Per molti anni la progettazione degli stabilimenti balneari si è concentrata prevalentemente sugli aspetti funzionali e distributivi: disposizione degli ombrelloni, organizzazione dei servizi, percorsi e attrezzature. Oggi, invece, il progetto della spiaggia contemporanea richiede una visione più ampia, nella quale il paesaggio diventa parte integrante dell’architettura dello stabilimento. In questo contesto, la vegetazione non rappresenta più un semplice elemento decorativo, ma un vero e proprio strumento progettuale capace di influenzare comfort climatico, qualità percettiva e integrazione paesaggistica.
La spiaggia è un ambiente estremo, caratterizzato da forte irraggiamento solare, vento, salsedine e scarsità di acqua dolce. Progettare con la vegetazione in un contesto costiero significa quindi conoscere le dinamiche ambientali del luogo e selezionare specie in grado di adattarsi naturalmente a queste condizioni. Tamerici, graminacee costiere, agavi, lentischi e altre essenze mediterranee permettono di costruire paesaggi resilienti, coerenti con il contesto naturale e capaci di richiedere una manutenzione contenuta.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il ruolo della vegetazione nella costruzione del microclima dello stabilimento balneare. Alberature leggere, filtri vegetali e dune verdi contribuiscono a mitigare il calore, migliorare la ventilazione naturale e creare zone di comfort diffuse all’interno della spiaggia. In un ambiente fortemente esposto come quello balneare, anche pochi gradi di differenza nella percezione termica possono modificare in modo significativo la qualità dell’esperienza degli utenti.
La vegetazione può inoltre essere utilizzata per definire gli spazi in modo naturale e non invasivo. Filari verdi, dune vegetate o sistemi di piantumazione integrati nei percorsi consentono di separare aree funzionali, schermare spazi tecnici o accompagnare gli accessi senza interrompere la continuità visiva del paesaggio costiero. In questo senso, il verde sostituisce spesso elementi artificiali più rigidi, contribuendo a rendere lo stabilimento più armonico e permeabile.


Particolarmente interessante è il recupero del tema delle dune costiere, non solo come elemento paesaggistico ma anche come infrastruttura ecologica. Le dune rappresentano infatti sistemi naturali di protezione dal vento e dall’erosione, oltre a costituire habitat fondamentali per l’equilibrio ambientale delle coste. Integrare questi elementi all’interno del progetto dello stabilimento significa costruire un rapporto più evoluto tra attività balneare e ambiente naturale.

Dal punto di vista architettonico, la vegetazione contribuisce anche alla costruzione dell’identità dello stabilimento. Il disegno del paesaggio, la scelta delle essenze e il rapporto tra verde e strutture costruite diventano elementi riconoscibili, capaci di definire il carattere del luogo tanto quanto le architetture o gli arredi.

Negli stabilimenti balneari contemporanei, il progetto del paesaggio non può più essere considerato un elemento secondario o accessorio. Al contrario, rappresenta una delle componenti più importanti nella costruzione della qualità dello spazio e della sostenibilità dell’intervento. Oggi più che mai, progettare la spiaggia significa progettare il suo paesaggio.
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