Attualità

Multe Ue in arrivo per l’Italia: scarichi in mare non a norma

Gli impianti fognari della nostra penisola non rispettano una direttiva del 1991, con gravi danni anche per il turismo balneare. Ma il 2017 potrebbe essere l'anno della resa dei conti con Bruxelles.

Il 2017 potrebbe essere l’anno di una nuova, pesantissima causa tra l’Italia e l’Unione europea che riguarda anche le località costiere. Lo afferma l’Ansa, risollevando l’annosa criticità degli impianti fognari irregolari che riguardano quasi mille località della nostra penisola, con gravi ripercussioni per l’ambiente, la salute umana e il turismo balneare.

Il problema riguarda ogni tipo di città, dalle più note mete turistiche come la riviera romagnola e la Versilia alle grandi metropoli urbane: gli impianti fognari italiani non rispettano le norme europee fissate dalla direttiva sulle acque reflue che risale al lontano 1991. Una situazione già da tempo sotto osservazione da parte della Commissione Ue, ma che il prossimo anno, secondo le autorevoli informazioni raccolte dall’Ansa a Bruxelles, rischia di provocare un rinvio davanti alla Corte di giustizia europea e a salatissime multe.

Sicilia, Calabria, Campania e Lombardia sono le regioni in cui il problema è più concentrato (insieme contano i due terzi dei siti fognari non a norma), ma le infrazioni sono frequenti in tutta Italia tranne che in Molise, unica regione al momento senza procedure di infrazione, ma solo perché scarica le sue acque reflue nelle regioni confinanti.

Su Mondo Balneare lo avevamo già sottolineato lo scorso giugno (vedi “L’Italia del turismo dove si scaricano le feci in mare“): il problema è particolarmente preoccupante per l’economia turistica balneare. Purtroppo, infatti, sono frequenti durante l’estate i divieti di balneazione dovuti all’apertura degli scarichi che talvolta fanno innalzare i livelli di escherichia coli sopra i limiti fissati dalla legge. Non certo un bella immagine per il nostro paese costiero, soprattutto perché i turisti sono sempre più consapevoli dei veri motivi che portano le amministrazioni comunali a vietare di tuffarsi in mare. E così, al danno provocato per la mancanza della principale fonte di divertimento per chi trascorre le vacanze in spiaggia, si aggiunge una certa repulsione in chi scopre il motivo del divieto.

Le amministrazioni comunali, nelle loro ordinanze, non sono sempre trasparenti sulle vere ragioni dei divieti di balneazione proprio per evitare danni d’immagine, ma il problema degli scarichi fognari inadeguati è sempre più discusso e un rinvio in Corte di giustizia europea potrebbe far esplodere mediaticamente il caso, provocando gravissimi ripercussioni nell’economia turistica, con interi flussi di persone che potrebbero rifiutarsi di trascorrere ancora le vacanze in famose località dove il mare accoglie scarichi non abbastanza depurati.

Al momento sono pochissime le amministrazioni che stanno adeguando i loro impianti (virtuoso a nostro parere è l’esempio di Rimini, dove dal 2013 il sindaco Andrea Gnassi sta lavorando a un grande sistema di depurazione che sarà terminato nel 2020, grazie a un investimento di 154 milioni di euro per superare completamente gli attuali 11 scarichi a mare), e certo nel 2017 sarà impossibile che tutto il paese sia messo a norma: i costi sono ingenti e il ritardo è di ben 25 anni, ma a quanto pare nessun governo si è interessato a un problema che riguarda gli esseri umani, l’ambiente e l’economia.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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