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“Elezioni nei Comuni balneari entro marzo per non penalizzare il turismo”

La proposta arriva dal sindaco di Tropea: "Il voto in estate provoca il blocco di attività fondamentali"

Far votare per i sindaci dei Comuni balneari non oltre il mese di marzo, in modo da non penalizzare la stagione turistica. Lo propone il sindaco di Tropea Giovanni Macrì, componente del direttivo nazionale dell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni italiani. «In tutti i Comuni balneari della penisola, e in modo particolare quelli in cui il turismo è considerato e trattato come una vera e propria industria e come fonte di reddito e sviluppo locale, l’indizione e lo svolgimento di elezioni amministrative in estate si trasforma, di fatto, in un blocco delle attività e degli sforzi messi in campo nei mesi precedenti e in un’ipoteca su strategie e investimenti che dovrebbero essere lasciati in eredità alle classi di governo subentranti», motiva il primo cittadino di Tropea. «Per questo è quanto mai opportuno che il governo nazionale si faccia carico di un’esigenza largamente condivisa e facilmente registrabile nei Comuni che governano, investono e vivono di turismo da nord a sud, dal Tirreno allo Jonio, fino alle isole».

«Serve sul punto avviare una riflessione istituzionale laica e scevra da ogni condizionamento: non si possono portare a votare ad aprile, maggio e giugno, nel pieno dell’avvio di tutte gestioni turistiche degne di questo nome, Comuni e città costiere, piccole e grandi di quasi tutta l’Italia, come se fossimo ancora agli albori del turismo fordista dei primi decenni del dopoguerra», prosegue Macrì. «La maggior parte delle criticità direttamente o indirettamente connesse al governo locale di flussi e delle aspettative turistiche emerge e viene affrontata dalle autonomie locali in quei mesi. Continuare pertanto ad aggiungere proprio in quei tre mesi una tornata elettorale significa minare alle fondamenta un’azione istituzionale che nei Comuni balneari, soprattutto quelli piccoli, equivale a come stare al fronte in battaglia».

Conclude il sindaco della località calabrese: «È di tutta evidenza che siamo ormai di fronte a quella che numerosissimi amministratori hanno subito e subiscono come un’aberrazione, facilmente ovviabile dal legislatore e dal governo. Occorre prendere atto del valore economico dell’industria turistica nei Comuni balneari e fissare solo per questi un limite temporale al mese di marzo al massimo per la tenuta delle elezioni amministrative».

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