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‘Liguria, impossibile prorogare le concessioni’

Un'analisi tecnico-giuridica del consulente demaniale Angelo Siclari smonta la speranza messa in campo dalla recente proposta di legge in consiglio regionale

di Angelo Siclari

In merito all’articolo apparso ieri sulla modifica all’attuale Legge Regionale 13/99 per prorogare le concessioni demaniali (vedi notizia), devo dire che trovo particolarmente interessante e utile per le aziende nautiche e balneari l’iniziativa dei proponenti consiglieri regionali. Credo però, purtroppo, che tale proposta non possa essere convertita in legge per una serie di motivi giuridico-amministrativi.

Non dimentichiamo, infatti, che in questo momento ci troviamo a battagliare contro l’incognita dell’applicazione della direttiva Bolkestein. Stante così le cose, infatti, ad oggi si dovrà andare all’evidenza pubblica a partire dal 1° gennaio 2016. Altro elemento che potrebbe rendere inapplicabile tale proposta di Legge Regionale è il fatto che le Regioni dovranno attenersi ai periodi concessori stabiliti dalla Comunità Europea e dallo Stato membro, che ad oggi non sono ancora chiariti. Le Regioni non hanno competenza in tal senso.

Attualmente la vigente normativa nazionale prevede la proroga “in automatico”, come disposto dal c.d. decreto milleproroghe del 2010 che ha portato la scadenza delle concessioni fino al 31 dicembre 2015. Vi è molta giurisprudenza al riguardo, come ad esempio la sentenza del Tar Salerno (27.9.2011, n.1582) sulla compatibilità comunitaria della proroga ex lege delle concessioni demaniali marittime al 31 dicembre 2015.

Quanto al fatto che i concessionari potranno, in caso di mareggiate o eventi atmosferici eccezionali che provochino danni agli stabilimenti, ai beni demaniali e alle relative pertinenze incamerate, eseguire a loro cure e spese tutti i lavori necessari al ripristino delle strutture e a protezione degli arenili, essi lo fanno già in quanto obbligo del concessionario stesso.

Credo pertanto e purtroppo che le concessioni in essere non potranno essere prorogate in alcuna misura, tanto meno proporzionale all’investimento effettuato, proprio per i motivi tecnico-giuridici sopra richiamati, anche se ne va certamente apprezzato l’impegno e la buona volontà dei proponenti la proposta di legge in questione.

A conferma di quanto sopra esposto, il governatore della Regione Marche Gian Mario Spacca ha dichiarato, in un suo recente intervento alla manifestazione degli operatori balneari a Roma: «La Regione Marche aveva già approvato nel 2010 una legge per il rinnovo delle concessioni balneari in correlazione agli investimenti realizzati dalle micro e piccole imprese familiari che operano nel settore. Si tratta di un sistema particolarmente rilevante per l’economia regionale, che dà lavoro a circa 10mila persone soprattutto nel periodo estivo. La legge regionale è stata impugnata dal Governo e dichiarata incostituzionale dalla Consulta perché questa materia è di competenza esclusiva dello Stato».

Angelo Siclari (presidente Associazione Concessionari Ormeggi Liguria)

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