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‘La Bolkestein nuoce gravemente alla salute’

L'accorata lettera di Marcello Di Finizio, protagonista del gesto più estremo contro le aste. Che invita tutti a continuare la battaglia.

di Marcello Di Finizio*

Domenica 30 ottobre 2011, alle ore undici in piazza dell’Unità d’Italia a Trieste, avrà luogo un sit-in pacifico per comunicare con fermezza e a gran voce "No alle aste", affinché tutte le regioni e le città d’Italia prendano consapevolezza del grave problema che si è abbattuto su un settore importantissimo del nostro paese e su trentamila piccole aziende (perlopiù a conduzione familiare).

Il lavoro di una vita, spesso di generazioni, sta per essere dato in pasto alle multinazionali, alle corporazioni, alle lobby e alle mafie di tutto il mondo. Prendendo spunto da alcuni Comuni (vedi video sotto: "CilentoTV – Camerota: approvata dal Consiglio Comunale la mozione NO ALL’ASTA DELLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME"), chiediamo di estendere questa iniziativa anche alle regioni, affinché tutti – nessuno escluso – si prendano la propria responsabilità su quanto sta accadendo nel nostro paese per difendere a spada tratta le nostre aziende italiane, la nostra cultura, le nostre tradizioni e la nostra tipicità da questo mostruoso blob (la direttiva Bolkestein).

CilentoTV – Camerota: approvata dal Consiglio Comunale la mozione
NO ALL’ASTA DELLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME

Portate con voi magliette e pantaloni rossi per formare una grande scritta "NO ASTE" al centro della piazza! Centomila voti, oltre che far venire un gran mal di testa a qualche politico, faranno presto la differenza! Uno che di politica se ne intende, e che di politica ci ha campato per 60 anni, disse: "A pensar male si fa peccato, ma raramente si sbaglia”. Questa frase la disse Giulio Andreotti. Indubbiamente è un uomo politico molto controverso e discusso, e a molti sicuramente non piace… Ma questa frase, detta da lui, ha il suo peso. Se non altro, Andreotti, conosce bene i politici e i sindacalisti. Perciò, al di là dei grandi passi in avanti che si sono fatti con i nostri politici e i nostri sindacalisti, e al di là delle loro promesse di perseguire unitariamente, incondizionatamente e fermamente l’unico fine di uscire fuori da questo empasse stagnante che sta distruggendo la nostra categoria; se non riusciremo a intervenire sulla direttiva Bolkestein entro il 28 dicembre 2011, per noi sarà la fine e incomincerà l’era delle multinazionali che come un giantesco blob si fagociteranno le nostre piccole aziende, ma anche tutta l’Italia, e non ci lasceranno neppure le cipolle per piangere.

Siamo abbastanza contenti della manifestazione e delle conferenze di Rimini, che erano piene di buone intenzioni, ma al di là delle buone intenzioni (che sono apprezzabili e da sostenere sicuramente) e in considerazione della frase epica di Andreotti, invito tutti a non abbassare di un millimetro la guardia: c’è in gioco soltanto la nostra esistenza (scusate se é poco), e per chi non crede nella reincarnazione… essa è praticamente tutto. Perciò, vi invito ad attaccarvi al vostro telefono e al vostro pc, e a tirare giù i numeri di telefono delle segreterie di tutti i politici che ritenete opportuni. Non lasciatevi intimidire né scoraggiare, è chiaro che nella migliore delle ipotesi potete ottenere un “Vedrò cosa posso fare…”: so che non vale niente, ma non importa! Già dopo cento telefonate il “Vedrò cosa posso fare” diventa “E’ meglio che incomincio a fare qualcosa, altrimenti qui si mette male per me”. Non abbiate paura di parlare con i loro segretari, con i loro uscieri, con le loro donne delle pulizie, con gli autisti, con il parroco della chiesa locale, con il Vescovo, con il Papa… Ma parlate, telefonate, scrivete a tutti! Se é necessario, usate anche i piccioni viaggiatori e i segnali di fumo, qualsiasi cosa va bene, ma muovetevi! Vi stanno per rastrellare via tutto l’orto, non potete rimanere a guardare come fessi!

Avete a disposizione delle armi pacifiche ma micidiali: usatele! Non dico che dovete fare lo sciopero della fame come me; ma ognuno, nel suo piccolo, adesso deve fare la sua parte, nessuno escluso. La situazione è gravissima e nessuno si può risparmiare, siete tutti chiamati alle ‘armi’! Se domani vi porteranno via la vita non sarà per colpa dei sindacati, della mala politica, o del ‘mondo ladro’, ma sarà solo per colpa nostra! Partecipate a tutte le manifestazioni, ai cortei, alle assemblee… La violenza non serve, ma per l’amor di Dio, incazzatevi!

A tutti i balneari che sono intervenuti al Sun, e anche a quelli che per cause di forza maggiore non sono potuti essere presenti, ma che ci hanno sostenuto a distanza, rivolgo un grazie di cuore per quello che state facendo. Finalmente vi vedo uniti e compatti a perseguire tutti insieme un unico obiettivo, che é quello di dire: NO ALLE ASTE! Non me lo aspettavo proprio, sono rimasto davvero spiazzato dalla vostra partecipazione, dal vostro calore umano e dalle vostre parole, dopo tutta l’indifferenza e tutta la disumanizzazione a cui io ho assistito. Ma credo che piano piano stiamo assistendo e prendendo coscienza tutti quanti del rastrellamento totale di qualsiasi principio etico e morale, anche quello più basilare, e non sto parlando di quei principi che ci elevano al grado di santi, ma di quelli che ci fanno assomigliare semplicemente a degli esseri umani. Su questa giostra degli orrori, incontrare degli esseri umani – delle persone vere – è come un miraggio, è come vedere un beduino con una bottiglia d’acqua in mano dopo essere stati per 45 giorni nel deserto: non vorresti più chiudere gli occhi per paura che l’uomo con la bottiglia d’acqua scompaia, che sia solo, appunto, un miraggio, e così io fisso il pensiero sulle vostre facce e sulle vostre parole, e penso che non sia vero, che forse è solo un miraggio, ma voglio continuare a sperare, voglio continuare a lottare. Grazie davvero per quello che state facendo tutti!

Un grazie particolare va a Gianni Botta (Comitato Balneari Liguria), Luca Marini (Afib), Oreste Giannesi (Movimento Balneare), Nicoletta Vespa (La spiaggia si… cura), Emiliano Favilla (Comitato Salva Imprese), Fabrizio Maggiorelli (Bagno Arizona di Viareggio), Vicky Ratto (Bagno Vittoria), l’avvocato Laila Di Carlo per il suo prezioso supporto tecnico legale, Claudio Gaeta (Mare da vivere) e Fulvio Covalero, che stanno con grande attenzione seguendo giornalisticamente questa nostra battaglia, Rodolfo Martinelli (Bagno Aurora) per il suo calore e la sua passione. A tutte queste persone, che sono il cuore pulsante di questa nostra lotta, che hanno davvero speso anima e corpo per tutti noi, mando un ringraziamento e un saluto particolare, ma desidero salutare e ringraziare anche Giuseppe Bianchi (Bagno Elena), Francesconi (Bagno Milano), Marco Gerin (Bagno Vela), Edruzzi Luciano (Bagno Serena), Serena Colonnacchi (Bagno Delfino di Tirrenia), Pietro Guardi, Ale Stg, Mariolina Menicucci, Anna Acconci, Gaetano e Clementina Napoli, Andrea Favilla, il Bagno Federico Fellini, Burt Munro Ornum Trub, il Bagno Oliviero, Piero Bellandi, Nicola Zappelli, Sara del Bagno Tropicana, Gianluca Delbagnoimpero, il Bagno Sara, il Bagno Doge, Giuliana Grillotti, il Bagno Andrea Doria, Adalberto Sabbatini, i Bagni Alda, Alessandra Guidi, Bagno Hermitage, Arianna Catastini, Bagni Alberoni, Alessia Cepollina, Ultimaspiaggia Stabilimento Balneare, Biancamaria Tavola, Gerry Lucarini, Deri Patrizia, Andrea Farnesi, Maurizio Vespa, Alessandra Nardi, Giampaolo Gemignani, Tina Negro, Camilla Giusti, Carmelo Cusati, Cristina Ricci, Alessia Cepollina, Roberto Dell’amico, Il Cavallino Bianco Beach, Bagno Biancamano, Biancamaria Tavola, Fabrizio Camerlo, Chalet Cavalluccio Marino, Carlo Enrico Kykky Guardi, Luciano Stivanin. Chiedo scusa a tutti quelli che non ho citato, siete tantissimi e tutti importanti. E ringrazio anche tutte quelle gocce di questo mare infinito di balneari e concessionari demaniali, ma anche tutte le persone che di mestiere non fanno i balneari, ma sono state altrettanto attivamente e con sentita partecipazione vicine a me per difendere questa grave e intollerabile ingiustizia. E ringrazio anche tutte quelle persone che, purtroppo, non conosco, ma so che ci sono e che stanno facendo la loro parte in questa lotta, a tutti grazie.

* Marcello Di Finizio, nella foto sopra, da 49 giorni è in sciopero della fame contro la direttiva Bolkestein. Potete leggere la sua storia qui: www.mondobalneare.com/articoli/news.php

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