

Una corretta manutenzione e un costante monitoraggio sono gli elementi essenziali per garantire una gestione perfetta della piscina. La manutenzione deve sempre essere effettuata da personale esperto, che sappia come affrontare le operazioni ordinarie ma anche quelle straordinarie, dovute per esempio a un sovraccarico di utenti oppure, cosa purtroppo sempre più frequente, a una situazione metereologica estrema.

Le operazioni da compiere non sono molte, ma vanno messe in atto con costanza nelle situazioni ordinarie e con tempestività in caso di situazione anomala. Ciò comporta inevitabilmente di impiegare un’adeguata quantità di tempo. È quindi indispensabile, nella progettazione del personale, considerare la gestione della piscina come qualcosa a cui dedicare la giusta attenzione e il corretto numero di ore di lavoro, sia che la gestione venga effettuata con personale interno, sia che venga appaltata a una ditta esterna.

Un errore che viene spesso compiuto è quello di pensare che il bagnino di salvataggio, nei casi in cui è presente, possa anche occuparsi della manutenzione della piscina. Invece, chi sorveglia la piscina per evitare possibili incidenti dovrebbe limitarsi a fare quello (e farlo bene possibilmente!), senza essere distratto da altri compiti. Un bagnino che sorveglia i bagnanti non sta perdendo tempo, bensì sta svolgendo un compito importante. Pensare che il bagnino, visto che è li a non fare nulla, possa trasportare lettini, verificare il cloro o andare in sala macchine a effettuare un controlavaggio, senza in questo modo trascurare il suo compito di sorveglianza, è profondamente sbagliato.

Detto questo, vediamo quali sono i controlli previsti dalle norme, certamente indispensabili per monitorare correttamente l’acqua della piscina. I controlli da effettuare sono quelli previsti dalla tabella A dell’accordo Stato-Regioni del 2003, recepita dalle Regioni e ripresa nelle disposizioni regionali, laddove esistenti, ma comunque valida su tutto il territorio nazionale (per approfondire, si rimanda all’articolo “Controlli della piscina in spiaggia, le regole da seguire“).

La revisione della norma UNI 10637, in vigore dal 8 febbraio 2024, ha leggermente modificato la frequenza dei controlli obbligatori, che sono diventati quelli riportati nella tabella seguente.

Parametro

Frequenza minima analisi sul campo effettuate da un addetto agli impianti tecnologici o persona da lui delegata

Frequenza minima analisi di laboratorio

Piscina tipo 1 – Piscina tipo 2 > 100 m2 – Piscina tipo 3Piscina tipo 2 ≤ 100 m2Piscina tipo 1, 2 e 3
TemperaturaUna al giorno (prima dell’apertura al pubblico)Una al giorno (prima dell’apertura al pubblico)
pHDue al giorno, un’ora prima dell’apertura al pubblico e durante l’orario di aperturaDue al giorno, un’ora prima dell’apertura al pubblico e circa a metà dell’orario di apertura
TorbiditàUna al giorno visiva e una alla settimana strumentale (consigliato)Una al giorno visivaDa effettuare solo nel caso in cui i valori di torbidità siano superiori ai limiti prescritti
Solidi sospesiDa effettuare solo nel caso in cui i valori di torbidità siano superiori ai limiti prescritti
Solidi grossolaniAssenza da verificarsi a cura del personale a bordo vasca durante l’orario di apertura. Se di natura organica, fare riferimento a Guidelines for Safe Recreational Water Environments, World Health Organization, 2003
ColoreUna ogni due mesi (consigliato). Se necessario, per variazioni repentine apprezzabili
Cloro attivo liberoUn’ora prima dell’apertura al pubblico e successivamente ogni 3 ore durante il periodo di apertura della piscina.Un’ora prima dell’apertura al pubblico e una circa a metà dell’orario di apertura
Cloro attivo combinatoContestualmente alla prima e all’ultima analisi quotidiana del cloro attivo liberoUn’ora prima dell’apertura al pubblico e una circa a metà dell’orario di apertura
Acido isocianuricoUna alla settimanaUna alla settimanaUna ogni due mesi (consigliato)
OzonoUna volta al giornoUna volta al giorno
Sostanze organicheUna ogni due mesi (consigliato), contestualmente all’analisi dell’acqua di approvvigionamento
NitratiUna al meseUna al meseUna ogni due mesi (consigliato)
FlocculanteDa effettuare solo nel caso in cui i valori di torbidità siano superiori ai limiti prescrittiDa effettuare solo nel caso in cui i valori di torbidità siano superiori ai limiti prescrittiUna ogni due mesi (consigliato). Se necessario, per variazioni repentine apprezzabili
N.B. Per le vasche per usi riabilitativi, curativi e terapeutici non possono essere fornite indicazioni generali in merito alla frequenza dei controlli. Per le piscine non soggette a svuotamento dopo ogni utilizzo, è consigliabile fare riferimento, ai fini del protocollo di autocontrollo, alle frequenze di controllo previste per le piscine di tipo 1.

Per le analisi batteriologiche previste dalla tabella A, che devono essere effettuate tramite un laboratorio esterno, la norma UNI 10637:2024 prevede quanto segue.

Piscine di tipo 1Piscine di tipo 2 e 3
Frequenza mensile.

Qualora le analisi di 4 mesi consecutivi non abbiano rilevato difformità dai limiti (tabella A dell’accordo 2013), è consentita la riduzione della frequenza da mensile a bimestrale.

Qualora una delle successive analisi bimestrali rilevi non conformità, deve essere ripristinata la frequenza mensile, sino al raggiungimento di ulteriori 4 mesi consecutivi conformi.
Frequenza bimestrale.

Qualora una delle analisi bimestrali rilevi delle non conformità, deve essere introdotta la frequenza mensile, sino al raggiungimento di almeno 2 mesi consecutivi conformi.
Per tutte le piscine la prima analisi deve essere effettuata prima dell’inizio dell’attività stagionale e deve essere conforme per poter aprire l’impianto ai bagnanti.

La frequenza delle analisi può essere incrementata in caso di inconvenienti tecnici sugli impianti. Negli impianti e nelle vasche nelle quali sono presenti attrezzature quali idro/areo massaggi e/o altri sistemi di immissione dell’acqua/aria che possono dare origine ad aerosol, deve essere applicato il protocollo di legge di controllo del rischio legionellosi. Nel caso di superamento dei limiti, deve essere attuata una procedura di verifica dell’impianto di trattamento per identificare e rimuovere le cause della non conformità, e contestualmente, nel più breve tempo possibile, devono essere ripristinate le condizioni conformi con successiva analisi di controllo a conferma dell’idoneità dell’acqua in vasca.

Le piscine inserite nelle strutture turistico-ricettive sono diventate, per la norma UNI 10637, piscine di tipo 2, adeguando la terminologia alle norme europee in vigore. Per l’accordo Stato-Regioni e per le leggi o delibere regionali, invece, la classificazione è rimasta quella precedente. Come è possibile vedere dalla prima tabella, sono state introdotte frequenze dei controlli leggermente diverse per le piscine di tipo 2 di superficie inferiore ai 100 metri quadri.

La norma UNI 10637:2024 introduce inoltre, al punto 5.2.7.2.2, un aspetto importante: la frequenza delle analisi per le piscine di tipo 2 dotate di impianti automatici di misurazione e dosaggio, obbligatori per le piscine realizzate dopo il 2015, è modificabile in sede di autocontrollo sulla base di motivate argomentazioni ed evidenze analitiche. Questa precisazione consente, a chi non ha la possibilità di verificare i parametri sul campo con la frequenza prevista dalla norma, di ridurli e/o modificarli in ambito di autocontrollo. Ciò comporta senza dubbio un’assunzione di responsabilità da parte del gestore, ma al contempo consente di giustificare un controllo meno frequente, sulla base di serie e ragionevoli motivazioni quali, a mero titolo di esempio, un controllo remoto.

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Rossana Prola

Si occupa di piscine da più di trent’anni come tecnica di progettazione di impianti e consulente sulla gestione delle piscine pubbliche. Proprietaria della società di consulenza Professione Acqua srl, è membro UNI e CEN.
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