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Coronavirus, Mallegni: “Imprese balneari in crisi, governo rinnovi concessioni”

Il senatore di Forza Italia sollecita misure di sostegno per il settore turistico a seguito dell'emergenza sanitaria

«Il governo, che già molti danni ha provocato gestendo in maniera inadeguata l’emergenza sul coronavirus, ha il dovere di mettere al più presto in campo misure di stabilizzazione dell’economia. Per questo, sostenga concretamente e a costo zero le imprese italiane che stanno subendo danni enormi, a cominciare da quelle legate al settore turistico». Lo dichiara in una nota il senatore Massimo Mallegni (Forza Italia).

«Serve subito il dpcm per il rinnovo delle concessioni demaniali marittime, necessario per risolvere la questione balneare», sottolinea Mallegni. «Sono passati mesi tra promesse, studi e approfondimenti; il problema è stato affrontato dai ministri della cultura, degli affari regionali e delle infrastrutture».

«Praticamente tutti si sono occupati della questione balneare – conclude il senatore – senza mai coinvolgere il parlamento e tantomeno le associazioni di categoria. Insomma, un metodo perfetto per non portare mai in approvazione il dpcm che metterebbe fine alle incertezze che oggi impediscono ai comuni di rinnovare le concessioni in linea con la legge che ha disposto l’estensione al 2033. È il momento di farlo, Forza Italia non si arrende».

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  1. E chi ha recepito acriticamente la Bolkstein in Italia a suo tempo, mettendo i presupposti per tutta la confusione che è aumentata con gli anni? La direttiva Bolkestein è un atto approvato dalla Commissione europea nel 2006 e recepito nell’ordinamento italiano dal governo Berlusconi, nel 2010. Dov’era allora Forza Italia?

  2. Pietro Nicola Gregorace says:

    Privatizzare le spiagge: questa sarà la conclusione.
    Al posto dei piccoli impianti, sorgeranno i grandi impianti. Il piccolo impianto consente a una famiglia,a un giovane, a un gruppo di giovani, di tirare da vivere per quel periodo. Il clima solitamente è familiare, si gioca, si scherza, si balla, non c’è bisogno di regole specifiche di comportamento. Sembra più un ritrovo pubblico che un’attività privata.
    Il grande impianto è investimento di capitali, in funzione di lucrosi profitti … molto appetibili. Quelli tutelati dalla classe capitalista che comanda l’economia da Bruxelles. Il concessionario diviene proprietario di fatto del’area, oramai intoccabile: guai a chi tentasse di metterci piede. Ovverossia, le società finanziarie d’alto livello, i padroni sconosciuti fisicamente, faranno man bassa di tutte le aree. Bruceranno i piccoli lidi, minacceranno i piccoli concessionari, prenderanno direttamente il potere nei piccoli e grandi comuni costieri. Mterranno le barriere insormontabili. Chiuderanno fino alla battigia delle acque. Molleranno mazzette a chi di dovere, ovvero minacce non tanto velate, a chi rifiutasse di concedere strutture murarie stabili. Compreranno i sindaci con salamelecchi e favori, ovvero minacce larvate.
    Creeranno posti di lavoro, però. Da quattrocento a ottocento euro al mese nell’alta stagione estiva. Lavoreranno se raccomandati, in tanti. Raccomandati dal Sindaco che, onestamente, non ci lucra sopra …. se non in termini di scambio di voti. Cosicché i lavoratori stagionali saranno vessati tre volte:
    Sacrificare le vacanze dai propri tempi di vita, per servire i vacanzieri;
    Prendere un sottosalario di quattro soldi, per lavori notturni o di intere giornate;
    Ringraziare l’autorità benevola svendendo la propria coscienza.
    Le spiagge, con la direttiva Bolkstein, saranno fra dieci quindici anni proprietà private, di fatto senza sollevare questioni giuridiche non convincenti, vendibili ai migliori offerenti, compresi organismi militari dello straniero.

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