Le più celebri località balneari italiane sono pronte a compiere un passo decisivo verso un riconoscimento istituzionale del loro ruolo economico e turistico. 24 destinazioni sono infatti al centro di una proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati per diventare ufficialmente “Comunità Marine”. L’iniziativa nasce dopo sei anni di lavoro del network G20Spiagge e mira a riconoscere lo status speciale delle città costiere e lacustri che registrano flussi turistici particolarmente elevati, fornendo strumenti e risorse adeguate per gestire una domanda in costante crescita.
Le destinazioni interessate rappresentano complessivamente oltre 55 milioni di presenze turistiche l’anno, pari a circa il 12% del totale nazionale. Le città coinvolte sono Arzachena, Bibbona, Caorle, Castagneto Carducci, Castiglione della Pescaia, Cattolica, Cavallino-Treporti, Chioggia, Comacchio, Grado, Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Piombino, Rosolina, San Michele al Tagliamento, San Vincenzo, Senigallia, Taormina, Vieste. Si tratta di località che, pur avendo dimensioni amministrative spesso contenute, gestiscono durante la stagione estiva flussi turistici paragonabili a quelli delle grandi città.
Cosa prevede la proposta di legge sulle Comunità Marine
Se approvata, la legge introdurrà un quadro normativo specifico per le città costiere ad alta intensità turistica, con strumenti più adeguati per affrontare le criticità legate ai grandi flussi stagionali. Tra gli obiettivi principali della proposta figurano regole più chiare per la gestione dei flussi turistici, maggiore capacità di programmazione dei servizi pubblici, risorse dedicate per infrastrutture e sicurezza, strumenti per migliorare la qualità della vita dei residenti, maggiore sostenibilità dei territori costieri.
L’iniziativa punta anche a rafforzare la competitività del turismo italiano nel mercato internazionale, riconoscendo il ruolo strategico delle località balneari come motore economico del Paese. Se l’iter parlamentare procederà rapidamente, la nascita delle Comunità Marine potrebbe segnare una nuova fase per il turismo costiero italiano, con effetti diretti sulla gestione delle città balneari e sulla qualità dei servizi offerti a milioni di visitatori ogni anno.
I sindaci: “Serve un riconoscimento per gestire flussi sempre più complessi”
I sindaci delle città coinvolte si sono dati appuntamento a Roma per seguire l’avvio dell’iter legislativo e sostenere l’approvazione della proposta. “Siamo fiduciosi che la proposta possa essere discussa a breve e sostenuta da tutte le forze politiche, perché riguarda le esigenze di ogni città di mare”, ha dichiarato Christofer De Zotti, sindaco di Jesolo. Per Elena Nappi, sindaca di Castiglione della Pescaia, la proposta rappresenta “un risultato ottenuto grazie al lavoro serio e trasversale del G20Spiagge, di cui siamo fondatori”. Anche Daniela Angelini, sindaca di Riccione, ha evidenziato l’importanza del momento: “Per la prima volta si intravede la possibilità concreta di ottenere tale riconoscimento”.
Il progetto è stato sintetizzato da Roberta Nesto, sindaca di Cavallino-Treporti e coordinatrice nazionale del network G20Spiagge: “Le nostre località sono veri presidi economici. Con la legge sulle Comunità Marine potremo governare meglio le risorse e rendere più sostenibile la vita dei nostri cittadini e dei nostri territori”.
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