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Lecce, balneari in protesta: “Sindaco estenda concessioni al 2033”

Della Valle (Fid): "Imprenditori onesti spogliati della propria dignità"

«Ancora una volta l’amministrazione Salvemini si mostra riluttante nei confronti degli imprenditori demaniali di Lecce: nel corso del consiglio comunale di ieri, la discussione sulle proroghe alle concessioni fino al 2033 ha continuato ad avere esito negativo, nonostante ci sia una chiara legge statale a favore, che dovrebbe essere rispettata». Lo afferma Mauro Della Valle, presidente della Federazione imprese demaniali aderente a Oasi-Confartigianato.

A spiegare l’accaduto è il consigliere d’opposizione Gianmaria Greco: «Bocciando la mozione consiliare presentata dal mio gruppo per la revoca della deliberazione n. 342 dell’11 novembre 2020 e la formulazione di un indirizzo per procedere alla concessione delle richieste di proroga per le concessioni demaniali, in applicazione a quanto stabilito dalla legge, il consiglio comunale ha perso una buona occasione per ristabilire il naturale ordine delle cose. La decisione di prevedere una proroga tecnica triennale, che non trova alcuna applicazione normativa, unitamente alle undici sentenze del Tar Lecce sfavorevoli all’amministrazione, sono indicatori evidenti dello stato confusionale con il quale l’esecutivo ha deciso di affrontare la questione».

Attacca ancora Della Valle: «Il sindaco Salvemini cerca in ogni modo di ostacolare l’onesta attività di chi per anni ha gestito e portato avanti il proprio lido con sudore e sacrificio. Il motivo addotto ieri dal primo cittadino risiederebbe nell’indisponibilità del dirigente dell’ufficio demanio a prorogare per 12 anni, scegliendo così una via di mezzo (che tanto mediana non è): una proroga tecnica di soli tre anni. È inevitabile che l’amara reazione dei balneari non abbia tardato a farsi sentire anche ora: una categoria già appesantita dall’emergenza pandemica, e che ora si ritrova l’ennesima porta chiusa in faccia dalla casa comunale di Lecce, come può non sentirsi spogliata della propria dignità?».

Queste sono le risposte dei tesserati, riferite dalla Federazione imprese demaniali: «È un controsenso: il Tar ci ha dato ragione mentre il dirigente risulta indisponibile. È evidente che il sindaco non abbia idea di cosa significhi per noi rinunciare ai propri soldi, che servono per i nostri figli, specialmente in questo periodo di crisi e di chiusure dovute al Covid, tanto lui ha utilizzato i fondi dei cittadini. Per anni, da piccolo imprenditore balneare, ho sacrificato la mia vita e quella dei miei figli per mandare avanti l’attività e ora dovrei rinunciare a quanto ho costruito, dando le chiavi alle multinazionali? E che fine fa il mio avviamento? Ho preso un lembo di sabbia abbandonato, l’ho reso accessibile a tutti, l’ho attrezzato per i disabili. L’imprenditore che voglia subentrarmi, mettendosi in gioco, mi deve dare il valore di ciò che ho realizzato in tutti questi anni! Stiamo subendo un’ingiustizia. La decisione del consiglio comunale è oltraggiosa e irrispettosa della nostra categoria».

Tra gli aderenti alla Federazione imprese demaniali ci sarebbe già chi sta pensando di organizzare una manifestazione di protesta, per far arrivare più forte e chiara la voce a Salvemini.

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Oasi Italia è una federazione nazionale che rappresenta le imprese demaniali marittime, con sedi in tutte le regioni costiere italiane.
  1. Tutela imprese says:

    Parole sante che esprimono dignità , frustrazione e angoscia per una situazione che dovrebbe essere così chiara. Le imprese non possono essere buttate fuori. È una questione di buon senso e di logica , chiara la paura del funzionario che vuole aspettare come si definiscono le cose in Europa, la paura di un ipotetico risarcimento per mancata applicazione della normativa europea blocca tutto. Il problema è proprio quello ci vuole un decreto attuativo che ripari questa gente che ha il posto fissò da ripercussioni , c’è il rischio che si vada avanti per anni con proroghe tecniche se non si arriva a patti con l’Europa.

  2. Egregio Sindaco, egregio dirigente ufficio demanio, egregio Mr Molendini, mi piacerebbe sapere se siete a conoscenza della storia dei concessionari demaniali italiani sin dall’origine, quelli che qualcuno definisce “lobby”, (sic!) se siete a conoscenza della storia del turismo in Italia, di quanti pezzi di litorali abbandonati che nessuno voleva, sono stati rivalutati grazie agli enormi sacrifici di tantissime famiglie italiane, che adesso e solo adesso, più di qualcuno vorrebbe accaparrarsi nonostante le leggi dello Stato Italiano lo impediscono (la direttiva europea non è legge esecutiva, come afferma in diverse sentenze non solo il TAR di Lecce, è solo un pretesto per una incomprensibile guerra contro i balneari) ed anche se fosse stata legge, voi avreste dovuto combatterla, non solo per difendere i concessionari, ma tutto il Paese. Inoltre, non si comprende come mai, in tutta Italia, la stragrande maggioranza delle concessioni sono state rinnovate sino al 2033 rispettando leggi, anche riconfermate dallo Stato Italiano e una minoranza, concentrata in questo sud sempre più malandato, si oppone! Perché?!
    Davvero una “storia” a dir poco vergognosa!!!

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