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Morganti: ‘La procedura d’infrazione è una bufala colossale’

L'eurodeputato Eld: 'Abbiamo 99 procedure di infrazione aperte, e l'Italia non ha mai pagato un euro. La ragioneria di Stato ha sbagliato, perché la proroga di cinque anni non comporterà un'infrazione automatica'

ROMA, 06 dic (Agenparl) – «La notizia che la proroga di cinque anni delle concessioni demaniali marittime, approvata martedì in Senato, comporterebbe l’immediata sanzione da parte dell’Europa è una bufala colossale». L’eurodeputato toscano Claudio Morganti (nella foto) ha commentato così la notizia, apparsa sulla stampa nazionale, secondo cui la proroga di cinque anni delle concessioni demaniali marittime potrebbe comportare l’apertura di una procedura d’infrazione a carico del nostro Paese.

È stata proprio la Ragioneria di Stato a diffondere una nota in cui, oltre a ribadire la contrarietà del governo alla mini proroga, ha citato l’apertura di una procedura d’infrazione qualora le concessioni dovessero essere posticipate dal 2015 al 2020. Secondo quanto riportato nella nota, “la nuova procedura d’infrazione comporta il pagamento di una somma compresa tra 10.880 e 652.800 euro al giorno, per ogni giorno di ritardo successivo alla pronuncia della sentenza di prima istanza della Corte di giustizia Ue, e una somma forfettaria pari a 8.854.000 euro”.

«Aver divulgato la notizia immediatamente dopo l’approvazione della proroga – ha sottolineato Morganti – fa pensare a quanto il governo ci tenga a difendere la categoria dei balneari, nei confronti della quale mi sembra ci sia un accanimento. Ci tengo a precisare, inoltre, che sono ben 99 le procedure d’infrazione ancora aperte a carico dell’Italia, e che la più vecchia risale addirittura al 1992. Io stesso l’anno scorso mi ero rivolto alla Commissione europea perché facesse luce sulle oltre 130 procedure d’infrazione aperte, all’epoca, nei confronti dell’Italia e su tutte quelle a cui sono sottoposti gli altri Stati membri. Dalla tabella inviatami dall’esecutivo Ue, risultava che il nostro Paese non aveva mai pagato un euro. Chi parla di sentenza immediata non conosce, o finge di ignorare, il lungo iter delle procedure d’infrazione che può richiedere anche molti anni. Quindi, mi auguro che i parlamentari italiani non si spaventino di fronte a queste falsità, ma vadano avanti a difendere gli interessi dei balneari, spingendo il governo a trattare quanto prima con la Commissione Ue. Tra l’altro, bisogna ricordare che lo stesso esecutivo di Bruxelles si è sempre dichiarato disposto a valutare una proroga all’applicazione della direttiva Servizi, per un periodo anche superiore rispetto a quello che ci è stato concesso».

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