Ambiente

Due milioni per le aree marine protette

Li ha stanziati il Ministero dell'ambiente per tutelare la biodiversità.

Quattro milioni e 770 mila euro. È questo l’ammontare delle risorse disponibili per progetti di conservazione della biodiversità in parchi e aree marine protette, i cui obiettivi sono fissati dalla nuova direttiva firmata dal ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti attraverso specifiche linee guida, coerenti con la Strategia nazionale.

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«Rinnoviamo e rafforziamo il nostro impegno per parchi e aree marine protette – spiega il ministro – con un insieme di azioni volte ad affermare la loro ambiziosa missione istituzionale, che è quella di affermare, anche con il lavoro scientifico e il continuo aggiornamento tecnico, il valore della nostra biodiversità, unica in Europa ed elemento centrale nello sviluppo del Paese».

Per i parchi sono assegnati 2 milioni e 985 mila euro: le “nuove azioni di sistema trasversali” prevedono la collaborazione sinergica tra gli enti su temi sensibili quali la gestione dei cinghiali nelle aree tutelate, il censimento degli uccelli acquatici, la gestione della chirotterofauna (pipistrelli) e lo studio degli ambienti umidi e delle acque superficiali. L’obiettivo è quello di consolidare le azioni già messe in campo dagli enti parco con le precedenti direttive, completare l’acquisizione sul patrimonio naturale, rendere disponibili sul portale “Naturaitalia” e la mappatura dei beni archeologici, storici e architettonici presenti nelle aree tutelate. Il cronoprogramma per la realizzazione delle attività prevede entro il 30 aprile 2017 la relazione finale alla Direzione generale per la protezione della natura e del mare del Ministero dell’ambiente.

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Per le aree marine protette la nuova direttiva, in continuità con la precedente, mira al consolidamento delle attività già avviate sul modello sperimentale di rendiconto naturalistico e prevede la mappatura del patrimonio ambientale e dei servizi ecosistemici, la contabilizzazione dei costi ambientali e la valorizzazione degli impatti economici sulle attività antropiche. Per questi obiettivi sono assegnati un milione e 785 mila euro. Anche in questo caso, le aree marine protette sono tenute a presentare alla Direzione generale competente del ministero le relazioni sulle attività svolte, in un arco di tempo compreso tra il 30 novembre di quest’anno per il primo report e il 30 aprile 2017 per quello finale.

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