Ambiente

Operazione “Oro blu”, la Guardia costiera a tutela dell’ambiente marino

Individuati 549 illeciti su oltre 7mila controlli effettuati sugli scarichi idrici

Il Comando generale della Guardia costiera, attraverso il Centro di controllo nazionale sull’ambiente, ha promosso un’importante operazione nazionale di polizia ambientale denominata “Oro blu”, avviata dal 13 gennaio e terminata oggi. L’operazione è finalizzata alla tutela dell’ambiente marino-costiero e in particolare al contrasto degli illeciti ambientali in materia di scarichi idrici.

L’operazione nazionale di polizia ambientale è stata suddivisa in due fasi: la prima ricognitiva degli obiettivi e la seconda concentrata sull’attività operativa di ispezione e campionamento, che ha quindi avuto ad oggetto il controllo di siti e attività i cui cicli di produzione possano dare origine a scarichi reflui potenzialmente idonei a inquinare le matrici ambientali, con particolare riferimento all’ambiente marino e costiero (tra cui scarichi reflui industriali presso cantieri navali, depositi costieri, impianti portuali, autolavaggi e lavanderie, piscine, caseifici, frantoi, aziende vinicole, concerie e colorifici, scarichi reflui domestici presso attività alberghiere e di ristorazione e scarichi reflui urbani presso depuratori comunali e impianti fognari).

Nel corso dell’attività ispettiva, condotta sui vari cicli produttivi da cui originano i reflui, è stata verificata la presenza delle obbligatorie autorizzazioni in materia ambientale in conformità alle normative previste dal Codice dell’ambiente (dlgs. 152/2006), nonché il rispetto delle prescrizioni alle quali sono soggette le attività ispezionate, fino al campionamento dei reflui, per la verifica del rispetto dei limiti tabellari a essi applicabili. Per l’analisi dei campionamenti effettuati nel corso dei controlli ambientali, sono stati coinvolti il Laboratorio analisi ambientali della Guardia costiera di Fiumicino, con 40 campioni di acque di scarico analizzati e 12 violazioni accertate per superamento delle concentrazioni previste dalla legge, nonché i laboratori delle Arpa locali.

Nel corso dell’operazione sono stati eseguiti complessivamente 28.346 controlli, di cui 6.749 in tema di scarichi idrici (di cui solo il 6%, all’esito degli accertamenti, è risultato sprovvisto di autorizzazione), 12.070 sul ciclo dei rifiuti (circa 400 tonnellate di rifiuti sottoposti a controllo per una superficie di oltre 20 milioni di metri quadrati, pari a 2.000 campi di calcio) e 9.527 ai fini dell’individuazione di fenomeni di inquinamento marino, oltre a 4.053 controlli sul contrasto degli abusivismi demaniali e 1.111 controlli nelle aree marine protette.

L’attività svolta, con 7.279 missioni effettuate tra terrestri e navali, ha portato a contestare 549 illeciti ambientali, di cui 226 amministrativi (97 per irregolarità in tema di scarichi idrici, 96 sull’irregolare gestione dei rifiuti, 5 per inquinamenti in mare, 19 per inosservanza di norme sull’uso del demanio marittimo e 9 per violazioni ai disciplinari di gestione delle AAMMP) con un importo di sanzioni elevate fino a 1.335.216 euro e 323 illeciti penali (96 per irregolarità in tema di scarichi idrici, 130 sull’irregolare gestione dei rifiuti, 10 per inquinamenti in mare, 83 per fenomeni di abusivismo demaniale e 4 per violazione al disciplinare di gestione delle aree marine protette), con 151 sequestri effettuati (46 per irregolarità in tema di scarichi idrici, 63 sull’irregolare gestione dei rifiuti con una superficie occupata di 11.560 metri quadrati e 42 per fenomeni di abusivismo demaniale con una superficie occupata di 11.986 metri quadrati).

Tra le attività maggiormente significative, il sequestro di uno stabilimento industriale di circa 10 mila metri quadri nella periferia di Monopoli adibito a trattamenti di alluminio, che a seguito degli accertamenti condotti dalla Guardia costiera, è risultato sprovvisto della necessaria autorizzazione integrata ambientale (Aia) ed effettuava abusivamente lo scarico di acque reflue industriali prodotte dalle vasche di trattamento, nonché di rifiuti allo stato liquido contenenti sostanze pericolose (acidi), abbandonando peraltro in maniera incontrollata e reiterata nel tempo diverse categorie di rifiuti speciali, anche pericolosi, sversando nel suolo e immettendo nelle acque sotterranee di falda rifiuti allo stato liquido. Inoltre, sempre la Guardia costiera di Pescara ha individuato all’interno di un’attività di rimessaggio, nei pressi del fiume Pescara, una discarica di rifiuti speciali prodotti da attività di cantieristica priva di autorizzazione. I rifiuti venivano abbandonati direttamente sul terreno, causando la contaminazione dello stesso.

«La tutela dell’ambiente marino e costiero, inclusa la sorveglianza e l’accertamento delle violazioni in materia di scarichi idrici (quando dalle stesse possano derivare danni o situazioni di pericolo per l’ambiente marino e costiero), è uno degli obiettivi prioritari che la Guardia costiera è chiamata a garantire, sia per la ricchezza del patrimonio naturalistico nazionale, sia per i rilevanti interessi sociali ed economici coinvolti nella valorizzazione e nella fruizione delle relative risorse», sottolinea la Guardia costiera.

L’ammiraglio Nicola Carlone, comandante generale della Guardia Costiera, ha sottolineato lo sforzo operativo condotto nei mesi invernali dalle donne e uomini impegnati lungo gli 8.000 km di coste e nell’entroterra dal personale della Guardia costiera: «Gli importanti numeri dell’operazione di polizia ambientale “Oro blu” ben testimoniano come la Guardia costiera stia investendo sempre più sulla tutela e protezione dell’ambiente marino e costiero, attività che ci vedono chiamati in prima linea a difesa di un asset strategico per il paese. Con l’operazione stiamo quindi dando continuità a un impegno che, nel 2024, ha fatto registrare oltre 140.000 controlli in questa materia, accertando e sanzionando fonti inquinanti che rischiavano di compromettere aree naturalistiche e di balneazione, con potenziali ricadute negative sull’economia di tante realtà territoriali che hanno nel mare la propria ricchezza».

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Guardia Costiera

Il Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera è uno dei corpi specialistici della Marina Militare italiana e svolge compiti relativi agli usi civili del mare, con funzioni di sicurezza.
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