Sicurezza

Lecce, droni e sensori per prevenire allagamenti sul litorale

Lanciato il progetto speciale per tutelare il delicato equilibrio costiero della località salentina

Il Comune di Lecce tutela l’ambiente costiero con la tecnologia. L’amministrazione ha infatti lanciato un progetto speciale per il contrasto al rischio idrogeologico, cofinanziato dalla Regione Puglia attraverso fondi strutturali europei, che consiste nell’utilizzo di droni e sensori fotografici per rilevare gli allagamenti nelle zone a rischio, inviando messaggi di allerta alla protezione civile locale.

Il litorale di Lecce, com’è noto, è molto delicato e vulnerabile agli effetti del riscaldamento globale, a causa della presenza di numerosi canali, bacini idrici e aree umide che risentono degli effetti delle piogge e spesso provocano gravi allagamenti sulle strade e negli edifici. Per questo il Comune di Lecce, in controtendenza rispetto agli anni passai in cui è mancata un’adeguata pianificazione urbanistica, ha messo a punto il progetto concentrandolo nella zona tra le marine di Torre Chianca e Torre Rinalda, ritenute le più delicate dagli studi specialistici.

«Il rischio – spiega l’assessore all’urbanistica Rita Miglietta – è legato alla particolare struttura idrogeomorfologica del territorio e all’assenza di adeguati margini tra canali, zone umide ed edifici, una mancanza che provoca il rischio di allagamenti: dove ci sono strade e residenze che hanno occupato impropriamente il paesaggio, oppure impermeabilizzato fortemente il suolo, l’acqua non ha adeguati spazi per defluire e drenare in presenza di piogge molto intense, che peraltro fanno anche alzare il livello medio dell’acqua dei canali e dei bacini».

Oltre alla strumentazione di rilevazione in loco nei punti critici, il progetto del Comune di Lecce prevede hardware e software per il monitoraggio visivo da remoto, consentendo agli uffici di intercettare e localizzare esattamente le situazioni preoccupanti e allertare la protezione civile a intervenire e segnalare il rischio allagamenti. In particolare, al momento l’iniziativa prevede un sistema integrato di rilevazione, segnalazione tempestiva e monitoraggio da remoto di un punto critico, gli strumenti tecnici per realizzarlo, un sistema informativo territoriale a supporto del piano di emergenza comunale e infine un modulo software per la divulgazione dei contenuti alla cittadinanza.

«A partire dall’erogazione del finanziamento da parte della Regione – aggiunge Miglietta – il cronoprogramma prevede che dopo 150 giorni possano partire le attività: sarà un’opportunità importante non solo per intervenire nelle condizioni di rischio, ma anche per facilitare l’avvio di un cambiamento culturale collettivo netto, a favore di una maggiore consapevolezza e percezione della necessità di rispettare il paesaggio e la natura».

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