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Le cinque proposte Itb per salvare le imprese balneari

Sdemanializzazione, deroga direttiva servizi, sistema autorizzatorio, concessione di beni, aumento delle concessioni nelle spiagge libere: la sintesi del documento ufficiale

Ecco il documento definitivo realizzato da Itb Italia con l’importante collaborazione di amici e consulenti e legali che hanno lavorato al fine di realizzare cinque proposte per abbattere il ciclone Bolkestein. I punti sono stati elaborati dalla collaborazione tra il presidente Itb Giuseppe Ricci, l’onorevole Abrignani, l’onorevole Ciccanti, il delegato nazionale Anci Monticelli, gli avvocati Laila Di Carlo, Domenico Ricci e Chiara Consani, l’architetto Domenico D’Arienzo, Antonio Smeragliuolo. Senza dimenticare l’apporto importante di Giovanni Botta, presidente del Comitato Balneari Liguria. Di seguito la sintesi dei cinque punti principali. Per leggere il documento integrale, clicca qui.

Le cinque esclusioni

1) Una volta che lo Stato Italiano, nelle more del tempo stabilito dalla Legge Comunitaria 2010 (art. 11, legge 217/2011), avrà riconosciuto le concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative, lacuali e fluviali come concessioni di beni – quindi non rientranti nella disciplina della direttiva servizi 2006/123/CE -, ristabilendo l’art 37 secondo comma, secondo periodo, e l’art 10 Legge 88/2001.

2) Oppure considerando con la diligenza del buon padre di famiglia che la politica non riesca, per ragioni di rapporti internazionali, a risolvere la problematica delle concessioni demaniali marittime turistico-ricreative, lacuali e fluviali in tempi così drammaticamente brevi, si chiede di essere inseriti come le altre figure professionali nel Decreto Legislativo n. 59 del 26 marzo 2010, “Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile 2010 – Suppl. Ordinario n. 75, tra le esclusioni (art. 2 e seguenti regimi di esclusioni). Al fine di salvaguardare gli attuali concessionari di beni demaniali marittimi italiani, si escludono dall’applicazione della Direttiva 2006/123/CE, inserendole all’art 2 del DLGS 59/2010, le concessioni di beni demaniali marittimi turistico-ricreativi, trattandosi di attività connesse con l’esercizio di pubblici poteri, considerato che le stesse implicano una partecipazione diretta e specifica all’esercizio del potere pubblico e alle funzioni che hanno per oggetto la salvaguardia degli interessi generali dello Stato e delle altre collettività pubbliche.

3) Oppure, istituiti come regimi autorizzatori (art. 14 DGSL 59/2010), richiamando l’art 11 della Direttiva 2006/123/CE. Stante la realtà peninsulare della nostra nazione, con vaste porzioni di essa libere per nuovi insediamenti produttivi. Tale realtà non giustifica la demanialità come bene limitato ma disponibile, la domanda è di molto inferiore all’offerta potenziale del bene. Inoltre tale realtà geomorfologica dell’Italia non ricade nel dettato dell’art 16 del Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n.59 : “Nelle ipotesi in cui il numero di titoli autorizzatori disponibili per una determinata attività di servizi sia limitato per ragioni correlate alla scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche disponibili, le autorità competenti applicano una procedura di selezione tra i candidati potenziali ed assicurano la predeterminazione e la pubblicazione, nelle forme previste dai propri ordinamenti, dei criteri e delle modalità atti ad assicurarne l’imparzialità, cui le stesse devono attenersi”. Fatti salvi gli attuali concessionari, per tutti gli altri tratti del demanio marittimo nazionale attualmente liberi e disponibili si potrà procedere alla loro assegnazione in linea con la Direttiva 006/123/CE, nel rispetto dei piani regolatori delle Amministrazioni, garantendo così il diritto di concorrenza, di libertà di stabilimento, la libertà di prestazione di servizi nell’UE, rafforzare i diritti del destinatario dei servizi in quanto utenti di tali servizi, promuovere la qualità dei servizi, stabilire una cooperazione amministrativa effettiva tra gli Stati membri.

4) Oppure: richiamando lo schema delle liberalizzazioni si auspica che seguendo quanto fatto per l’ambito delle farmacie vengano creati nuovi posti di lavoro consentendo l’apertura di nuovi stabilimenti balneari e attività lacuali e fluviali seguendo e rispettando i piani regolatori delle amministrazioni, lungo la costa italiana e non la sostituzione degli attuali concessionari con altre figure che sostituendosi de facto non creano nuovi posti di lavoro e non favoriscono la concorrenza, la difesa delle aziende, delle pmi e micro pmi e del “ made in italy”

5) Oppure: per la risoluzione dei vincoli delle aree demaniali alla direttiva 123/2006/CE, si potrebbe con specifica nuova normazione collegata, seguire l’iter amministrativo percorso già dal Comune di Termoli e sintetizzato nella recente delibera di giunta comunale n. 110 del 3 aprile 2012. In sintesi, utilizzando la legge 311/04 i Comuni possono acquistare le aree del demanio sulle quali insistano opere edili che hanno cambiato l’aspetto morfologico dell’ambiente. Successivamente, con atto di convenzione, è realizzabile da parte dei Comuni attribuire i terreni acquistati agli attuali concessionari con il diritto di riscatto, mantenendo lo status quo.

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Itb Italia

Itb Italia è un'associazione nazionale di imprenditori del turismo balneare.
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