Opinioni

Contro la bile di commenti che sta colpendo i balneari

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato sulle concessioni balneari, i temi di cui Mondo Balneare si occupa da dodici anni sono piombati al centro dell’attenzione mediatica. E con la complicità degli algoritmi di Facebook e Google che “premiano” le notizie popolari del momento, nostro malgrado gli articoli di Mondo Balneare (che per chi non lo sapesse, è la rivista del settore balneare) stanno venendo letti e commentati da centinaia di migliaia di persone. Diciamo “nostro malgrado” perché nelle ultime due settimane il nostro sito e i nostri social, da canali informativi di settore, sono diventati lo sfogatoio di persone livorose e farcite di pregiudizi che perdono il loro tempo a scrivere la loro opinione sui temi più svariati (gli stessi individui che hanno la presunzione di saper calciare un rigore meglio di un calciatore professionista, o di parlare di impresa senza mai avere avuto il coraggio di aprire un’attività commerciale).

Questo fenomeno ci ha indotto alcune riflessioni:

  1. La categoria dei balneari, fiore all’occhiello del turismo italiano ammirato dal resto del mondo, non è molto amata dall’opinione pubblica. Quindi, oltre a concentrarsi sui contenuti della riforma delle concessioni, per la categoria sarebbe importante capire come cercare di migliorare la propria immagine.
  2. L’odio dell’opinione pubblica è frutto di luoghi comuni falsi e infondati sui balneari, ma questi luoghi comuni sono ormai così tanti e talmente radicati, che alla maggior parte dei commenti non vale nemmeno la pena rispondere. Leggendo le opinioni di queste persone livorose ci prudono le mani, vorremmo rispondere uno ad uno perché condanniamo queste manifestazioni di odio gratuito contro i balneari; tuttavia ciò richiederebbe un’enorme quantità di tempo e francamente riteniamo di poter impiegare le nostre giornate in modi più fruttuosi, anziché tentare di far cambiare idea a persone che esprimono i propri giudizi senza cognizione di causa.
  3. I luoghi comuni radicati nell’opinione pubblica sono una colpa diretta dei media generalisti, che hanno gettato fango sui balneari con un lavoro di informazione superficiale e fazioso. Più volte nei nostri articoli abbiamo rappresentato la situazione in maniera obiettiva e precisa, e sappiamo che tanti colleghi giornalisti riconoscono la competenza della nostra rivista e la leggono per capire qualcosa in più di questa materia così tecnica e complessa che si stanno trovando ad affrontare. Ma nonostante ciò, ancora troppi giornalisti sono piegati alle logiche malate dell’informazione italiana che privilegiano il becero sensazionalismo anziché la verità.
  4. Uno degli aspetti più belli di internet è che dà a tutti la possibilità di approfondire e comprendere questioni che non si conoscono, anche attraverso la discussione sui social; ma quando questa discussione diventa una guerra tra sordi che si insultano, è del tutto inutile. I commenti argomentati ed educati sono sempre i benvenuti, anche da parte dei “detrattori” dei balneari, perché aiutano tutti a confrontarsi in modo maturo, mentre le offese gratuite e i falsi luoghi comuni sono inutili e alimentano solo le polarizzazioni. Perciò, chiunque stia leggendo Mondo Balneare solo per sfogarsi con commenti scurrili e fini a se stessi, è pregato di smettere di scrivere la sua opinione: si tratta di attacchi che non interessano a nessuno e che non serviranno a nulla se non a farci venire il sangue amaro, peraltro in un momento in cui le divisioni sociali sono già accentuate a causa della pandemia. Mondo Balneare è una testata specialistica di settore che si rivolge agli imprenditori turistici balneari, ai turisti che frequentano le spiagge e a tutti coloro che hanno a che fare a livello professionale col settore balneare, per cui i grandi numeri e le migliaia di commenti di questi giorni non ci interessano. Non intendiamo perdere tempo a rispondere o cancellare gli insulti né vogliamo prendere decisioni radicali come chiudere i commenti, perché vogliamo continuare a garantire a chiunque, attraverso la discussione, la possibilità di fare domande, approfondire e confrontarsi in modo costruttivo. Chi invece è qui solo per insultare, per favore vada a sfogare le proprie frustrazioni altrove.

Una precisazione conclusiva è d’obbligo: a fronte dei tanti commenti negativi visibili sui social, spesso espressi con grande maleducazione dai leoni da tastiera, ci sono migliaia di persone che in maniera molto più composta e silenziosa apprezzano il lavoro fatto dai balneari e manifestano privatamente la loro vicinanza alla categoria in questo momento cosi difficile.

puliscispiaggia

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  1. Concordo con la Redazione e Vi invito a proseguire il Vostro lavoro di informazione. Riconosco questo spazio come un ottimo terreno di confronto e comprendo il Vostro disagio nel dover leggere un’infinità di commenti fuori luogo e sostanzialmente inutili. Grazie ancora.

  2. Giovanni Isabello says:

    Come sempre il problema è l’ignoranza, gente che parla senza sapere quello che dice piena di pregiudizi e frustrazioni personali, sembra che sia stata sgominata la Ndrangheta la mafia La camorra in un colpo solo da quanta enfasi mettono nei loro commenti.

  3. Cito Daniele Brunetti che bene esprime il nostro diffuso sentire, che finalmente riuscite a cogliere anche voi:
    “Anche il più ottuso dei balneari, in questo periodo, si è accorto di quanto sia forte, nell’opinione pubblica, l’avversione alle loro pratiche di predominio sulle coste italiane. Il livore largamente diffuso nei confronti di coloro che delle spiagge di tutti ne fanno il proprio fortino, il bunker, la trincea, la linea gotica da non oltrepassare, se non riversando montagne di soldi, ma prendendo solo spicci da tasse e concessioni. La demarcazione perciò, fra chi può buttare monete e chi, quel denaro, se lo suda molto di più. Ma soprattutto la differenza fra chi fa una scelta di libertà, di tutela dell’ambiente, di bellezza e chi, invece, vuole il “festival della betoniera”, per dirla alla Crozza. Sono due mondi separati, due filosofie di vita, di chi vuole un mondo più in armonia e rispettoso della natura e di chi, invece, vede nella natura un nemico da combattere con massicciate, cemento e paratie. Di chi si crede, ormai, padrone di un territorio conquistato con l’arroganza e la prepotenza, facendosi lobby politica, infiltrandosi nelle istituzioni per torcere e deformare le norme al proprio volere. Un piccola lobby che, però, sa come muoversi, magari garantendo cabina, ombrellone e un bel pranzetto per tutta la stagione.
    Ora, loro malgrado, questa élite del mattone in spiaggia, si è accorta di essere osannata solo da chi la serve con la legge del baratto, una minoranza qualificata, nei posti giusti. La grande maggioranza degli italiani si è accorta invece, da tempo, di essere vessata e derubata di spazi e bellezze che sono di tutti. Ora, questa rabbia, viene allo scoperto ancora più forte, perché stanchi delle sceneggiate che da anni trascinano lotte indecenti tra governo italiano e Unione Europea. Anzi, governi, sempre diversi di colore, ma sempre uguali e asserviti a questa lobby che, in un paese normale, sarebbe equiparata ad un’associazione di bridge.
    Ora basta, la gente è stanca di perdere tempo, soldi, ma soprattutto bellezze naturali e libertà, per la prepotenza di poche decine di intrallazzatori che tengono in ostaggio un intero paese.
    Ci meritiamo di vivere all’interno di una comunità europea con dignità, aperti, non di essere percepiti sempre come spaghetti, mafia e mandolino.
    Forse si avvicina il momento di cambiare, di fare scelte forti, come in Francia, visto anche l’accordo di cooperazione rafforzata appena firmato. Prendiamo esempio da loro, che di stabilimenti balneari ne hanno smantellati a decine negli ultimi anni, che hanno una legge rispettosa dei beni ambientali costieri, che non regalano bellezza per farla diventare speculazione, orrore. Forse, chissà, arriverà il momento di un bel referendum per l’abolizione degli stabilimenti balneari, per liberarci da questo giogo asfissiante di un piccolo manipolo di approfittatori.”

    State certi che , se referendum ci sara’ , scomparirete finalmente e con voi gran parte del malaffare politico.

    • Commento totalmente insensato, descrive un’Italia che esiste solo nella tua immaginazione. Gira, osserva, vedi. Ammesso che ci siano aree molto limitate dove succede quello che descrivi, beh evidentemente lì c’è un più ampio problema di illegalità e il modo in cui vengono occupate le spiagge sarà senz’altro solo uno dei tanti e ben più gravi problemi. Balneari epitome del malaffare politico? Un briciolo di senso del ridicolo ti è rimasto?

      • Come credo accada nella larghissima maggioranza dei casi, nessuno deve chiedere a me il permesso di fare ciò che vuole per potersi recare al mare, nessuno è obbligato a spendere soldi da me. Accordo perfino sempre il permesso di usare gratuitamente il mio bagno anche ai semplici passanti che educatamente mi chiedono il permesso di usarlo.

        • Gli stupidissimi luoghi comuni che enumeri mi pare esistano più che altro nella tua mente incerta, mentre non ne ho mai ravvisato traccia fra i miei numerosissimi clienti internazionali, che molto spesso hanno per altro facoltà di intrattenere col sottoscritto conversazioni ben più interessanti e per giunta nelle loro lingue native.

          • È proprio l’utenza internazionale a riconoscere al settore balneare italiano i più alti standard qualitativi mondiali. I servizi balneari rappresentano un aspetto di indubbia modernità per il nostro paese. Altrettanto purtroppo non si può dire della nostra tristemente nota pubblica amministrazione. Anche un’occhiata distratta ai rapporti dell’Ocse, o di altre organizzazioni economiche internazionali, o alla stampa estera, nonché l’occasionale chiacchierata con gli avventori internazionali, tutti ma proprio tutti gli sguardi che il mondo rivolge all’Italia indicano nella pubblica amministrazione italiana il principale fattore di arretratezza del paese.

            • Aggiungo che c’è gente che usa questo spazio messo a disposizione dalla gentile redazione per ricordare ai lavoratori del settore che manifestano le proprie umanamente comprensibilissime preoccupazioni economiche, che loro al mare ci vanno in barca.

            • I tempi scandalosamente lunghi della giustizia italiana e l’opacità della pubblica amministrazione vengono immancabilmente citati come i principali fattori che scoraggiano gli investitori internazionali.

            • Gerardo+spira says:

              Il clima non è stato alterato fai cittadini. Sarebbe importante che la rivista facesse una indagine lungo le spiagge italiane per conoscere meglio la realtà dei rapporti tra cittadini e concessionari. Il cittadino parla come proprietario del Bene, il concessionario invece, non come tale. Gli abusi della concessione( chiusure, reticolati, cancelli ostativi a discese pubbliche, cemento etc) , con le regole alterate diventano motivi di discussioni che incidono sui rapporti. Non sempre i titolari delle concessioni sono persone per bene, e ciò non dà buoni segnali. Mi sono interessato, e con grandi rischi, di fare rimuovere cancelli impeditivi, abusi di anni, ad accessi al mare riportati in mappe. Da qui la giusta rivendicazione. Una corretta legge nazionale sulla direttiva Eu può recuperare la questione nel rispetto del diritto dei cittadini e di quello del concessionario. Una legge con parametri inviolabili, direttiva alle regioni e competenze ai Comuni. Va assolutamente dimenticato quanto accaduto fin’ora. Il demanio è bene pubblico e come tale va usato, impegnato è concesso.

      • Matteo Giunti says:

        Basta leggere i commenti a questo post per chiedersi come mai i balneari siano visti come arroganti e ignoranti.. Perché lo sono… È finita la pacchia

    • Infatti ci sono già le maffie organizzate che gonfie di soldi da ripulire non aspettano altro che questo…..così tutti più contenti e felici…

      • Nikolaus Suck says:

        Ma le “maffie” gonfie di soldi per riciclarli secondo te trovano più comodo comprarsi uno stabilimento in una transazione privata senza controlli come quelle che si fanno oggi, magari in contanti, o in una gara pubblica in cui identità e requisiti dei partecipanti e provenienza e flussi dei soldi possono e devono essere controllati? Ragiona, su…

    • Cara Elea ti voglio far riflettere sul fatto che non è che i balneari una mattina si sono alzati e hanno costruito uno stabilimento. Ci sono i piani regolatori dei comuni che lo prevedono . Te la puoi prendere con i politici che li hanno fatti . Te la puoi prendere con lo stato . Cosa c’entrano i balneari ? Ci sono delle regole ma non le hanno fatte i balneari .
      Ragiona su questo . Buona serata

      • Incredibile come ogni persona anche di settori totalmente diversi dica sempre le stesse cose.

        -Non siamo noi che abbiamo un problema, è la macchina del fango della stampa
        -la nostro (inserire attività del caso) è la più invidiata nel mondo
        -Il nostro lavoro è perfetto, sono le persone che riversano odio.

        Allora. Io sono cresciuto in una città di mare. In tutta la mia vita ho avuto a che fare con decine e decine di persone che hanno lavorato in uno stabilimento balneare.
        In tutta la mia vita NON UNA SINGOLA persona è mai stata pagata uno stipendio pieno regolare.

        Qualcuno risponderà “eh non sono tutti così”. Indubbiamente. Da me il 90% erano così però.

        Quindi lo dico anche per voi, invece di fare gli italiani medi contadinotti come al solito, ignorare ogni critica e dire che è solo un complotto della stampa per diffamarmi, date un’occhiata dentro il vostro settore e prendetevela con i vostri colleghi se l’opinione pubblica è quella che è.

        Perché lo so che è un concetto impossibile da capire per voi, ma non c’è nessun complotto. È il vostro settore, insieme a quello della ristorazione, che ha evidenti problemi.
        E se volete salvarlo, invece di ridurre tutto a “siamo le attività più invidiate del mondo” (mi viene da ridere anche solo a scriverlo) fate qualcosa per sistemare quello che non va invece di prendervela con le ovvie conseguenze come appunto i classici italiani medi.

    • Hai centrato in pieno il problema bravo la gente ormai si è stancata di vedere ingiustizie sociali lobby protette ed asservite, privilegi per caste a danno di tutti i cittadini speriamo che finalmente l’alieno l Europa riesca una buona volta a stroncare questa vergogna tutta italiana delle concessioni, anche se ho seri dubbi per gli interessi enormi e le pressioni che ci sono…

    • Caro Elea, pur non sapendo dove lei viva immagino che debba trattarsi di un brutto posto visto il livore che le provoca. Le assicuro che esistono località ben diverse da quelle da lei descritta dove le persone non si sentono vessate né tantomeno derubate altrimenti non si spiegherebbe come mai tornino ogni anno a frequentare gli stessi lidi dove al contrario sono certi di trovare disponibilità ed ogni genere di servizi. Concordo con lei che oggi i bagnini , grazie ai media, siano nell’occhio del ciclone ma non certo per i canoni demaniali che sono un falso problema. In un paese come il nostro dove ogni anno esiste una evasione di 150 mld di euro pensa veramente che il problema siano solo i balneari? È evidente che l’industria balneare faccia gola a qualcuno e non mi stupisco se cercheranno di sbattere fuori con ogni mezzo gli attuali gestori d’ altronde non viviamo in un paese dove se esci di casa rischi al ritorno di trovarla occupata e di non poter più entrare?

  4. Eduardo+caizzi says:

    Purtroppo anche questo bell’articolo cadrà nel vuoto delle teste dei leoni
    Perseverate nel vostro lavoro,ne abbiamo bisogno.Grazie

  5. Ci troviamo innanzi ad un palese contrasto con i principi costituzionali , e con quello della tutela e della dignità del lavoro. Parlo in special modo delle piccole realtà imprenditoriali, che non hanno fatturati da capogiro e che svolgono con amore da anni questo lavoro. Nel discorso nomofilattico nessun cenno alle piccole imprese ai lavoratori e alle difficoltà di un eventuale collocamento nel mercato. Accecati dalla logica del potere e della supremazia del diritto europeo ci si dimentica che le norme giuridiche sono frutto della società in cui viviamo e del mondo che vogliamo, far cambiare prospettiva dell’Europa su questa materia non solo è un dovere ma un diritto di rango costituzionale europeo e nn solo italiano. La concorrenza applicata senza mediazione e senza tener conto del passato del settore non ha la stessa valenza e nn persegue gli stessi obiettivi e principi di trasparenza e lealtà che si prefigge, se liberalizzazione significa affogare tante famiglie , be io qualche domanda me le farei. Chi generalizza nn solo è catalogabile tra gli ignoranti ma crea un danno alla sua stessa comunità. Questa gente vede i propri sogni infranti e il proprio sudore vanificato da logiche generaliste e iperliberiste che nn creeranno certamente ricchezza per il ceto medio.
    https://www.attuarelacostituzione.it/2021/11/10/il-governo-draghi-continua-a-smantellare-il-demanio-costituzionale-dellitalia/?fbclid=IwAR03vd2dawZY5BjPSfACcESqBNaWjPylCMFTN-0Vp6lWsH1cfX1nH2Cv_o8

  6. ancora “qualcosa lucano” perchè non tiene conto anche delle famiglie che vorrebbe partecipare ad un bando?..perchè l’attuale concessionario dovrebbe avere più diritti di quello potenziale visto che la scadenza era ed è e sarà connaturata alle caratteristiche del lavoro che hanno scelto di fare. la sua difesa di una sola parte non le si addice anche perchè i commenti moderati di alcuni balneari lungimiranti o di mistral o di suck bilanciano entrambe le visioni: balneari e pro-aste.

    • a diario sono anni che si fanno i bandi e sono anche pubblicizzati nei comuni..la tua storiello di pippicalzelunghe è finita ..qui tutti sanno ormai….patetico …cerca qualche altra cosa che è meglio

  7. Commento già riportato nell’articolo “La messa a gara delle spiagge è incostituzionale”, ma visto che Lucano lo commenta qui, qui lo riporto. Scusate per la ripetizione.
    Nel 2010 la Corte costituzionale (sentenze n. 180 e n. 340) si esprimeva così: “La norma regionale impugnata viola l’art. 117, primo comma, Cost., per contrasto con i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario in tema di diritto di stabilimento e di tutela della concorrenza. Infatti la norma regionale prevede un diritto di proroga in favore del soggetto già possessore della concessione, consentendo il rinnovo automatico della medesima. Detto automatismo determina una disparità di trattamento tra gli operatori economici in violazione dei principi di concorrenza, dal momento che coloro che in precedenza non gestivano il demanio marittimo non hanno la possibilità, alla scadenza della concessione, di prendere il posto del vecchio gestore se non nel caso in cui questi non chieda la proroga o la chieda senza un valido programma di investimenti”. La sentenza n. 340 chiudeva poi affermando: “La norma impugnata determina, dunque, un’ingiustificata compressione nella gestione del demanio marittimo, violando il principio di parità di trattamento, che si ricava dagli artt. 49 e ss. del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in tema di libertà di stabilimento, e favorendo i vecchi concessionari a scapito degli aspiranti nuovi. La previsione di una proroga dei rapporti concessori in corso, in luogo di una procedura di rinnovo che «apra» il mercato, è del tutto contraddittoria rispetto al fine di tutela della concorrenza e di adeguamento ai principi comunitari (sentenza n. 1 del 2008)”.
    Si tratta di due sentenze fondamentali più volte riprese dalla giurisprudenza amministrativa del Consiglio di Stato. In entrambe le sentenze era presente il vicepresidente emerito (a quel tempo non lo era ancora, ma lo diventerà un mese dopo) che se allora era contrario alle gare non portò dalla sua parte la maggioranza dei giudici costituzionali che si espressero esplicitamente a favore della messa a gara delle concessioni.

    Giusto un inciso: una norma è incostituzionale solo quando la Corte costituzionale deposita una sentenza che la dichiara tale. Da quel momento, ma solo da quel momento, la norma è incostituzionale con effetto ex tunc. Il Vice Presidente Maddalena, però, nel suo scritto non cade nell’equivoco in cui è scivolata la Redazione di Mondo Balneare nello scrivere il titolo, infatti il Prof. Maddalena dice: “Questo atteggiamento, a mio avviso, è palesemente in contrasto con la Costituzione”, che non significa affatto che l’atteggiamento sia incostituzionale, intanto perché gli “atteggiamenti” non sono incostituzionali, lo sono le leggi, e poi perché si tratta di un “avviso” di un giurista, non di una pronuncia della Corte costituzionale. Il titolo va modificato. Aggiungo, in questo caso a mio “sommesso avviso”, che tra i servizi pubblici essenziali non è ascrivibile la gestione delle spiagge, così come inteso dal Prof. Maddalena nel definire il “Demanio costituzionale”. Lo è il trasporto pubblico, perché la Costituzione garantisce la libertà di spostamento, lo è il servizio sanitario, perché la Costituzione garantisce il diritto alla salute, ma la Costituzione non prevede affatto il diritto ai “servizi di spiaggia” rispetto ai quali non solo tace, ma in contrapposizione garantisce la tutela dei beni paesaggistici (art. 9 – PRINCIPI FONDAMENTALI) che spesso sono violati dallo sfruttamento commerciale della spiaggia (in caso contrario non si capirebbe la necessità di una autorizzazione paesaggistica per l’installazione delle strutture).

    Unico passaggio condivisibile la tutela del lavoro e dell’impresa, ma cercare di tutelare entrambe mantenendo in regime monopolistico il bene di produzione è un concetto inaccettabile e obsoleto. Il mio “sommesso invito” è volgere la prua verso il riconoscimento del “valore aggiunto” al bene demaniale, dedotto il valore dato dalla somma delle differenze tra il canone demaniale e prezzo di mercato, nonché la commisurazione di tale indennizzo a quanto effettivamente pagato dal concessionario in termini di imposte dirette e di contributi versati. In questo modo si può valorizzare il lavoro svolto dai “migliori”.
    Cordialità

    • e quello che io dico sempre a te suck, e i vostri commenti tuo e di mistral ( autorevoli personaggi non c e che dire )mi fanno capire perfettamente che la ragioni non stanno solo dalla vostra parte dato che vi prendete sempre cura con un abnegazione fuori dal normale (da stakanovisti per intenderci) verso ogni commento riportato qui sul portale (anche da autorevoli personaggi ) .la domanda è ? perche siete sempre qui imperterriti a commentare ogni singolo commento che viene fatto visto che a vostro dire la sentenza del cds è inattacabile? per aiutare il turismo italiano per caso? non è forse perchè la sentenza del cds non è poi cosi inattacabile ? avete dato mai una soluzione nei vostri commenti? ho invece è il contrario? perchè non dite a queste persone chi siete? di te suck so benissimo chi sei e gia te l ho detto e invece pregherei mistral ( e mi è piaciuta la sua ultima parte del commento riguardo le imprese ) di qualificarsi .

  8. Buongiorno a tutti io scrivo non tanto per sfogarmi ma per far capire a alcune persone qualé la vera situazione (perlomeno dalle mie parti). Il litorale di Pisa e composta 10km ca. di costa, di cui 2 km sono celle di ghiaia e scogli non destinate alla balneazione con relativo divieto, anche se molto frequentate a causa dell’affollamento della zona, gli altri 8 km sono arenili contigui. In questi otto chilometri di spiagga le spiagge libere si contano sulle dita di una mano, non sono mai più larghe di 80m e molte volte attrezzate a pagamento per metà del loro spazio. Il resto degli arenili e caratterizzato da strutture di cemento molto grandi e incoerenti con le norme paesaggistiche che regolamentano la costruzione di edifici su tutto il nostro territorio, in molti casi fatiscenti e con l’ultimo restauro risalente al periodo della lira; grandi a tal punto da rendere quasi impossibile l’accesso al mare se non si è clienti del bagno a causa di parcheggi stracolmi a ridosso della spiaggia e delle cabine che creano mura di cinta come castelli. Gran parte delle concessioni risalgono al periodo fascista, o subito successivo, stipulate a 50 o 70 anni con riscatto automatico alla medesima cifra in lire dell’epoca per contratto (qui si parla di gente che con un inezia si sarebbe aggiudicata uno stabilimento per 140 anni) . Per le spiagge più piccole so di persone che sapevano già di aver vinto e iniziavano i lavori nei giorni precedenti alla chiusura dell’asta. Tutto questo è in più nessuno scontrino, ragazzi che vengono sfruttati a fare i camerieri tutti i giorni d’estate pranzo cena per 500€ mese senza assicurazione ne contratto, un sacco di persone scontente che passano le loro estati a cambiare di bagno in bagno perché solo i clienti storici meritano interesse e gentilezza la maggior parte delle volte. Tutto questo per arrivare a cosa? Le spiagge libere sono stracolme di persone negli stabilimenti la maggior parte della spiaggia e occupata da cabine con tavoli a un metro dal mare e numeri di ombrelloni irrisori per lo spazio che hanno (in modo da poter alzare il prezzo concedendo “più spazio” al cliente). E non parliamo dei ristoranti degli stabilimenti potrei scrivere un libro

    • Interessante annotazione – gente che ‘vince’ i bandi e inizia i lavori prima della chiusura delle gare… non fatico a crederti.
      Per il resto, su tutto ciò che affermi e che indubbiamente descrive alcuni litorali italiani, far rispettare e cambiare all’occorrenza i regolamenti edilizi già rientra nelle competenze delle autorità. Non serve la bolkestein.
      Ultima cosa importante: sono le amministrazioni locali che premono per occupare le rimanenti spiagge pubbliche per fare cassa.

  9. Il sistema delle gare (che va a sostituire non un monopolio ma un sistema di libero mercato in cui l’attuale maggioranza degli operatori ha comprato a prezzo di mercato la propria azienda) sarà un sistema intrinsecamente clientelare, opaco, iniquo.

  10. sei proprio fuori strada fra, ma qui dove sono io ti controllano anche i peli nel c..o. Regolari contratti(non tramite cooperative ) scontrini fiscali (per legge) fatture per acquisto materali e attrezzature, inoltre le distanze covid impediscono la vicinanza tra tavoli e persone e tra ombrelloni e lettini, controlli della finanza, capitanerie,asl, dogana :non so dove tu vai ma avresti dovuto denunciarli perchè se fosse vero quello che dici ( e io non metto in dubbio la tua parola) è un affronto verso le persone oneste che rispettano le regole quotidianamente

  11. Io credo, e lo dico da tanto tempo, che le attenzioni le stanno attirando i balneari, soprattutto attraverso i social.
    Io credo che sarebbe meglio nel loro interesse, di spegnere i riflettori lasciar lavorare le competenti associazioni e i suoi consulenti.
    Ultimamente sembra che in Italia non esista altro problema che quello dei balneari.
    Seppur legittimo per gli interessati, credo, per paradosso, che più si espongono più attirano le reazioni, spesso anche di chi non sa nulla di cosa si parla.
    Sottolineo grande professionalità della redazione “Mondo Balneare”, capace di mantenere sempre grande equilibrio espositivo.

    • perfettamente d accordo con te riccardo..al mise ci sono centinaia di tavoli aperti circa le aziende che chiudono e posti di lavoro persi..draghi dice che cè l ha ripresa…gli consiglio occhiali di otttima fattura e medicine

  12. Non sono mai stato un leone da tastiera, ma se qualche volta giudico è con specifica cognizione di causa.
    In questo caso mi permetto di criticare aspramente la categoria dei balneari, per conoscenza più che approfondita del settore, avendo lavorato , prima di andare lo scorso anno in pensione, x 40 anni in uno studio commerciale dove svolgevo il compito di tenere la contabilità e relative denunce dei redditi di almeno una trentina di spiagge della mia zona ( medio versante adriatico)
    Se volete i particolari di circa 1500 denunce dei redditi compilate negli anni, posso snocciolare dati e numeri, ma vi assicuro che fareste una figura meschina, con dichiarazioni con un circa70 % di media di evasione fiscale. Ma oltre ciò, quello che mi rimarrà sempre impresso nella mente è la faccia tosta dei miei clienti balneari, che se una stagione invece di guadagnare 100.000 euro , magari x maltempo ne prendevano solo 90.000 ( e vi assicuro che le cifre sono reali) piangevano miseria X tutta l’estate.
    Detto ciò ci saranno anche sicuramente realtà diverse dove maggior onestà dei gestori e zone meno turistiche fanno sì che i guadagni siano inferiori, ma consultandomi anche con colleghi di altre città, queste sono eccezioni, mentre la regola è quella che ho sopra descritto, anche ribadita dalle faraoniche richieste milionarie nelle compravendite di spiagge a fronte di ridicole denunce dei redditi dichiarate ( a livello di un operaio generico)
    E la gente questa cose le vede e le sa, e forse spiega la naturale avversione o invidia dell’opinione pubblica verso questa categoria , che forse a forza di tirare troppo la corda l’ha spezzata….
    Devo spezzare una lancia a favore di questa redazione di Mondo Balneare, che con molta onestà intellettuale, pubblica correttemente tutti i commenti, anche quelli avversi
    pur essendo una rivista settoriale.
    Le idee vanno tutti rispettate e pubblicate rimanendo sempre , nei modi e toni giusti e non offensivi o scurrili. BRAVI

  13. Franco non dire così altrimenti entri anche tu nel club dei pagati dalle multinazionali cinesi e tedesche che a dirla tutta, almeno con me, sono in netto ritardo con i pagamenti.

  14. Sono 20 anni che prendo cabina e ombrellone stagionali in diversi stabilimenti… Mai dico.. MAI vista una ricevuta a fine stagione..

  15. Mia figlia ha uno stabilimento balneare e la vedo molto preoccupata e avvilita per il mutuo che gli rimane da pagare per essere subentrata tre anni 2019.
    Gli sto dando un aiuto morale e non , gli dico ma dai concorriamo ai nuovi bandi per il più bello ed importante della zona offriremo 100000 all anno per la concessione visto che è tutto nuovo avviatissimo non c è bisogno di costruire niente un po’ di attrezzature da sabbia ombrelli e lettini ed il gioco è fatto semplice bello facile prendersi la roba altrui . Però occorre avere molti peli sullo stomaco che non ho.
    Leggendo i vostri commenti mi sono reso conto che di gente con moltissimo pelo nello stomaco c è né molta.

    • capisco benissimo la situazione di sua figlia e cercando di entrare nei suoi panni, posso solo dire che forse l’errore è stato quello di fare un investimento in un settore altamente a rischio dal 2006 , cioè da quando l’europa ha cominciato ad avvisarci che la situazione dei balneari, era fuori legge o perlomeno anomala. Si chiama RISCHIO DI IMPRESA, quando si scommette investendo in un settore sotto procedura d’infrazione da diversi anni, fidandosi delle rassicurazioni di una classe politica che , pur di accalappiare una manciata di voti, promette cose che già sapeva che non sarebbero fatte passare dalla corte europea. Ma in Italia la nostra politica non ha mai le palle di affrontare le situazioni di petto x risolvere una volta x tutte le questioni sul tavolo, molto più comodo e meno sconveniente rimandare all’infinito ( gia dal 2006) sperando che anche gli altri ( Europa) si adegui a questo modo di fare tutto Italiano. Mi spiace sinceramente x sua figlia e spero che non ci rimetta nulla , augurandole magari l’assegnazione a bando della sua attività, ma mi creda, io prima di fare quell’investimento ci avrei pensato non bene, molto di più, anzi ,come andavo dicendo a mio nipote proprio nel 2019 stava approcciandosi in una attività balneare, non lo avrei proprio fatto. Troppo rischioso, con quella spada di Damocle delle aste sulla testa. Auguri

  16. R. dalla Liguria says:

    Elea, Fra e Franco 57 hanno sintetizzato bene.
    Aggiungo una cosa:
    stanco di pagare una cabina stagionale a Zoagli quanto una villetta in Puglia per un mese a Campomarino ho cominciato a portare i figli all’estero.
    In Francia, Croazia, Spagna, Portogallo, Grecia, Tunisia, Turchia si va tranquillamente al mare senza pagare o, se si vuole un ombrellone e due sdraio, pagando dai 5 ai 10 €; in Liguria invece una famiglia di 4 persone spende un centinaio di € al giorno.
    Così, quando affittiamo la casa al mare a stranieri, ci dicono: bei posti ma carissimi per fare un bagno, ci spiace ma non torneremo! e spendono tutto per entrare ai bagni e risparmiano su ristoranti, alberghi, abbigliamento e artigianato.
    Quando noi andiamo all’estero spendiamo poco per ombrellone e lettini e possiamo spendere nei ristorantini e in tutte la altre attività.
    In conclusione, oltre ai danni fatti dall’occupazione di tutte le spiagge, lasciando liberi solo sassi e scogli, si danneggiano tutte le altre attività economiche e si spingono gli stranieri (e tanti italiani) ad andare all’estero dove non esiste questa tassa sull’entrata in mare

  17. R DALLA LIGUA, il tuo ragionamento, cozza con la realtà, le coste italiane, nonostante le vostre “prediche” negative, sono il fiore all’occhiello del nostro Paese, difatti, come tutti sanno, sono sempre più “gettonate”. Sicuramente, è uno dei motivi principali, per cui suscitano molto “interesse”!

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