Attualità

I sindacati balneari chiedono il confronto con l’Europa

Sib, Fiba, Cna e Assobalneari tornano a invitare Gnudi a recarsi a Bruxelles, come hanno già fatto le Regioni. "Nel frattempo, una proroga di 30 anni sarebbe un ottimo viatico"

ROMA – Il governo, con il sostegno attivo delle Regioni e delle associazioni rappresentative del mondo del turismo balneare, avvii al più presto un confronto con l’Unione europea per la definitiva soluzione del problema delle concessioni demaniali marittime. La decisione, adottata ieri dalle commissioni demanio e turismo delle Regioni, che si sono dichiarate indisponibili ad alcun confronto con l’esecutivo su ipotesi di decreto, rappresenta un importante passo in avanti.

Questo affermano, in una nota congiunta, le associazioni nazionali Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna Balneatori e Assobalneari-Confindustria. Le quattro sigle associative, che rappresentano trentamila imprese turistiche italiane, tornano a chiedere – all’indomani della grande manifestazione nazionale tenuta a Bologna – una soluzione normativa definitiva, che tolga dall’incertezza gli operatori del settore, rilanci gli investimenti, salvaguardi un patrimonio di conoscenze, professionalità e qualità che costituisce un caso unico e una peculiarità a livello europeo.

La scelta europea non pregiudica tuttavia l’approvazione – da parte dei rami del parlamento – di emendamenti in grado di migliorare sensibilmente il testo del decreto all’esame di Camera e Senato (si chiama “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” e all’articolo 34 contiene soprattutto proroghe di termini relativi a diversi settori dell’economia): dunque, l’allungamento della durata dei titoli concessori deve rappresentare un utile viatico in vista del confronto con gli organismi comunitari, che resta l’appuntamento decisivo.

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