Attualità

‘Nessun ricatto ai balneari’: la risposta dell’amministrazione di Bellaria

Le forze di maggioranza rivendicano la legittimità delle evidenze pubbliche anticipate che stanno incontrando l'opposizione della Cooperativa bar di spiaggia.

L’amministrazione comunale di Bellaria Igea Marina nega le accuse di “ricatto ai balneari” apparse ieri su Mondo Balneare, e in un comunicato stampa rivendica la legittimità delle richieste di sgombero avanzate nei giorni scorsi agli imprenditori, in vista delle evidenze pubbliche che si intendono applicare da quest’anno sulle 140 concessioni demaniali marittime della località.

Il caso è scoppiato con l’invio, nei giorni scorsi, di un avviso ad alcuni balneari di Bellaria Igea Marina in cui si imporrebbe lo sgombero totale delle concessioni a partire dal 9 luglio (vedi notizia). Com’è noto, l’intenzione della giunta guidata dal sindaco Enzo Ceccarelli è infatti quella di istituire delle procedure di evidenza pubblica entro quest’anno per sanare dei presunti abusi edilizi, mentre la Cooperativa bar di spiaggia di Bellaria Igea Marina rifiuta questa strada perché sostiene che non sia l’unica via per sistemare tali irregolarità, denunciando il pericolo di perdere le proprie imprese.

In risposta al nostro articolo di ieri, il gruppo consiliare Forza Italia di Bellaria Igea Marina (forza di maggioranza nell’amministrazione comunale di centrodestra) precisa quanto segue: «Le comunicazioni del Comune di cui parla la Cooperativa bar di spiaggia null’altro sono che le risposte alle istanze degli operatori che hanno presentato l’art. 10 e che al momento della presentazione della domanda non avevano completato tutte le richieste correlate (atto unilaterale d’obbligo e fideiussione), per cui è stato concesso una termine di 30 giorni dalla presentazione per completare la loro domanda. Va ricordato che a Bellaria Igea Marina, per la stagione 2017, con delibera di consiglio comunale n.41 del 12/04/2017 si è valutata la possibilità di ricorrere all’art. 10 del Codice della navigazione che recita: “La concessione, per il periodo intercorrente fra la scadenza del relativo atto e la sua rinnovazione, è regolata […] con atto di concessione provvisoria non soggetto ad approvazione, rilasciato senza formalità di istruttoria nei modi descritti dall’articolo precedente”, dando come scadenza e termine ultimo per la rimozione delle opere incongrue o abusive e per quelle insistenti su aree demaniali ma prive di concessione il 15/10/2017. La concessione del termine era subordinata all’atto unilaterale d’obbligo (impegno a ripristinare i luoghi per le opere non conformi) e al rilascio di una fideiussione».

A precisare ulteriormente la posizione dell’amministrazione comunale, in un dibattito che ha una forte componente politica, c’è anche questo comunicato congiunto firmato da tutti i gruppi consiliari di maggioranza (Forza Italia, Ncd, Udc, Obiettivo comune) che pubblichiamo integralmente qui di seguito, in risposta alla nota dell’associazione di centrosinistra “Amici di Bellaria Igea Marina” che per prima ha sollevato il caso del “ricatto”.

Comunicato stampa dei gruppi consiliari di maggioranza di Bellaria Igea Marina

Pd, amici del Pd e nemici di Bellaria Igea Marina: noi stiamo garantendo il buon funzionamento della città e rassicuriamo i nostri operatori

C’è poco da denunciare o rimanere stupiti su atti tecnici assolutamente annunciati, gli amici del Pd fingono di non sapere e allarmano gli operatori balneari e i non addetti ai lavori su questioni tecniche che per la verità coloro che hanno fatto la domanda e ottenuto un termine conoscono bene, in merito a quali siano le ultime autorizzazioni temporanee che riguardano chioschi e spiagge: provvedimenti che nascono, anzi, dalla volontà di dare tempo ulteriore agli operatori per adempiere ad impegni. L’amministrazione ha salvaguardato l’avvio della stagione, concedendo AI RICHIEDENTI un mese ulteriore per mettere insieme atti, documenti e impegni obbligatori per avvalersi del famoso ”articolo 10” e ottenere nuove autorizzazioni fino al 15 ottobre. Atti, documenti e impegni noti sin da marzo, quando tutto questo è stato sancito dal passaggio in consiglio comunale.

Non è più tollerabile la deriva presa da chi ha deciso di arrampicarsi sulla delicatezza della situazione sostenendo, di fatto, che le leggi possano essere ignorate, come se fosse legittimo pensare di violare le regole senza poi doverne rispondere. Un crescendo che ha prodotto risultati talvolta spiazzanti, si pensi alla sovraesposizione mediatica di chi ha finito per autodenunciarsi; ancor più condannabile lo spettacolo offerto dal Pd ‘ufficiale’ (sia esso il partito, siano essi vecchi personaggi in cerca di autore) impegnato anima e corpo in una captatio benevolentiae che nel caso delle dichiarazioni odierne assume i contorni del vero e proprio sciacallaggio mediatico. Non a caso, si tratta delle stesse figure che, da tempo, vaneggiano a proposito di soluzioni alternative all’operato dell’amministrazione comunale: peccato che queste soluzioni non le abbiano mai spiegate.

Sciacallaggio mediatico. Non si può descrivere altrimenti chi spaccia un’autorizzazione temporanea, congrua e di buon senso, con una scadenza definitiva per le sorti dei nostri operatori, come se la volontà dell’amministrazione fosse quella di far chiudere ‘baracca e burattini’ i primi di luglio. In un contesto normale, non ci sarebbe neppure bisogno di rispondere a una speculazione del genere; ma è anche vero che, in un contesto normale, chi ha la responsabilità politica delle vicende legate alle spiagge avrebbe il buon gusto di tacere, invece che provare a rientrare dalla finestra.

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