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Corsini: ‘Per la riviera romagnola arriva la rivoluzione’

Nel 2015 la Regione Emilia-Romagna ha messo in campo tanti importanti interventi per ridisegnare le località balneari e il loro marketing. Ce ne parla l'assessore al turismo Andrea Corsini.

Assessore Corsini, con la nuova legge regionale 17, che rivoluziona la promo-commercializzazione turistica dell’Emilia-Romagna, quali sono gli aspetti che più vanno a influire sulle spiagge?

Grazie alla legge 17, la Regione Emilia-Romagna passerà da una struttura di promo-commercializzazione costruita sui prodotti turistici separati (balneare, cultura, terme, collina, eccetera) a un sistema che vede il territorio, e quindi le destinazioni, come il prodotto principale da promuovere. La modalità sarà quindi orizzontale e non più verticale, aprendo la strada al marketing territoriale e non più solo al marketing di prodotto.

In questo nuovo sistema, la promozione della costa sarà inserita nell’area vasta della Romagna, una destinazione unica che comprenderà tutti i territori delle province romagnole insieme a Ferrara. Il mare sarà quindi promosso all’interno di questa macro-destinazione, integrato con gli altri prodotti del territorio romagnolo: le città d’arte, il Parco del Delta del Po, l’enogastronomia…

Qual è la cifra stanziata per questa nuova strategia di promo-commercializzazione?

La cifra sarà stabilita ogni anno dal bilancio. Per il 2016 sono stati previsti 16,5 milioni di euro.

Quali sono i mercati su cui punterete con più forza?

Nel 2016 faremo l’investimento più corposo e innovativo sui paesi di lingua tedesca, a partire dalla Germania, con una campagna di marketing del valore di circa un milione di euro. Utilizzeremo vari mezzi di comunicazione, compreso il co-marketing con alcune attività di supporto per i tour operator e per le compagnie aeree che hanno destinazioni collegate con l’Emilia-Romagna. Oltre a ciò, intensificheremo le nostre azioni di marketing su Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Nord Europa.

La Regione Emilia-Romagna ha anche stanziato altri 20 milioni di euro per la riqualificazione della costa. Come saranno utilizzati?

Lo scopo di questo contributo è la riqualificazione delle località turistiche balneari, ridisegnandone le cartoline. Daremo questi soldi ai Comuni costieri per fare interventi di rigenerazione urbana sui lungomari e sulle fasce retrostanti gli stabilimenti balneari. Si tratterà di contributi fino all’80%, destinati esclusivamente ai progetti presentati dalle amministrazioni comunali della nostra costa. Ma non per la sostituzione di panchine o per altri semplici interventi di arredo urbano, bensì per opere importanti che rinnovino completamente le città costiere.

Stiamo ancora lavorando al regolamento per definire tutti i dettagli dei contributi, ma è certo che questo piano, insieme alla nuova strategia di marketing, porterà una vera rivoluzione nelle nostre località balneari.

Sempre riguardo alla costa, quest’anno la Regione ha anche dato il via libera a un piano da 20 milioni di euro per il ripascimento di tutto il litorale emiliano-romagnolo (vedi notizia). Per quanti anni questo lavoro potrà tutelare una costa sempre più minacciata dall’erosione?

L’intervento di ripascimento che partirà questo inverno darà finalmente una risposta di carattere strutturale, che tutelerà la costa per qualche anno. Non si tratta infatti di un semplice intervento di manutenzione, ma di un’operazione straordinaria di carattere preventivo. D’altra parte, è chiaro purtroppo che ogni anno saranno da pianificare interventi più piccoli di manutenzione e di recupero, poiché non c’è una soluzione definitiva all’erosione costiera che sta affliggendo tutta la nostra penisola.

Di fronte a questo panorama in movimento, l’unica difficoltà rimane quella delle concessioni balneari, che in tutta Italia si trovano in un caos burocratico che non permette agli imprenditori di lavorare con tranquillità. Alcuni Comuni e Regioni (soprattutto in Liguria e Toscana) stanno studiando delle soluzioni di carattere locale per contrastare l’immobilismo del governo. Cosa intende fare l’Emilia-Romagna?

Se dovesse naufragare la riforma del ‘doppio binario’ proposta dal governo, alcune Regioni – essendo state chiamate dal decreto Enti locali alla ricognizione della linea demaniale – stanno valutando di ridisegnarla per portare le aree su cui insistono gli stabilimenti balneari sotto la competenza del demanio comunale. Ma ritengo questa una strada pericolosa: i Comuni dovrebbero comunque istituire un’evidenza pubblica per assegnare un diritto di superficie trentennale all’attuale concessionario. A quel punto ci sarebbero addirittura due evidenze pubbliche – una per la spiaggia e una per il manufatto – che sarebbe ancora peggio. E nemmeno l’eventuale diritto di opzione sarebbe una garanzia di sicurezza: se un altro soggetto presentasse un’offerta stratosferica, l’attuale concessionario per poter esercitare il diritto di opzione sarebbe costretto a pareggiarla, e non sarebbe giusto per gli imprenditori balneari.

Proprio domani tutte le Regioni incontreranno il ministro Dario Franceschini. Come Regione Emilia-Romagna inviteremo le altre giunte a restare unite sul tema delle concessioni balneari: se ognuna prenderà la propria strada, si darebbe luogo a situazioni troppo diverse e il governo farebbe fatica a gestirle. La strada da proseguire è quella dell’unità, come fatto finora, concentrandoci sul ‘doppio binario’ che è una proposta che finalmente ha messo d’accordo tutti.

intervista a cura di Alex Giuzio

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