Sicurezza

Nasce il corso universitario per i professionisti del salvamento in acqua

Intitolato "Water safety and rescue management", partirà ad aprile 2022 e affronterà ogni aspetto della gestione delle emergenze in mari, laghi e fiumi

Il panorama della formazione sulla sicurezza in mare si arricchisce di un nuovo importante programma sulla gestione delle emergenze in ambito acquatico, che nasce con la firma dell’accordo tra l’Università di Tor Vergata, rappresentata dal Centro interdipartimentale per la ricerca e la formazione (Cifapps), e la società medico-scientifica Italian Academy of Rescue and Resuscitation (Iarr). L’innovativo progetto prevede la realizzazione di un corso di perfezionamento denominato “Water safety and rescue management”, avente come obiettivo quello di implementare tra i corsi di specializzazione di livello universitario la formazione e l’addestramento del personale sanitario e non, quali medici, infermieri, bagnini, assistenti bagnanti e protezione civile, oppure di figure direzionali come i gestori di strutture balneari o alberghiere, acquapark, porti turistici, cooperative di bagnini che desiderano ampliare la loro conoscenza delle tecniche teoriche e pratiche del soccorso in mare e in fiumi.

Obiettivo principale è quello di formare lo studente alle abilità per gestire ogni fase del processo in ambito della sicurezza e alle metodologie da adottare per avere maggiore efficacia nelle materie riguardanti il primo soccorso e salvataggio in ambito acquatico, in particolare:

  • approfondire tutte le tematiche riguardanti il salvamento in ambito acquatico;
  • verificare la metodologia per applicare i protocolli sanitari in ambienti ostili;
  • studiare le procedure di utilizzo di materiali e attrezzature nei diversi contesti;
  • creare interrelazioni tra diversi enti e organi dello Stato al fine rendere più efficace il sistema di primo soccorso e salvataggio nel settore acquatico;
  • addestrare personale sanitario e soccorritori professionali capace di intervenire in situazioni d’emergenza in scenari con presenza di acqua;
  • promuovere la conoscenza della sicurezza in acqua nella comunità.

Il corso si sviluppa in due distinte sessioni, una teorica e una pratica. La prima prevede, a seconda della specialità scelta, fino a un massimo di 150 ore di lezioni da svolgersi in e-learning, comprensivo di videolezioni, webinar live, test per lo sviluppo delle conoscenze e studio autonomo. Gli studenti saranno seguiti dai docenti esperti nelle singole aree, selezionati tra le migliori scuole e didattiche che operano in Italia e che forniranno supporto di tutoraggio tramite forum, chat, mail e videoconferenza, per la quale saranno programmati incontri periodici.

La seconda sessione potrà invece essere svolta solo al termine del programma formativo teorico, ed è riservata allo studente che decide di proseguire la formazione per il conseguimento della specialità operativa che prevede a differenza della qualifica di management, obbligatoriamente l’addestramento pratico, di una o più specialità di seguito elencate rivolgendosi direttamente alle agenzie didattiche convenzionate con lo Iarr e che rispondono al disciplinare dalla stessa stabilito:

  • coste marittime;
  • piscine;
  • barche e yacht;
  • fiumi e laghi;
  • jet ski;
  • life support.

Pertanto, in base alla specializzazione acquisita dallo studente secondo il programma stabilito dalle singole agenzie didattiche e approvato dal comitato scientifico Cifapps-Iarr, completate con successo le due sessioni e la discussione di una tesi, verrà rilasciato un attestato di partecipazione che conterrà la dicitura “speciality” e si aggiungerà la dicitura “lasic” oppure “advanced” in base alla tipologia del corso.

Oltre che a tutti gli operatori sanitari, il corso è indirizzato a tutti coloro che a vario titolo svolgono il ruolo di soccorritore professionale nel sistema organizzato di gestione della sicurezza e primo soccorso in ambito acquatico. Spiega infatti il presidente dello Iarr Luca Francesca: «Il corso si propone di formare professionisti con abilità nella gestione dell’emergenza sanitaria in vari contesti acquatici. Per questo siamo convinti che incrementare con tali competenze le conoscenze dei professionisti che operano nelle strutture sanitarie e non possa rappresentare un alto valore aggiunto, specialmente in un paese come l’Italia con 8000 chilometri di coste marittime e i numerosi eventi alluvionali che ogni anno si presentano con regolare drammaticità causati da esondazioni di fiumi e bacini».

Il corso si sviluppa nell’arco di un semestre e gli argomenti sono suddivisi in nove moduli per 150 ore tra aula in presenza, e-learning in modalità asincrona e sincrona, ore di autostudio e di percorso di gruppo. L’inizio della prima edizione del corso è previsto per aprile 2022, e il programma affronterà i seguenti argomenti:

  • Statistiche sugli annegamenti nel mondo e in Italia
  • Cause degli annegamenti
  • Protocolli di previsione e prevenzione
  • Scenari operativi
  • Fluidodinamica sotto costa, oceanografica e fluviale
  • Caratteristiche dell’acqua: colorazione, temperatura, densità
  • Flora e fauna pericolosa del Mediterraneo, oceanica e fluviale
  • Postazione di primo soccorso e salvataggio
  • Strategie di sorveglianza
  • Comunicazioni radio, segnali, fischi, eccetera
  • Capacità di vigilanza, soglia d’attenzione, distrazioni, eccetera
  • Piani collettivi di sorveglianza
  • Servizi di assistenza a eventi sportivi e spettacoli (nuoto di fondo, regate, concerti, eccetera)
  • Protezione individuale del soccorritore
  • Attrezzature di salvataggio
  • Mezzi di salvataggio
  • Altre dotazioni (binocolo, megafono, saccalancio, eccetera)
  • Nuoto per salvamento
  • Ricerca e recupero
  • Dotazioni personali (maschera, aeratore, pinne, casco, muta, auto-gonfiabile, eccetera)
  • Soccorso a diportisti del sottocosta (surf, kitesurf, windsurf, eccetera)
  • Corde, nodi e imbrachi
  • Nozioni di autosoccorso in acqua
  • Scenari operativi e circostanze particolari
  • Programma di allenamento di un soccorritore
  • Figure previste dai corpi dello Stato
  • Dotazioni di una squadra di soccorso specializzata
  • Aerosoccorso
  • Fenomeni atmosferici
  • Leggi nazionali
  • Delibere regionali e ordinanze balneari
  • Responsabilità legali delle figure adibite al soccorso
  • Gestione emergenze sanitarie subacquee

Il corso “Water safety and rescue management” rappresenta una grande opportunità per tutti coloro che a vario titolo operano nel soccorso e salvataggio nei vari scenari dell’ambito acquatico, per arricchire il proprio bagaglio tecnico, di esperienza e di opportunità professionale nel mondo del lavoro, fregiandosi del prezioso attestato rilasciato dal Centro interdipartimentale per la ricerca e la formazione dell’Università di Tor Vergata e dall’Italian academy of rescue and resuscitation, insieme alle didattiche selezionate che saranno parte integrante di questo innovativo progetto formativo. Per maggiori informazioni sul corso, consultare il sito www.iarr.it.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Mazzei

Dottore in scienze dell'educazione e della formazione, è il fondatore di Salvamento Academy, azienda specializzata in corsi di alta formazione di primo soccorso e fornitura di kit per l'emergenza.
  1. Sante Dall’Asta says:

    A rimini abbiamo dei bagnini fantastici con ventennale esperienza che faticano a sbarcare il lunario con quanto percepiscono nei mesi estivi . Potete utilizzarli per i vostri corsi come professionisti educatori ?

    • Stefano Mazzei says:

      Gentilissimo Sante,
      certo sapere che un lavoratore seppur stagionale, con venti anni di esperienza alle saplle, fa ancora fatica a sbarcare il lunario è abbastanza demoraralizzante. Comunque, chi è interessato ed possiede le qualifiche per il ruolo di docente, può proporre la propria candidatura inviando il suo CV alla IARR (www.iarr.it)

    • Stefano Mazzei says:

      Gentile Pierpiero,
      comprendo lo sfogo e in parte lo condivido, ma qui la legge non c’entra, anche perchè i diritti e i doveri del Bagnino sono molto chiari, magari andrebbero fatti applicare. Questo progetto è proprio per cercare di fornire uno strumento in più per fare leva sul datore di lavoro, dimostrando allo stesso, la propria professionalità con certificati rilasciati da enti autorevoli che attestato la continua formazione e aggiornamento. Non nascondiamoci sul fatto che molti bagnini, non hanno la minima idea di come si somministra l’ossigeno e non solo. Affermo ciò, perchè anni fa condussi un’indagine sul campo, il cui tragico e scontato risultato è disponibile qui: https://www.bagnini.org/it/news_sezione/sondaggio.php . Senza fare di tutta l’erba un fascio, perchè per fortuna esistono eccellenti docenti, straordinari operatori del salvaggio e imprenditori responsabili, ciò che intendo dire è che in teoria quando un datore di lavoro deve assumere qualcuno, dovrebbe basarsi principalmente (verificando) sulle competenze possedute. Sono quest’ultime poi quelle che dovrebbero “definire” il livello di compenso. Non si può pretendere la busta paga di un ingegnere, se non si è capaci di avvitare un bullone e si possiede l’attestato di terza media acquisito vent’anni fa. Purtroppo il bagnino è anche penalizzato dalla stagionalità sempre più corta che si unisce alla scarsa considerazione della sua professione da parte di molti datori di lavoro, che lo considerano più come un operaio addetto alla gestione della spiaggia e questo certo non lo invita ad investire nella formazione. Il punto cruciale è che manca una generale sana e seria cultura della sicurezza, partendo da chi fa la formazione (Istruttore), proseguendo da chi dovrebbe mantenersi aggiornato nell’addestramento (Bagnino), andando avanti con chi lo assume (Datore di lavoro) e finendo con l’organo controllore (Capitaneria). Mi sono sempre domandato se il Bagnino non fosse una figura obbligatoria, quanti ne vedremo sulla spiagge e nelle piscine?

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