Attualità

Gnudi spezza le speranze dei balneari

Oggi la risposta alle Regioni: "Le concessioni vanno rinnovate ogni 6-20 anni"

di Alex Giuzio

Ieri gli assessori al turismo di tutte le Regioni costiere hanno deciso di chiedere al governo la deroga alla direttiva Bolkestein per gli stabilimenti balneari (vedi qui). Oggi, quasi come per rispondere immediatamente a questo atto delle Regioni, il ministro al turismo e ai rapporti con le Regioni Piero Gnudi (nella foto) ha ricordato che le concessioni demaniali devono essere oggetto di «un rinnovato meccanismo che garantisca la possibilità di far muovere tale settore anche sotto il profilo imprenditoriale»; che tale meccanismo potrà avvenire «in base a bandi regionali», che il rinnovo automatico è stato eliminato e che «le concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative devono avere una durata compresa tra i 6 e i 20 anni». Una posizione che apre alle aste delle concessioni demaniali, contro le quali si sono schierati i sindacati di categoria e le Regioni, nonché tutti i balneari italiani. Riportiamo qui sotto i due lanci dell’Ansa che diffondono le dichiarazioni del ministro Gnudi.

 

(14:44) BALNEARI: GNUDI, SCELTA CONCESSIONARI CON BANDI REGIONALI. "CENTRALE E INELUDIBILE LA CONCORRENZA"

(ANSA) – ROMA, 25 GEN – La scelta dei concessionari balneari potra’ avvenire ”sulla base di appositi bandi regionali”: e’ quanto ha detto il ministro per i Rapporti con le Regioni, Piero Gnudi, nel corso di una audizione davanti alla Commissione Affari costituzionali alla Camera. ”Il tema della concorrenza e’ centrale e ineludibile – ha detto il ministro – cosi’ come lo e’ la necessita’ di incentivare e regolare le potenzialita’ economiche e reddituali connesse a questi importanti tasselli dell’offerta turistica nazionale”. (ANSA).

 

(14:51) BALNEARI: GNUDI, SCELTA CONCESSIONARI CON BANDI REGIONALI (2)

(ANSA) – ROMA, 25 GEN – Il ministro Gnudi ha sottolineato che la questione e’ ”di grande urgenza” in quanto ”è tuttora pendente una procedura d’infrazione comunitaria riguardante la sussistenza di meccanismi anticoncorrenziali nell’assegnazione delle concessioni”. Per assicurare lo standard qualitativo del servizio, secondo il ministro, bisognera’ che la durata delle concessioni ”garantisca la remunerazione dell’investimento previsto”. Su sollecitazione dell’Unione Europea, ha poi ricordato Gnudi, è stato eliminato il previgente "diritto d’insistenza", ossia il criterio di preferenza per il concessionario uscente nel riaffidamento delle concessioni. E dunque ”in vista della scadenza delle concessioni in atto, bisogna porre in essere – non senza il contributo collaborativo delle associazioni di categoria – un rinnovato meccanismo che garantisca la possibilità di far muovere tale settore anche sotto il profilo imprenditoriale”. In tal senso – ha concluso il titolare del dicastero del Turismo – si è già diretto l’articolo 11 della Legge comunitaria per il 2010 che, nel quadro della delega legislativa al Governo per la revisione ed il riordino della legislazione relativa all’affidamento delle concessioni demaniali marittime, ha previsto la definitiva abrogazione del meccanismo di rinnovo automatico delle concessioni in parola, ed anche che le concessioni demaniali marittime con finalità turistico – ricreative abbiano durata compresa tra i 6 ed i 20 anni. (ANSA).

 

La battaglia che ieri sembrava essere vicina, insomma, si profila ancora dura. E i balneari continuano a vivere nell’incertezza. Ma una domanda è legittima: se il governo Monti, così europeista e liberalizzatore, ha già deciso il destino delle concessioni demaniali, perché ha convocato per il 23 febbraio un incontro con i sindacati e le Regioni?

Per fortuna, però, oltre al coro di proteste dei balneari si è alzata quella di un senatore del Pdl, Massimo Baldini, che ha difeso (a parole) la categoria, come ha riportato Agenparl:

 

(18:04) TURISMO: BALDINI (PDL), GNUDI PARLA DI SVILUPPO MA AMMAZZA IMPRESE BALNEARI

(AGENPARL) – Roma, 25 gen – "Il governo Monti deve essere coerente. Il ministro Pietro Gnudi non può parlare di sviluppo e poi ammazzare le imprese turistiche balneari. Il rispetto ossessivo della direttiva comunitaria in assenza di qualunque tutela degli attuali concessionari, è la linea di chi vuole demolire uno dei pilastri dell’economia nazionale e distruggere un settore che è il fiore all’occhiello dell’Italia nel mondo. Equiparare le spiagge italiane al deserto delle spiagge del Nord Europa è una posizione inaccettabile come inaccettabili sono le proposte dell’Esecutivo che, prima di parlare, dovrebbe mantenere l’impegno ad un confronto con le associazioni balneari e soprattutto con i gruppi parlamentari che lo sostengono". Lo ha dichiarato il senatore del Pdl Massimo Baldini.

 

Per ora si tratta solo di parole: ancora niente è ufficiale e scritto come legge. Ma le dichiarazioni del ministro Gnudi hanno deluso tutti i balneari, che a questo punto si stanno preparando ad altre manifestazioni per ribadire le proprie posizioni.

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