Federbalneari Puglia

Della Valle: “I sindaci del Salento stanno uccidendo le imprese balneari”

Il presidente di Federbalneari Salento denuncia la mancata applicazione dell'estensione al 2033 da parte di molte amministrazioni comunali

«Nel Salento, in occasione delle elezioni regionali, stanno avvenendo tante passerelle politiche, scomodando illustri ministri; mentre le imprese balneari, volutamente dimenticate da sindaci e dirigenti, stanno per celebrare la loro “estrema unzione”». Lo denuncia di Mauro Della Valle, presidente di Federbalneari Salento, puntando il dito contro le amministrazioni comunali che non hanno ancora applicato l’estensione al 2033 delle concessioni degli stabilimenti balneari, lasciando centinaia di imprese con l’imminente scadenza del 31 dicembre 2020.

«Il virtuoso percorso di riordinare il demanio marittimo italiano intrapreso dal governo Conte, che ha confermato la legge 145/2018 dimostrando di voler stabilizzare il comparto turistico balneare italiano, viene tuttora umiliato da numerosi sindaci costieri salentini “disobbedienti” nell’applicare la conferma di ben due leggi dello Stato italiano», prosegue Della Valle. «È molto singolare che in Puglia tutte le provincie abbiano intrapreso il rilascio delle proroghe demaniali marittime, mentre nella provincia di Lecce, a parte Otranto, Gallipoli e Nardò, nessun Comune costiero abbia manifestato l’intenzione a prorogare le concessioni demaniali marittime vigenti».

«Sono rarissimi quei Comuni costieri che hanno approvato i piani costa, anche dopo mesi di commissariamento, dando prova dell’incapacità a pianificare secondo una legge obsoleta e impossibile da applicare sui territori», sottolinea il presidente di Federbalneari Salento. «Migliaia di euro e anni sprecati, senza aver prodotto un’importante analisi sul reale stato di salute della costa e delle spiagge pugliesi. Non solo: come Federbalneari denunciamo una sleale scorrettezza di trattamento verso quelle imprese balneari che, acquisito il titolo prorogato, partecipano ai vari bandi, e quelle imprese balneari che invece, non avendo la proroga, sono “invitate” dalle banche a rientrare dai mutui contratti in passato, e sono escluse dal partecipare ai bandi in quanto in scadenza di concessione».

Conclude Della Valle: «Quindi, chi ha più responsabilità? Un dirigente che formulando un bando di aiuti, con il requisito di almeno cinque anni di attività certa, non permette di partecipare a tutti gli aspiranti aventi diritto? Oppure un dirigente che dopo due leggi e tre circolari regionali non applica l’estensione al 2033? Nonostante gli sforzi del governo centrale e i tentativi regionali di dare una normale certezza temporale alle imprese balneari, a 100 giorni del “funerale” di 500 aziende familiari salentine, i sindaci costieri continuano a non decidere».

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Federbalneari Italia è un'associazione di categoria che riunisce le imprese del turismo balneare italiano. Aderisce al sistema Confimprese Italia - Confapi.
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    Claudio Galli says:

    Non sono i sindaci ad uccidere le imprese balneari: è il governo, che continua a scrivere decreti che nominano il 2033 senza considerare che le proroghe automatiche sono state dichiarate nulle dal Consiglio di Stato.

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