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Licordari-Gasparri: ‘Emergenza maltempo, in arrivo soluzioni’

Il presidente di Assobalneari-Confindustria ha chiesto una revisione degli studi di settore e della Tari. Senato in mobilitazione per individuare una soluzione.

di Alex Giuzio

Terminato il Ferragosto, e dunque il pieno di una stagione estiva caratterizzata dalle nuvole, gli imprenditori balneari continuano a invocare soluzioni per attenuare i danni del maltempo che ha determinato un calo di presenze del 45% tra giugno, luglio e agosto, per un mancato incasso di 500 milioni di euro. Ma sembra che alcuni appelli abbiano ottenuto l’effetto sperato: la scorsa settimana, il presidente di Assobalneari-Confindustria Fabrizio Licordari ha inviato una lettera al senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia) per fargli presente il problema, e sembra che grazie a questa lettera il parlamento si sia mobilitato per rimediare allo stato di crisi del settore: Gasparri ha infatti girato l’appello al premier Renzi, invitando il governo ad attivarsi al più presto, soprattutto per revisionare gli studi di settore e la Tari.

«Viste le preoccupanti stime e il notevole danno economico che le avverse condizioni meteo hanno provocato – spiega il presidente di Assobalneari – ho scritto lo scorso 20 agosto una nota al vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, che ha sempre seguito il nostro comparto con attenzione, per invitarlo a intraprendere le iniziative più opportune, anche nei confronti dell’esecutivo. Non appena sarò in possesso degli effetti della suddetta nota, sarà mia cura darvene tempestiva comunicazione».

Questo il testo della lettera:

Preg.issimo Presidente,

Mi rivolgo a Te quale Vice Presidente del Senato, altissima carica istituzionale, per sottoporre alla Tua attenzione la gravosa situazione che ha colpito il comparto turistico balneare nazionale. Oltre alle questioni relative alla Direttiva Servizi della Comunità Europea, che ti vedono in prima fila al nostro fianco per trovare una soluzione che possa ridare fiducia e certezze al nostro settore, oggi ci troviamo ad affrontare anche, nostro malgrado, l’emergenza maltempo.

Quanto avvenuto sulla costa ligure in queste ultime ore, con gravissimi danni alle strutture turistiche, è il picco di una stagione che, oltre ad essere influenzata negativamente dalla crisi economica, è stata caratterizzata da un perdurante maltempo che ha danneggiato irrimediabilmente l’andamento economico della stagione estiva 2014. Non mi voglio dilungare sui dati giornalieri delle condizioni meteo, ma basti pensare che nel mese di giugno, su 5 weekend 4 sono stati di maltempo, e a luglio 3 weekend su 4 sono stati caratterizzati da piogge, vento e diminuzione della temperatura su tutta la nostra penisola e così anche nelle giornate infrasettimanali. Speravamo almeno in un miglioramento ad agosto, ma ciò non si è verificato. Anzi, spiagge semideserte e ombrelloni chiusi è quanto si è visto sia sul Tirreno che sull’Adriatico e sullo Ionio.

Come puoi ben comprendere, a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli, la presenza dei frequentatori dei nostri litorali è fortemente diminuita, provocando una notevole diminuzione degli incassi delle 30.000 imprese balneari italiane per svariati milioni di euro sia per quel che riguarda i servizi di spiaggia, sia per quel che riguarda le attività accessorie di somministrazione (bar e ristorazione).

Nonostante i nostri sforzi per la diminuzione delle spese, necessaria in questa situazione, dobbiamo oggi concentrarci sugli adempimenti fiscali della gestione aziendale. Voglio richiamare la Tua attenzione perciò sugli aspetti relativi:

  • agli studi di settore che oggi non considerano né il parametro climatico, né quello della qualità ambientale
  • alla Tari (tassa sui rifiuti) per una applicazione delle tariffe in base ai giorni in cui realmente sono stati prodotti i rifiuti

Ritengo necessario che venga inserito nel nuovo studio di settore riguardante gli stabilimenti balneari, denominato WG60U, il parametro relativo alle condizioni metereologiche effettive con particolare attenzione alle giornate di maltempo desumibili da bollettini metereologici ufficiali. Infatti non è pensabile di poter essere considerati non congrui se, ad esempio, in una stagione come quella che sta trascorrendo, le giornate di maltempo sono predominanti su quelle soleggiate.

Altro elemento da inserire è quello relativo alla qualità delle acque di balneazione. Infatti, come le condizioni meteo avverse, un divieto di balneazione in una località balneare rappresenterebbe impietosamente la fine della stagione balneare nel comprensorio che vede applicato questo provvedimento (l’esempio di quanto avvenuto in questi giorni a Viareggio è l’esempio più eclatante).

L’altro aspetto è quello relativo alla Tari, che in molti Comuni costieri viene applicata in modo inadeguato. Oggi, più che mai, le tariffe dovrebbero essere applicate per i soli giorni di effettiva produzione dei rifiuti, che nel caso di maltempo sono inesistenti o comunque di molto ridotti rispetto alle giornate di buon tempo, con la normale affluenza di bagnanti. Ma la tariffa dovrebbe riguardare anche le sole porzioni di arenile effettivamente occupate da ombrelloni e/o tende e non indiscriminatamente tutta l’area in concessione, in applicazione del principio comunitario “chi inquina paga”.

Sono certo che queste nostre considerazioni saranno motivo di una Tua attenta valutazione per una efficace azione nei confronti del Governo, al quale richiediamo una particolare attenzione su un settore produttivo di primaria importanza per l’economia del Paese che versa in una situazione di manifesta difficoltà, sia a seguito di norme europee che oggi del maltempo.

Con viva cordialità, Fabrizio Licordari

Il senatore Gasparri ha inoltrato oggi stesso le richieste di Licordari al premier Renzi, invitandolo a risolvere la preoccupante situazione: «Quanto avvenuto sulle nostre coste – scrive Gasparri – con gravissimi danni alle strutture turistiche, è il picco di una stagione caratterizzata da un perdurante maltempo. Voglio richiamare la sua attenzione sugli aspetti relativi alla durata delle licenze stagionali, da prolungare di 30 o 60 giorni; agli studi di settore che oggi non considerano né il parametro climatico, né quello della qualità ambientale; alla Tari, per una applicazione delle tariffe in base ai giorni in cui realmente sono stati prodotti i rifiuti. Sono certo che queste ragionevoli considerazioni saranno motivo di una sua attenta valutazione per un’efficace azione nei confronti del governo, al quale richiediamo una particolare attenzione per un settore produttivo di primaria importanza per l’economia del paese».

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