Attualità

‘Niente alternative alla deroga e al no alle aste’

Relazione tecnica di valutazione sull'impatto della direttiva servizi sulle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo. Approvazione della linea di trattativa.

di Emiliano Favilla e Fabrizio Maggiorelli*

In previsione dell’assemblea dei balneari del prossimo 7 gennaio, mettiamo alla vostra attenzione alcune nostre riflessioni da valutare ed eventualmente da approvare in assemblea. Alcune di queste  potrebbero essere inserite nelle premesse del documento tecnico, oppure in un altro documento politico da inviare alla Regione Toscana. Altre riflessioni le abbiamo espressamente inserite al fine di evitare di farle apparire nel suddetto documento tecnico.

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1. Premesso, come ormai si conviene da più parti, che le aste sarebbero in ogni caso elemento di grave pregiudizio della continuità delle piccole imprese balneari con ripercussioni devastanti sull’economia che vie sul turismo balneare e per le aziende fornitrici dell’indotto balneare.

2. Che secondo quanto riportato anche dal documento ANCI scaturito nella riunione dei comuni della costa Toscana, tenutasi il a Livorno il 12 dicembre 2011 (vedi www.mondobalneare.com/articoli/321, NdR), si conferma che la deroga è elemento prioritario ad ogni trattativa che porti a soluzione la salvaguardia delle imprese balneari.

3. Che la partita sulla “facile e difficile rimozione” deve trovare rapida comprensione a tutti i livelli, e, nel frattempo, che si richiede (valutando anche di mettere in piedi eventuali iniziative specifiche di protesta) che siano fermati i lavori in atto da parte della Commissione locale.

4. Che nel momento in cui, con concreti atti di legge, venga ottenuta la deroga alla Direttiva Servizi, si dovrà continuare conseguentemente un lavoro di confronto istituzionale con tutti gli Enti preposti affinché gli effetti della Deroga stessa siano coerentemente applicati in tutto l’iter per la concreta definizione della vertenza nei suoi molteplici aspetti legali ed amministrativi.

5. Che con la Regione Toscana si deve continuare a lavorare perché assuma una definitiva posizione di appoggio alla continuità per le imprese balneari esistenti e del tutto analoga a quella della Regione Liguria e per la facile e difficile rimozione una posizione tipo quella della Regione Calabria.

Per quanto sopra esposto, si mette in approvazione la posizione ufficiale del Comitato Salvataggio Imprese e turismo.

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Si ritiene, inoltre, che in questa fase (come da mandato scaturito nelle varie assemblee tenutesi e di cui il Comitato se n’è fatto carico, dando allo stesso tempo, specifico mandato ai tecnici della Commissione Regionale) siano da evitare, a tutti i livelli, ed anche nel documento tecnico da presentare alla Regione Toscana, qualsiasi riferimento e/o richiesta, (escluse la deroga, il no alle aste e la diatriba sulla difficile e facile rimozione) che possa ingenerare nell’opinione pubblica e in tante forze politiche, incomprensioni, equivoci con ulteriori polemiche e posizioni avverse che potrebbero seriamente vanificare l’opera di sensibilizzazione e credibilità, ed anche una certa simpatia a vasto raggio, che il Comitato in primis è riuscito a far accreditare alla categoria dei balneari, nonostante la storica avversione con l’opinione pubblica.

Tutta la categoria dei balneari, associazioni dei balneari e sindacati stessi, sostengono, quindi, la deroga e il no alle aste che sono, e devono rimanere l’obiettivo primario del movimento messo in piedi dal Comitato.

Ormai abbiamo capito che senza togliere di mezzo le aste, qualsiasi altra soluzione rischierebbe di porci ostacoli “mortali” per la categoria. Ciò nonostante i fans (magari anche in buona fede) delle aste con più o meno paletti, e certi rimpianti alla “bozza Fitto”, vivono ancora e sono molto attivi, in particolare tra alcuni balneari che ricoprono anche posizioni di rilievo nelle varie organizzazioni, locali, regionali e nazionali. Essi difficilmente escono allo scoperto ponendosi dichiaratamente contro la Deroga ma, purtroppo, operano nella categoria diffondendo scetticismo, proponendo azioni e richieste alternative e/o aggiuntive che, viste a se stanti sono convincenti ed anche condivisibili, e peraltro così allettanti da creare facile disorientamento per la categoria, perdendo di vista, però, l’obiettivo primario e fondamentale per tutta la categoria.

Abbiamo dovuto lottare con le organizzazioni sindacali per far passare la linea della deroga. Siamo andati a Bruxelles per avere conferma che la deroga è possibile, è passata al Senato una mozione sulla deroga, ci sono Regioni che hanno già preso posizioni per la deroga, province e comuni che hanno approvato delibere importanti; siamo andati dal nuovo Ministro al Turismo Piero Gnudi e dal Presidente della Camera Gianfranco Fini per sostenere la Deroga. Un lavoro immane che ha impegnato la categoria in decine di iniziative e manifestazioni.

Oggi non c’è più un politico che si dichiari a favore delle aste. Anche da importanti movimenti ambientalisti abbiamo avuto incontri e relative comprensioni importanti. La stessa opinione pubblica non è particolarmente ostile alla deroga, mentre si potrebbero riaccendere polemiche dannose e controproducenti quando si parla di altre soluzioni.

Nessuno dice che non bisogna prendere in considerazione e lavorare anche per altre soluzioni, in modo che queste siano eventualmente pronte al momento giusto, ma queste non debbono essere alternative alla deroga e al no alle aste e, comunque, fintanto che si lotta per la deroga, non debbono essere portate sui tavoli delle trattative.

Saluti sinceri a voi tutti ed alle vostre famiglie.

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*Presidenti del Comitato Salvataggio Imprese e Turismo

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