Emilia-Romagna

Dionigi Palazzi, il balneare candidato in Emilia-Romagna: “Più certezze per il settore”

Tre domande all'esponente di Forza Italia, già assessore al demanio nel Comune di Riccione

«La mia prima battaglia sarà chiedere al governo di dare certezza alle 30.000 piccole e medie imprese balneari per poter continuare a svolgere il loro lavoro». È l’impegno di Andrea Dionigi Palazzi, l’unico imprenditore balneare tra i candidati al consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, per le elezioni in programma il prossimo 26 gennaio.

Dionigi Palazzi, titolare di uno stabilimento a Riccione nonché assessore comunale al demanio, è in corsa nelle file di Forza Italia per la circoscrizione di Rimini e nel suo programma ha inserito molti punti riguardanti la tutela del settore. Gli abbiamo rivolto tre domande per il nostro ciclo di interviste dedicato alle elezioni in Emilia-Romagna.

Dionigi Palazzi, quali sono le azioni a favore del comparto balneare che ha portato avanti come assessore comunale?

«Il mio impegno di amministratore comunale al fianco dei balneari mi ha permesso di conseguire una serie importanti risultati. È Riccione il primo comune della Romagna ad avere esteso le concessioni demaniali di 15 anni. È sempre Riccione tra i Comuni della costa in prima linea sulla sperimentazione di barriere rigide soffolte per contrastare l’erosione costiera. E sono orgoglioso di avere avviato insieme ai bagnini della mia città e all’amministrazione comunale di cui faccio parte la procedura per il riconoscimento della spiaggia di Riccione e la sua identità come patrimonio immateriale e intangibile dell’umanità tutelata dall’Unesco: un progetto di identità finalizzato a identificare la pratica sociale e le competenze che costituiscono il patrimonio intangibile della comunità di Riccione, che mi piacerebbe fosse esteso a tutte le città della provincia».

Quali saranno i suoi obiettivi per il settore, se sarà eletto in consiglio regionale?

«La prima delle mie battaglie su cui intendo agire con forza e determinazione è chiedere al governo, dai banchi del consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, di dare certezza alle 30.000 piccole e medie imprese balneari per poter continuare a svolgere il loro lavoro. Si tratta di piccole imprese, la maggior parte a conduzione familiare, che per poter continuare a lavorare e progredire hanno bisogno di vedersi tutelate e difese la loro professionalità, le tradizioni, la tipicità e l’identità che sono il nostro patrimonio antico e moderno che vogliamo diventi sicurezza e fiducia per il futuro delle nostre generazioni».

Quali sono gli altri punti principali del suo programma, riguardanti il settore turistico costiero?

«Nuove norme e maggiori incentivi per realizzare, ristrutturare e riqualificare gli impianti e le attrezzature per il turismo; aumentare gli interventi a sostegno dei porti romagnoli per incentivare le attività economiche legate al mare; tutela e salvaguardia delle nostre coste e contributi per il miglioramento delle strutture turistico-balneari; una politica regionale per la tutela contro l’erosione che da anni minaccia i nostri litorali; bloccare i canoni demaniali marittimi escludendo dagli aumenti le strutture della nautica da diporto; sostegno agli investimenti delle strutture turistico-ricettive con incentivi mirati e fiscalità agevolata».

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore Mondo Balneare. Come giornalista si occupa di mare, coste e questioni ambientali.
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  1. Avatar
    Giampiero livi says:

    Buon giorno Onorevole
    La vicenda delle possibili aste va avanti oramai da oltre 12 anni.
    Il mercato e’ bloccato per mancanza di chiarezza della situazione.
    Si parla di aste che riguardano la concessione demaniale che non e’ altro un asta che riguarderebbe nel caso dei Balneari la SABBIA! quello che e’ stato da noi costruito sull’arenile con i relativi permessi comunali e sui cui paghiamo l’ IMU, deve avere un valore, l’ avviamento, la clientela curata per anni, il valore insomma di un azienda che e’ legata ad uno specifico luogo dovra’ pure avere un valore. Chi ha la concessione da anni dove esisteva il tacito rinnovo, non puo’ trovarsi improvvisamente in una situazione dove tutto quello che e’ stato fatto non vale.pensare che un ammortamento di 15 anni sia sufficiente e’ un errore clamoroso. Non siamo solo chioschi con delle sdraio, ma anche strutture ricettive con piscine cabine etc. Strutture che danno lustro al nostro paese.
    Saluti giampiero

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